Nuove regole per isopensione e incentivi: implicazioni per aziende e lavoratori

Dal 2027 l'isopensione torna a prevedere un anticipo massimo di quattro anni e riprende l'adeguamento automatico dei requisiti alla speranza di vita: responsabilità dell'INPS, rischi per gli esodati e misure per le assunzioni femminili

Il sistema di uscita anticipata dal lavoro cambia a partire dal 1° gennaio 2027. Decade il regime transitorio che aveva esteso l’anticipo massimo dell’isopensione. Riprende l’adeguamento automatico dei requisiti pensionistici alla speranza di vita. Questi due provvedimenti modificano il calendario delle uscite, le certificazioni richieste alle aziende e la sicurezza reddituale dei lavoratori con accordi di esodo. Tra gli effetti attesi vi sono una riduzione delle possibilità di anticipo e la necessità per le imprese di aggiornare la documentazione per le procedure di uscita.

Cosa cambia per i requisiti anagrafici e l’adeguamento alla speranza di vita

Le modifiche incidono sui requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia e alla pensione anticipata, con effetti sulle uscite programmate già a partire dal 2027. Il ritorno degli adeguamenti basati sui dati ISTAT riattiva gli scatti previsti dal quadro normativo.

Un decreto direttoriale del 19 ha disposto un aumento complessivo di tre mesi per il biennio 2027-2028, articolato in due tranche. La Manovra 2026 specifica i requisiti anagrafici per il periodo: per il 2027 la pensione di vecchiaia richiederà 67 anni e 1 mese.

Per la pensione anticipata la stessa norma fissa per il 2027 i requisiti in 42 anni e 11 mesi per gli uomini e in 41 anni e 11 mesi per le donne. Nel 2028 è previsto un ulteriore adeguamento che porterebbe la vecchiaia a 67 anni e 3 mesi e la pensione anticipata a 43 anni e 1 mese per gli uomini e a 42 anni e 1 mese per le donne.

Le aziende dovranno aggiornare le procedure interne per tenere conto dei nuovi requisiti. Restano attese indicazioni operative sugli effetti amministrativi e sulle modalità di calcolo per le domande presentate nei periodi di transizione.

Proiezioni successive e deroghe

Nel frattempo le stime della Ragioneria generale dello Stato ipotizzano nuovi incrementi del requisito anagrafico nel periodo 2029-2034, sempre subordinati a conferma tramite apposito decreto interministeriale. Se confermate, le previsioni indicano che il requisito per la pensione di vecchiaia potrebbe salire fino a 67 anni e 9 mesi entro il biennio 2033-2034.

Rimane tuttavia una deroga rilevante: i lavoratori impiegati in mansioni gravose e usuranti beneficiano della sterilizzazione degli scatti, ovvero della sospensione temporanea dell’aumento dei requisiti per il biennio 2027-2028, che evita l’innalzamento immediato dei requisiti per quelle categorie. Restano attese indicazioni operative sugli effetti amministrativi e sulle modalità di calcolo per le domande presentate nei periodi di transizione.

La fine del regime transitorio: impatto sull’isopensione e sugli strumenti di esodo

Restano attese indicazioni operative sugli effetti amministrativi e sulle modalità di calcolo per le domande presentate nei periodi di transizione. Con la nuova disposizione normativa decade il regime che aveva esteso fino a sette anni l’anticipo dell’isopensione rispetto ai requisiti di legge.

La formulazione originaria dell’articolo 4 della legge 92/2012 ristabilisce l’anticipo massimo a quattro anni. Ciò restringe la finestra temporale per l’uscita dal lavoro e comporta un aumento dei requisiti anagrafici per l’accesso. L’effetto combinato riduce le possibilità per i lavoratori che si trovano prossimi alle soglie previste.

Per isopensione si intende la possibilità di anticipare l’uscita dal lavoro con accordi che prevedono il sostegno economico e organizzativo al ricollocamento. Le aziende e gli enti previdenziali dovranno ora adeguare procedure e criteri di valutazione delle domande nelle aree interessate dal cambiamento normativo.

Certificazioni e ruolo dell’INPS

A seguito dell’adeguamento normativo, INPS ha recepito le novità con il Messaggio 558/2026. Il messaggio impone che le domande per incentivi all’esodo contengano il calcolo prospettico degli scatti della speranza di vita fino al 2033. Le istanze prive di tale proiezione vengono automaticamente respinte dalla procedura Unicarpe, con comunicazione immediata all’azienda e al lavoratore.

Il provvedimento stabilisce una differenza procedurale rilevante. Per l’isopensione è prevista una certificazione preventiva INPS prima dell’avvio delle procedure. Per i fondi di solidarietà bilaterali la verifica della congruità degli oneri avviene invece al momento dell’erogazione.

La verifica al pagamento può determinare oneri aziendali superiori rispetto alle stime indicate al momento della sottoscrizione degli accordi. Tale discrepanza aumenta il rischio finanziario per le imprese che si sono già impegnate negli accordi di esodo. Gli operatori previdenziali e le aziende interessate attendono istruzioni operative per uniformare i criteri di calcolo e ridurre incertezza amministrativa.

Rischi per gli esodati e interventi del Governo

Con l’adeguamento prospettico delle pensioni cresce il rischio che alcuni lavoratori restino temporaneamente scoperti. Secondo l’Osservatorio Previdenza della CGIL circa 55.000 persone potrebbero subire un’interruzione temporanea di copertura nel 2027-2028. Le uscite coinvolgerebbero percorsi come l’isopensione, i contratti di espansione e le uscite tramite fondi bilaterali.

Il Ministero del Lavoro ha però ridimensionato la stima a circa 5.000 soggetti effettivamente a rischio. Il dicastero ha annunciato, previa consultazione con le parti sociali, l’adozione di misure attuative per garantire la corresponsione della prestazione di accompagnamento fino al raggiungimento dei nuovi requisiti. Gli operatori previdenziali e le aziende interessate attendono ora istruzioni operative per uniformare i criteri di calcolo e ridurre l’incertezza amministrativa.

Effetti economici per i beneficiari

Dopo le modifiche normative, i percettori di misure di accompagnamento restano esposti a rischi economici concreti. Se l’intervallo tra uscita anticipata e pensione si allunga per effetto degli scatti, il potere d’acquisto del sostegno nominale si erode. Molte prestazioni di accompagnamento alla pensione, tra cui isopensione, contratti di espansione e APE Sociale, non vengono rivalutate nel tempo.

La Manovra 2026 e il bonus per l’assunzione di donne disoccupate

In parallelo alle misure sulle uscite anticipate, la Legge di Bilancio 2026 (articolo 1, commi 153-155) introduce un esonero contributivo parziale per incentivare nuove assunzioni rivolte in particolare alle donne disoccupate. Il piano finanziario prevede stanziamenti graduati: 154 milioni per il 2026, 400 milioni per il 2027 e 271 milioni per il 2028. Le aziende e gli enti previdenziali attendono ora indicazioni operative sui criteri di applicazione e sulle modalità di monitoraggio dell’impatto occupazionale.

Requisiti e funzionamento operativo

La norma prevede una riduzione del 50% dei contributi fino a un tetto di 3.000 euro annui. Il beneficio si applica per 18 mesi nei contratti a tempo indeterminato e per 12 mesi nelle assunzioni a termine. L’agevolazione è estesa alle assunzioni in cooperativa e tramite somministrazione e può essere cumulata con altri incentivi, tra cui quelli destinati alle persone con disabilità o ai percettori di NASpI.

Sono ammesse specifiche categorie di beneficiarie: donne senza lavoro regolarmente retribuito da almeno 24 mesi; donne disoccupate da sei mesi residenti in aree svantaggiate o impiegate in settori con forte disparità di genere; e donne over 50 disoccupate da oltre 12 mesi. Le verifiche amministrative saranno svolte dall’INPS tramite procedure telematiche basate sul modulo 92-2012, mentre l’autorizzazione all’abbattimento contributivo sarà registrata attraverso il flusso Uniemens.

Il 2027 segna un punto di svolta nelle regole di ingresso e uscita dal mercato del lavoro: tra il rientro degli scatti legati alla speranza di vita, la chiusura del regime transitorio e gli incentivi per l’occupazione femminile, imprese e lavoratori devono rivedere piani e accordi alla luce delle nuove disposizioni. La transizione amministrativa proseguirà secondo le procedure telematiche basate sul modulo 92-2012, mentre l’autorizzazione all’abbattimento contributivo sarà registrata attraverso il flusso Uniemens. Sul piano pratico, le modifiche incidono sui criteri di calcolo delle pensioni e sulle tempistiche delle assunzioni agevolate, con possibili effetti sui contratti a termine e sulle politiche di retention aziendale. Per gli operatori del settore previdenziale resta fondamentale aggiornare le prassi operative e i sistemi informativi per garantire corretta applicazione delle nuove norme.

Scritto da Alessandro Bianchi

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