Nel 2026, l’INPGI ha ufficializzato la rivalutazione delle pensioni e delle indennità, apportando modifiche significative agli importi delle prestazioni previdenziali e assistenziali. Con la circolare n. 1, pubblicata il 5 , l’ente ha fissato nuovi valori approvati dal Comitato Amministratore il 28 . Queste modifiche, pur essendo in attesa di approvazione ministeriale, sono già in vigore a titolo provvisorio.
Rivalutazione delle pensioni
Per gli iscritti all’INPGI, il diritto alla pensione di vecchiaia si matura al compimento dei 66 anni, a condizione di avere versato almeno 20 anni di contributi. È possibile anticipare la pensione a 63 anni, sempre con un minimo di 20 anni di contribuzione, oppure dopo 40 anni di lavoro, indipendentemente dall’età. Per ottenere la pensione anticipata, l’importo deve essere almeno pari a 1,5 volte l’assegno sociale, che nel 2026 è fissato a 7.101,12 euro.
Importo minimo e requisiti
Per gli iscritti, l’importo minimo della pensione anticipata deve quindi risultare non inferiore a 10.651,68 euro lordi annuali. Questo è un aspetto cruciale per molti lavoratori che desiderano pianificare il loro futuro previdenziale. La pensione sarà erogata nella sua totalità se rispetta i requisiti stabiliti, senza limiti massimi.
Pensioni ai superstiti e cumulabilità
Un aspetto di rilevanza riguarda le pensioni ai superstiti, le quali possono essere cumulate con i redditi del beneficiario. Tuttavia, è prevista una riduzione proporzionale in base ai redditi personali. Si evidenzia che tale riduzione non si applica nel caso in cui il beneficiario abbia figli minori o inabili a carico.
Regole sui redditi
Per il calcolo dei redditi da considerare ai fini della pensione ai superstiti, vengono esclusi alcuni importi, come il trattamento di fine rapporto e il reddito derivante dalla casa di abitazione. Questa normativa assicura che i beneficiari non subiscano ingiustizie economiche, garantendo un equo trattamento.
Indennità e prestazioni assistenziali
Per il 2026, l’importo dell’indennità di disoccupazione DIS-COLL è stato fissato a 1.548,70 euro mensili, rappresentando un incremento significativo rispetto agli anni precedenti. Questa indennità è calcolata sulla base di una retribuzione di riferimento pari a 1.456,72 euro, rendendola un sostegno importante per i lavoratori temporaneamente disoccupati.
Indennità di maternità per liberi professionisti
Le libere professioniste, iscritte all’INPGI, hanno diritto a un’indennità di maternità che copre i due mesi precedenti e i tre mesi successivi al parto. In caso di complicanze, l’indennità può essere estesa. L’importo corrispondente è pari all’80% del reddito professionale percepito nel secondo anno precedente all’evento, con un minimo garantito di 6.045,50 euro e un massimo di 30.227,50 euro.
Indennità di degenza e malattia
In caso di ricovero ospedaliero, gli iscritti Co.Co.Co possono ricevere un’indennità per ogni giornata di degenza, fino a un massimo di 180 giorni all’anno. Per accedere a questa prestazione, il reddito individuale non deve superare i 84.425,00 euro. Le percentuali di indennità variano in base al numero di contributi versati nei 12 mesi precedenti il ricovero.
Analogamente, per le indennità di malattia, gli iscritti possono ricevere un’indennità giornaliera, che può arrivare fino a un massimo di 61 giorni all’anno. Anche in questo caso, il reddito deve rimanere al di sotto dei 84.425,00 euro, garantendo un supporto ai lavoratori durante le fasi di difficoltà.
Le modifiche apportate alle pensioni e alle indennità per il 2026 rappresentano un passo significativo verso una migliore protezione economica per i lavoratori e le loro famiglie. Queste misure garantiscono che gli aspetti previdenziali siano in linea con le esigenze attuali della società, contribuendo a un sistema più equo e sostenibile.