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OpenAI e Jony Ive: un nuovo dispositivo tascabile e senza schermo entro il 2026

(Adnkronos) – Un nuovo dispositivo hardware, frutto della collaborazione tra OpenAI e il celebre designer Jony Ive, è in fase di sviluppo e promette di introdurre una modalità inedita di interazione con l’intelligenza artificiale. Secondo quanto emerso da una comunicazione interna dello staff, riportata dal Wall Street Journal, il progetto prevede un device di dimensioni tascabili, privo di schermo, consapevole del contesto ambientale e non riconducibile a occhiali o altri dispositivi da indossare. L’iniziativa prende forma in seguito all’acquisizione da parte di OpenAI della startup io, fondata da Ive insieme ad altri ex ingegneri Apple, per un valore stimato di 6,5 miliardi di dollari. Il CEO Sam Altman ha ipotizzato che questa operazione possa incrementare la valutazione di OpenAI fino a un trilione di dollari, anticipando la nascita di una vera e propria famiglia di dispositivi derivati da questa alleanza strategica. Il primo prodotto dovrebbe essere lanciato entro la fine del 2026, anche se i dettagli tecnici restano strettamente riservati per evitare il rischio di imitazioni da parte dei concorrenti. Tuttavia, alcune informazioni trapelate delineano un dispositivo non invasivo, progettato per integrarsi con la quotidianità dell’utente e diventare una sorta di “terzo oggetto fondamentale” sulla scrivania, accanto a un computer e a uno smartphone. Altman ha dichiarato che l’obiettivo è di raggiungere la soglia dei 100 milioni di unità vendute in tempi più rapidi rispetto a qualsiasi altro nuovo prodotto nella storia recente del settore tecnologico. Ha inoltre precisato che non si tratta di un telefono né di un visore, prendendo le distanze da esperienze fallimentari come l’Humane AI Pin, criticato anche da Ive stesso. Lo stesso Ive, che ha contribuito a definire l’estetica dei prodotti Apple per oltre due decenni, ha descritto questa nuova avventura come l’avvio di “un nuovo movimento del design”. Rievocando il legame creativo che lo univa a Steve Jobs, ha sottolineato l’intesa professionale trovata con Altman, definendola “profonda” e determinante nello sviluppo del progetto. Il dispositivo, ancora avvolto nel riserbo, mira a superare i limiti dell’attuale dipendenza dagli schermi digitali, proponendosi come un’interfaccia naturale tra intelligenza artificiale e vita quotidiana. Un prodotto destinato, nelle intenzioni dei suoi ideatori, a segnare un cambiamento radicale nella relazione tra esseri umani e tecnologia. —tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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