Sintesi delle criticità del mercato del lavoro italiano e delle soluzioni indicate dall'ex ministro Elsa Fornero in occasione del 15° Forum LAVORO
Elsa Fornero ha messo a fuoco le principali criticità del mercato del lavoro italiano in vista del 15° Forum LAVORO, che si terrà a Modena il 25. Dal suo intervento emergono tre nodi: la crescente distanza tra lavoratori tutelati e figure più fragili, le inefficienze dei servizi pubblici per l’impiego e un persistente disallineamento tra domanda e offerta. Per affrontarli servono risposte coordinate e investimenti orientati alla lunga durata.
La fotografia di Fornero ricompone i problemi e indica soluzioni su tre fronti: servizi per l’impiego, formazione continua e politiche per ridurre la vulnerabilità delle posizioni atipiche. Non si tratta solo di “collocare” persone, ma di riuscire a collocare competenze dove servono: strumenti di matching migliori e infrastrutture informative funzionanti sono essenziali per trasformare le potenzialità in occupazione stabile.
La frattura tra lavoratori tutelati e periferici Sul tavolo c’è una divisione netta: da una parte chi beneficia di tutele consolidate, dall’altra chi vive in condizioni di precarietà. Chi è “periferico” spesso ha contratti intermittenti, lavori autonomi senza stabilità o forme atipiche che escludono dall’accesso a strumenti di protezione sociale e a programmi di riqualificazione. Il risultato è più vulnerabilità economica e minori possibilità di accumulare competenze spendibili nel tempo.
Per ridurre questa spaccatura Fornero propone misure concrete: benefit portabili, estensione degli ammortizzatori sociali, incentivi alla formazione continua e strumenti che rendano più fluido il passaggio tra un lavoro e l’altro. Fondamentale è anche migliorare il matching con banche dati aggiornate e politiche attive mirate alle fasce più esposte.
Servizi per l’impiego e formazione continua: cosa manca I centri per l’impiego e le strutture pubbliche restano frammentati e spesso scollegati dal tessuto produttivo locale. Mancano interoperabilità e capacità di intercettare rapidamente i nuovi profili richiesti dall’economia digitale. La formazione continua è irregolare: molti lavoratori, specie nelle aree periferiche e tra i giovani, non hanno accesso a percorsi aggiornati e riconosciuti.
Le priorità pratiche passano da sistemi informativi condivisi tra ministeri, regioni e centri per l’impiego, e da una collaborazione più stretta con le imprese. Occorre investire in cruscotti regionali che monitorino domanda e offerta in tempo reale e in programmi di orientamento basati sulle competenze digitali. Voucher formativi, incentivi fiscali per l’upskilling e accordi pubblico-privati per certificazioni riconosciute sono strumenti che accelerano l’employability. È ugualmente importante valorizzare il riconoscimento delle competenze acquisite sul lavoro attraverso standard condivisi.
Disallineamento domanda-offerta e ruolo delle imprese Il mismatch tra competenze disponibili e richieste limita l’accesso al lavoro di molti giovani e professionisti in transizione. L’automazione e l’innovazione spingono i settori a rinnovarsi rapidamente: chi non aggiorna il proprio profilo perde terreno. Per questo servono politiche attive che anticipino i cambiamenti, combinando formazione continua, riqualificazione mirata e maggiore integrazione tra attori pubblici e privati.
Per favorire l’incontro tra imprese e capitale umano è utile rafforzare tirocini strutturati, apprendistati più efficaci e percorsi che colleghino formazione e lavoro. Raccogliere sistematicamente dati sulle skill richieste permette di intervenire in modo mirato e tempestivo, riducendo le disparità territoriali e migliorando la mobilità professionale. La trasparenza delle informazioni sulle competenze aiuta le aziende a investire meglio e i lavoratori a orientarsi con più sicurezza.
Interventi operativi e priorità politiche Le proposte emerse indicano alcune priorità operative: integrare politiche attive e bisogni delle imprese, potenziare i servizi per l’impiego, rendere la formazione continua accessibile e certificabile. Serve un piano di investimenti durevoli nei servizi per l’impiego e nella formazione professionale, accompagnato da una governance che metta a sistema amministrazioni pubbliche, aziende e istituti formativi.
Solo una strategia integrata — che combini protezioni sociali, politiche industriali e percorsi formativi — può ridurre le disuguaglianze e rendere i percorsi occupazionali più sostenibili. Il forum di Modena sarà l’occasione per mettere a confronto queste proposte e per avviare il monitoraggio degli interventi, con l’obiettivo di trasformare le diagnosi in misure concrete e misurabili.
Il mercato del lavoro presenta una distanza strutturale tra domanda e offerta; per Cesare Damiano la risposta passa dal rafforzamento…
Dal 1° marzo 2026 la procedura INPS per il riconoscimento della invalidità civile si estende a 40 nuove province: cambiano…
L'Inps invia le prime lettere Isac per segnalare discrepanze nei dati contributivi: non implicano automaticamente un accertamento e offrono la…
Sintesi delle regole sulla reperibilità, i limiti temporali, la base contrattuale e le principali novità sul profilo dei Global Advisor
Sintesi quindicinale delle principali novità con commenti tecnici su trasparenza salariale, circolare Inps n. 12/2026, Cass. Ord. n. 336/2026 e…
Una panoramica chiara sul limite dei dieci scatti triennali del ccnl Commercio, su come si calcolano gli importi e su…