(Adnkronos) – La maison Prada ha annunciato l’acquisizione di Versace per circa 1,38 miliardi di dollari, in un’operazione storica che riporta il famoso marchio sotto il controllo italiano. Con questa mossa strategica, Prada rafforza il suo posizionamento come primo gruppo del lusso in Italia, consolidando una visione condivisa di innovazione, creatività e modernità. L’acquisizione di Versace rappresenta la più grande operazione nella storia ultracentenaria di Prada. Il marchio, fondato da Gianni Versace negli anni ’70 e passato a Capri Holdings nel 2018 per 2 miliardi di dollari, torna ora sotto la bandiera italiana. Il deal è visto come una mossa per competere in modo più efficace con colossi del lusso come LVMH e Kering.
Andrea Guerra, CEO di Prada, in una dichiarazione rilasciata a Bloomberg ha affermato: “L’acquisizione di Versace segna un’ulteriore evoluzione del nostro gruppo, aggiungendo una dimensione diversa e complementare”. Il cambio di proprietà arriva in un momento di trasformazione per il settore, con la tecnologia e la sostenibilità sempre più centrali nelle strategie di crescita dei grandi marchi. L'acquisizione di Versace da parte di Prada non è solo una questione di cifre e strategie di mercato, ma apre anche scenari interessanti sul fronte dell'innovazione tecnologica, un aspetto sempre più cruciale nel mondo del lusso. Entrambe le maison hanno già intrapreso percorsi sperimentali con soluzioni all'avanguardia. Prada ha testato la realtà aumentata nei suoi negozi, introducendo quegli specchi interattivi per il makeup a Parigi che non sono semplici specchi, ma vere e proprie porte verso un'esperienza d'acquisto che fonde fisico e digitale in maniera inedita. Versace non è da meno, con le sue incursioni nel mondo del gaming, creando abiti virtuali per avatar, espandendo così la propria identità di marca in territori digitali dove un pubblico nuovo può interagire con il brand. Poi c'è la questione dei materiali: Prada ha fatto una scelta forte e significativa eliminando la pelliccia animale già qualche anno fa, orientandosi verso materiali sintetici che però non rinunciano alla qualità e all'estetica, abbracciando una filosofia produttiva più etica e sostenibile. Entrambe le case di moda, d'altronde, hanno compreso l'importanza di un e-commerce che vada oltre la semplice vetrina online, investendo in piattaforme che offrono esperienze immersive, personalizzate e capaci di raggiungere un pubblico globale.
Prada ha inoltre lavorato con Snap Inc. per creare filtri in realtà aumentata in occasione di eventi di moda, un modo per coinvolgere il pubblico in maniera interattiva e spettacolare, mentre Versace ha costantemente ampliato la sua presenza sui social e nel digitale, comprendendo come questi canali siano fondamentali per dialogare con i consumatori di oggi e di domani. Insomma, l'unione tra Prada e Versace potrebbe davvero creare una sinergia potente, unendo queste diverse esperienze tecnologiche e aprendo nuove strade per l'innovazione nel settore del lusso, con un occhio sempre più attento alla sostenibilità. Miuccia Prada, pur restando azionista di riferimento, non guiderà la direzione creativa di Versace. Il nuovo corso creativo è affidato a Dario Vitale, ex Miu Miu, in sostituzione di Donatella Versace. La scelta punta a un rinnovamento estetico e strategico, mantenendo però il DNA audace del brand. —tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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