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ricerca aib sul lavoro dei bibliotecari in italia: presentazione e prime anticipazioni

l'aib presenta online i risultati preliminari di una ricerca nazionale sul mercato del lavoro delle professioni bibliotecarie, con anticipazioni sulle analisi regionali e i prossimi appuntamenti

L’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) ha lanciato una ricerca nazionale per fotografare il mercato del lavoro delle professioni bibliotecarie in Italia. Il progetto è curato da BIBLAB (Sapienza Università di Roma), con il contributo di Rete delle Reti e Federculture: una mappatura pensata per capire ruoli, formazione, contratti e competenze necessarie nei prossimi anni.

Presentazione e obiettivi
La prima presentazione online è stata guidata dalla presidente Laura Ballestra e dalla coordinatrice del gruppo di ricerca Chiara Faggiolani. Il lavoro combina metodi quantitativi e qualitativi per offire una visione multilivello: dati amministrativi, questionari rivolti ai professionisti, interviste semistrutturate e focus group con stakeholder locali. Scopo dichiarato: delineare profili professionali, differenze territoriali e fabbisogni formativi in modo da orientare politiche locali e piani formativi.

Campione e metodologia
Il campione include biblioteche pubbliche, accademiche e specialistiche distribuite su più regioni, con attenzione a centri urbani e aree periferiche. La scelta dei contesti ha privilegiato la rappresentatività territoriale e la diversità tipologica delle istituzioni, così da confrontare realtà metropolitane e territori con bassa densità di servizi.

Per raccogliere le evidenze il team ha applicato una triangolazione metodologica: indagini statistiche su dotazioni organiche, tassi di stabilità occupazionale e tipologie contrattuali; analisi documentale; e interviste per cogliere pratiche professionali e bisogni non sempre visibili nei numeri. Questa integrazione mira a restituire sia una lettura descrittiva sia una interpretazione delle dinamiche di lavoro nel settore.

Risultati preliminari: punti chiave
Dalle prime elaborazioni emergono alcuni trend chiari:

  • – Forti differenze regionali: disponibilità di posti e modelli organizzativi variano molto da regione a regione.
  • Competenza digitale: in alcune realtà il personale mostra buone capacità digitali; in altre, invece, mancano infrastrutture e formazione adeguata.
  • Ruolo in trasformazione: cresce la domanda di figure che sappiano interfacciarsi con il territorio —operatori di rete, mediatori culturali, project manager— oltre alle competenze “tradizionali” del mestiere.
  • Instabilità contrattuale: la precarietà rimane un tema ricorrente che condiziona continuità dei servizi e piani di carriera.

I ricercatori sottolineano come l’uso di fonti multiple abbia permesso di individuare sia casi virtuosi replicabili, sia criticità che richiedono interventi mirati.

Implicazioni per formazione e politiche
Le evidenze preliminari indicano esigenze concrete su cui agire subito:

  • – Integrare nei percorsi formativi moduli su digitalizzazione, gestione di progetti e mediazione culturale.
  • Rafforzare il dialogo tra istituzioni formative, biblioteche e policy maker per allineare competenze offerte e richieste dal mercato.
  • Pensare a strumenti contrattuali che favoriscano stabilità e valorizzazione professionale.

In pratica, il quadro invita a ripensare curricula e percorsi di aggiornamento in chiave trasversale: competenze tecniche, gestionali e relazionali devono dialogare per rispondere ai nuovi bisogni.

Prossimi passi e diffusione
Dopo la presentazione online, il progetto proseguirà con momenti di incontro in presenza: è previsto un approfondimento a maggio durante il convegno “La biblioteca intelligente” a Milano, dove saranno illustrate le linee di ricerca e alcune conclusioni più dettagliate. AIB e i partner pubblicheranno report tecnici, slide e documenti di lavoro sui loro canali ufficiali: vale la pena seguirli per rimanere aggiornati sui materiali e sulle raccomandazioni operative.

Per chi lavora nel settore o studia per entrarci, questo percorso offre una piattaforma per trasformare dati e testimonianze in azioni concrete: piani formativi aggiornati, interventi territoriali mirati e percorsi di carriera più coerenti con le esigenze reali.

Presentazione e obiettivi
La prima presentazione online è stata guidata dalla presidente Laura Ballestra e dalla coordinatrice del gruppo di ricerca Chiara Faggiolani. Il lavoro combina metodi quantitativi e qualitativi per offire una visione multilivello: dati amministrativi, questionari rivolti ai professionisti, interviste semistrutturate e focus group con stakeholder locali. Scopo dichiarato: delineare profili professionali, differenze territoriali e fabbisogni formativi in modo da orientare politiche locali e piani formativi.0

Elena Rossi

Dieci anni a inseguire notizie, dalle sale del consiglio alle scene degli incidenti. Ha sviluppato il fiuto per la vera storia nascosta dietro il comunicato stampa. Veloce quando necessario, approfondita quando conta. Il giornalismo per lei è servizio pubblico: informare, non intrattenere.

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