Con l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 213/2026 il 24, il panorama normativo riguardante l’amianto sul luogo di lavoro subisce un’importante trasformazione. Questo decreto, che recepisce la direttiva (UE) 2026/2668, modifica il precedente quadro normativo stabilito dal D.Lgs. 81/2008, portando a una serie di nuovi obblighi per le aziende. Il focus principale è sulla protezione della salute dei lavoratori, con l’obiettivo di ridurre l’esposizione alle fibre di amianto.
Principali novità del decreto
Una delle innovazioni più rilevanti riguarda l’abbassamento del valore limite di esposizione professionale (VLEP), fissato ora a 0,01 fibre/cm³ su una media ponderata di 8 ore. Questa misura, significativamente più restrittiva rispetto al passato, richiederà un approccio più rigoroso nella valutazione dei rischi legati all’amianto.
Obblighi di monitoraggio e sorveglianza
Il decreto introduce anche un obbligo di monitoraggio più frequente e dettagliato. Le aziende dovranno effettuare misurazioni regolari della concentrazione di fibre aerodisperse, riportando i risultati nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Inoltre, i dati raccolti dovranno essere utilizzati per pianificare misure di prevenzione efficaci.
Individuazione preventiva dell’amianto
Un aspetto cruciale del nuovo decreto è l’obbligo di verifica preventiva della presenza di amianto prima di intraprendere lavori di demolizione, ristrutturazione o manutenzione. In particolare, per gli edifici costruiti prima del 1992, il datore di lavoro dovrà raccogliere informazioni dettagliate e, in mancanza di dati certi, eseguire un’ispezione da parte di personale qualificato.
Procedura in caso di rinvenimento di amianto
In caso di rinvenimento di materiali contenenti amianto non identificati, il decreto impone una sospensione immediata dei lavori. Solo dopo l’adozione di misure di sicurezza adeguate sarà possibile riprendere le attività. Questa norma mira a garantire un ambiente di lavoro più sicuro e controllato per tutti i dipendenti.
Formazione e documentazione
Un ulteriore elemento introdotto dal D.Lgs. 213/2026 è l’obbligo di conservazione della documentazione relativa alla formazione e alla notifica per un periodo di quarant’anni. Le aziende sono quindi chiamate ad aggiornare le loro procedure di formazione per dirigenti, preposti e lavoratori, in modo da garantire che tutti siano informati riguardo alle nuove normative e alle corrette pratiche di prevenzione.
Supporto per le aziende
Per facilitare l’adeguamento alla nuova normativa, è consigliabile che le aziende si dotino di un piano di azione chiaro. Questo dovrebbe includere la mappatura delle attività a rischio, l’aggiornamento del DVR, e la revisione dei piani di campionamento e monitoraggio. Inoltre, è fondamentale garantire che i laboratori di analisi siano idonei e che i protocolli di sorveglianza sanitaria siano aggiornati.
In conclusione, il D.Lgs. 213/2026 rappresenta un passo significativo verso una maggiore sicurezza sul lavoro in relazione all’amianto. Le nuove norme, sebbene complesse, sono necessarie per tutelare la salute dei lavoratori e garantire un ambiente di lavoro più sicuro.