Verifica l'accordo aziendale del 2016, raccogli i modelli LAV-US e inoltra il modello AP45 all'INPS per sfruttare il moltiplicatore 1,5 sui turni notturni
Negli ospedali molti infermieri svolgono turni notturni che possono rientrare tra i lavori riconosciuti come usuranti. Per chi lavora su turni di 12 ore esiste la possibilità di vedere valorizzate le notti lavorate grazie a un coefficiente 1,5, ma l’accesso a questa facilitazione è subordinato a condizioni precise e a una documentazione puntuale. È quindi fondamentale orientarsi tra contratti, accordi aziendali e moduli ufficiali per evitare sorprese in fase di domanda pensionistica.
La norma che introduce la valorizzazione delle notti è contenuta nel comma 170 della Legge 205/2017 e prevede che il turno di 12 ore possa usufruire del coefficiente 1,5 se, in ciascun turno, almeno 6 ore ricadono nell’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino. La regola è applicabile a chi può dimostrare che tale organizzazione del lavoro era prevista da un accordo collettivo già sottoscritto entro il 31 dicembre 2016: in assenza di tale intesa aziendale, si applicano le regole ordinarie previste dal decreto legislativo 67/2011. Inoltre la Legge di Bilancio 2026 ha confermato che i requisiti per usuranti e turnisti notturni non saranno adeguati alle aspettative di vita fino al 31 dicembre 2028.
Il funzionamento del moltiplicatore è semplice da spiegare: ogni notte effettivamente lavorata viene conteggiata come 1,5 notti ai fini previdenziali. Per esempio, con 52 notti effettive in un anno si ottengono 78 notti equivalenti, rientrando nella fascia massima che corrisponde alla quota agevolata (indicata nella normativa come quota 97,6): tradotto in termini pratici, per un dipendente con 35 anni di contributi questo può significare il raggiungimento del requisito anagrafico intorno a 61 anni e 7 mesi. Con 43 notti si raggiungono 64,5 notti equivalenti, sufficienti per entrare nella fascia minima (64–71 notti) e accedere ad altre soglie agevolate come la quota 99,6.
Un punto cruciale è la differenza tra il contratto nazionale e l’intesa aziendale: il CCNL Comparto Sanità non stabilisce a livello nazionale i turni a 12 ore, lasciando questa scelta alla contrattazione integrativa dell’azienda sanitaria. Perciò l’INPS richiede espressamente la copia dell’accordo aziendale firmato entro il 31 dicembre 2016 perché il solo contratto nazionale non è sufficiente a far valere il coefficiente 1,5. Il primo passo consigliato è rivolgersi alla direzione risorse umane dell’ospedale per ottenere la documentazione che attesti la previsione dei turni già alla data richiesta dalla legge.
Se non esiste un accordo aziendale sottoscritto entro la fine del 2016, si applica la disciplina ordinaria del decreto legislativo 67/2011. In tal caso il turno notturno utile è quello di almeno 6 ore con l’intervallo fra mezzanotte e le cinque inclusa, e per i periodi contributivi maturati dopo il 1° luglio 2009 è richiesta la prestazione di almeno 64 turni notturni nell’anno per avere diritto al trattamento per lavori usuranti.
Per presentare la domanda e far valere il diritto occorre allegare all’istanza tutta la documentazione probatoria: in primis la copia dell’accordo aziendale (se firmato entro il 31 dicembre 2016) e i modelli ufficiali di attestazione delle notti lavorate. Il datore di lavoro trasmette annualmente i modelli LAV-US all’Ispettorato del Lavoro e all’INPS, indicando il numero di notti svolte per ciascun anno. Questi dati devono essere raccolti dal lavoratore e allegati alla domanda presentata tramite il modulo AP45 sul portale INPS.
La domanda va inoltrata attraverso la piattaforma INPS entro il 1° maggio dell’anno precedente a quello in cui si maturano i requisiti agevolati: è dunque importante verificare con anticipo la presenza dell’accordo aziendale e richiedere alla direzione risorse umane l’estratto dei LAV-US. Per semplificare l’istruttoria è consigliabile farsi assistere da un patronato o da un consulente del lavoro che conosca le Procedure INPS e sappia predisporre correttamente i documenti.
In sintesi, per gli infermieri turnisti che ambiscono alla pensione anticipata per lavori usuranti la chiave sta nella prova contrattuale (accordo aziendale 2016) e nella completa documentazione delle notti lavorate (LAV-US e AP45). Controllare per tempo i contratti, raccogliere i moduli ufficiali e presentare la domanda con il supporto di professionisti aumenta le probabilità di vedere riconosciuto il coefficiente 1,5 e quindi di ottenere il giusto conteggio contributivo per accedere alla pensione agevolata.
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