Il mercato del lavoro italiano registra una crescita senza precedenti: all’inizio del secondo trimestre 2026 si contano 24,4 milioni di occupati, il valore più alto della storia recente. Parallelamente, il tasso di disoccupazione tra i 15 e i 74 anni si attesta al 5,6 %, mentre il tasso di partecipazione sale al 67,0 %, con un incremento di 0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.
Occupazione record e partecipazione in rialzo
Questo miglioramento è il risultato di un prolungato processo di ripresa post-pandemica, alimentato da investimenti pubblici e dalla riapertura di settori chiave. Nonostante la spinta positiva, l’analisi mostra che circa 4 milioni di persone rimangono ai margini del mercato: sono definiti forze di lavoro potenziali ovvero individui che, pur non cercando attivamente un impiego, potrebbero essere assunti se le condizioni fossero adeguate.
Il fenomeno dello slack e le sue componenti
Il Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP) utilizza l’indicatore di labour market slack (LMS) per quantificare questa riserva. Nel Q2 2026 l’LMS è pari al 14,3 % delle forze di lavoro estese, 3,3 punti sopra la media UE. Si tratta di una diminuzione significativa rispetto al picco del 2021, ma il valore resta superiore alla media europea (11,8 %).
Composizione della riserva
La quota più consistente è rappresentata dagli inattivi disponibili (circa 2,0 milioni), seguiti dai disoccupati (1,49 milioni). I part-time sottoccupati incidono per l’1,6 %, mentre gli attivi non disponibili costituiscono solo lo 0,2 %. Questo profilo differisce dalla media UE, dove gli inattivi disponibili sono solo il 2,6 %.
Disuguaglianze di genere e fasce d’età
Il fenomeno dello slack si concentra soprattutto in gruppi con minore partecipazione: donne e giovani. Le donne rappresentano il 55 % degli inattivi disponibili, con un’incidenza dell’8,0 % sulle forze di lavoro estese, contro il 5,7 % degli uomini. Nei giovani 15-24 anni i tassi di inattività raggiungono il 78,4 %, ben al di sopra della media europea (59,6 %).
Geograficamente, l’Italia si colloca in linea con la Spagna (4,6 milioni di slack) ma al di sotto della Francia (oltre 5 milioni). La differenza principale è la presenza di un numero più elevato di inattivi disponibili in Italia rispetto a entrambi i paesi, mentre il numero di disoccupati è più contenuto.



