La regione Toscana avvia nuovi percorsi di IFTS con 5,365,000 euro per formare tecnici richiesti dalle imprese e favorire l'inserimento occupazionale
La Regione Toscana ha destinato un finanziamento complessivo di 5.365.000 euro per ridefinire l’offerta dei percorsi di Istruzione e Formazione tecnica superiore (IFTS), con l’obiettivo di allineare meglio le competenze dei partecipanti alle esigenze del mondo produttivo. Il provvedimento, sostenuto dalle risorse del programma Fse+ 21/27 e inserito nell’iniziativa regionale Giovanisì, mira a creare percorsi pratici e certificati che facilitino l’inserimento professionale sia dei giovani sia degli adulti, compresi occupati, inoccupati e disoccupati, nei settori strategici del territorio.
Questa iniziativa vuole rafforzare il collegamento tra istituzioni formative e imprese, promuovendo una didattica orientata alle competenze. Accanto alla spesa, la delibera indica precise regole per la presentazione dei progetti e per la composizione dei partenariati, con l’intento di garantire qualità, rilevanza occupazionale e una certificazione riconosciuta anche a livello europeo.
Il finanziamento è pensato per sostenere percorsi in grado di formare figure tecniche con competenze specialistiche e trasversali richieste dalle aziende. Il piano si rivolge a una platea ampia: giovani neo-diplomati, studenti prossimi al completamento del percorso superiore, lavoratori in cerca di aggiornamento e persone disoccupate. L’idea di fondo è promuovere un sistema integrato che superi il tradizionale disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, offrendo un percorso certificato utile alle imprese e spendibile sul mercato europeo.
Possono accedere i candidati in possesso di un diploma di istruzione secondaria superiore o di un diploma professionale tecnico, nonché gli studenti ammessi al quinto anno delle scuole superiori. Inoltre, chi non ha il diploma può comunque essere ammesso previa procedura di accreditamento delle competenze acquisite tramite esperienze lavorative o percorsi formativi dopo l’obbligo scolastico. Questa flessibilità intende valorizzare competenze pratiche maturate fuori dai canali tradizionali.
I progetti devono essere presentati da un consorzio obbligatorio composto da più soggetti: un ente formativo capofila, un istituto di istruzione secondaria superiore (statale o paritario), un’università e almeno un’impresa con unità produttiva in Toscana; è prevista anche la partecipazione delle Fondazioni ITS. Ogni percorso sarà pensato per classi di 20 allievi, dimensione ritenuta adeguata per attività pratiche e laboratoriali che favoriscono l’acquisizione di competenze spendibili sul mercato del lavoro.
I corsi IFTS prevedono un ciclo di due semestri per un totale di 990 ore. La ripartizione prevede circa 564 ore di formazione in aula, 30 ore dedicate ad attività di accompagnamento e 396 ore di stage in azienda, corrispondenti al 40% del monte ore totale. Questo equilibrio tra teoria e pratica è pensato per incrementare la preparazione tecnica e l’inserimento diretto nel mondo del lavoro attraverso esperienze sul campo.
I progetti finanziabili dovranno concentrarsi su filiere considerate strategiche per l’economia regionale: Agribusiness, Chimica-Farmaceutica, Meccanica ed Energia, Moda, ICT, Carta, Marmo, Turismo e Cultura, Nautica e Logistica, Edilizia e Servizi alle Imprese. L’intento è rispondere a fabbisogni occupazionali concreti segnalati dalle imprese, favorendo profili tecnici richiesti sul territorio e contribuendo a una maggiore competitività del sistema produttivo.
L’assessore regionale al Lavoro e alla Formazione, Alberto Lenzi, sottolinea come i progetti IFTS possano creare una rete stabile tra scuola, università e imprese, oltre a fornire una certificazione delle competenze riconosciuta a livello europeo. In prospettiva, l’investimento intende contrastare il mismatch tra domanda e offerta di lavoro e offrire opportunità concrete di inserimento professionale, specialmente in comparti dove emergono maggiori esigenze di personale qualificato.
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