Il progetto Percorso 27, presentato alla Fondazione CRT, segna un passo significativo verso un cambiamento positivo nel sistema penitenziario italiano. Questo programma biennale mira a ridurre il tasso di recidiva, attualmente compreso tra il 60% e il 68% per i detenuti. L’iniziativa offre opportunità di inclusione sociale e lavorativa a coloro che hanno vissuto esperienze detentive.
Obiettivi e impatto del progetto
Il cuore di Percorso 27 è l’intenzione di promuovere un’inclusione sostenibile per le persone detenute. Secondo il progetto CNEL “Recidiva Zero”, il tasso di recidiva scende drasticamente fino al 2% per coloro che partecipano a programmi lavorativi. La fondazione beneficia del supporto di una rete di partner qualificati, tra cui l’Associazione Con Voi APS, la Fondazione Industriali di Cuneo e il Ministero della Giustizia. Queste entità collaborano in sinergia per garantire un approccio integrato alla formazione e all’inserimento lavorativo.
Struttura del programma
Il programma Percorso 27 si articola in diverse fasi. La prima fase prevede una profilazione clinica e professionale, finalizzata all’identificazione delle esigenze e delle aspirazioni di ciascun partecipante. Successivamente, viene offerta una formazione multidisciplinare che comprende supporto psicologico, educazione finanziaria e corsi di alfabetizzazione linguistica. Infine, i detenuti ricevono assistenza per l’inserimento lavorativo, facilitato dall’intervento di aziende e agenzie del lavoro.
Risultati attesi e benefici per la comunità
Il progetto punta a coinvolgere circa 60-80 beneficiari nel corso del biennio, generando un impatto positivo non solo per gli individui direttamente coinvolti, ma anche per le loro famiglie e per le comunità locali. Attraverso la creazione di nuove opportunità di lavoro, Percorso 27 intende abbattere le barriere sociali e promuovere una maggiore inclusione.
Collaborazione tra istituzioni e privati
Il successo di Percorso 27 si basa sulla collaborazione tra diversi attori della società. La Fondazione CRT e il CNEL hanno recentemente sottoscritto protocolli d’intesa per rafforzare il legame tra formazione, lavoro e inclusione. Questo approccio congiunto risulta essenziale per affrontare le fragilità sociali e costruire un futuro migliore per le persone che hanno vissuto situazioni di detenzione.
Prospettive future
In un contesto in cui il reinserimento dei detenuti è frequentemente considerato una sfida, Percorso 27 si propone come un modello innovativo e replicabile a livello nazionale. La convinzione che il lavoro rappresenti una via fondamentale per il recupero della dignità e l’autonomia delle persone ex detenute costituisce il fulcro di questo progetto. Attraverso il lavoro si può costruire un futuro sostenibile e produttivo per tutti.
Il presidente del CNEL, Renato Brunetta, ha dichiarato che “lavoro, lavoro, lavoro” rappresenta il motto di questa iniziativa, mirata a facilitare il reinserimento delle persone nella società attraverso nuove competenze e prospettive di vita. Percorso 27 non si configura soltanto come un progetto, ma come un autentico cambiamento culturale nel modo di affrontare la questione penitenziaria in Italia.