Le recenti normative sul telelavoro in Italia e Svizzera presentano opportunità significative per i lavoratori frontalieri, creando un ambiente favorevole per lo sviluppo professionale e la flessibilità lavorativa.
Dal gennaio 2026, un nuovo accordo regola il lavoro transfrontaliero tra Italia e Svizzera, introducendo disposizioni specifiche per il telelavoro. Questo cambiamento è stato ufficializzato con la pubblicazione della Legge 217/2026 in Gazzetta Ufficiale. La legge si applica a tutti i lavoratori che operano tra i due paesi, in particolare a coloro che risiedono nelle aree limitrofe al confine.
I frontalieri sono i lavoratori che vivono in un paese e svolgono la loro attività professionale in un altro, rientrando quotidianamente a casa. Nel caso dell’Italia e della Svizzera, i frontalieri provengono principalmente da regioni come Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e la Provincia Autonoma di Bolzano. I cantoni svizzeri coinvolti in questo fenomeno includono i Grigioni, il Ticino e il Vallese.
Con il nuovo protocollo, i frontalieri italiani possono ora lavorare in modalità smart working fino a un massimo del 25% del loro orario lavorativo annuale senza compromettere il loro status professionale. Le ore trascorse in telelavoro sono considerate come ore lavorate in Svizzera, mantenendo inalterati i diritti fiscali e previdenziali del lavoratore.
Le nuove normative garantiscono che i frontalieri non subiscano cambiamenti nel loro status fiscale quando lavorano da remoto. Questo aspetto è cruciale, poiché i lavoratori possono continuare a beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dagli accordi bilaterali, evitando la doppia imposizione fiscale e garantendo certezze per entrambi i paesi.
Un esempio di applicazione delle nuove norme riguarda un lavoratore italiano con un contratto a tempo pieno in Svizzera. Se decide di lavorare un giorno alla settimana in modalità smart working, rispettando il limite del 25%, il suo lavoro rimane imponibile in Svizzera e non perde la qualifica di frontaliero.
Questa riforma rappresenta un passo significativo per il lavoro transfrontaliero, rispondendo alle esigenze di un contesto economico in continua evoluzione, dove il telelavoro è ormai una pratica consolidata. Con queste nuove regole, il lavoratore frontaliero può gestire meglio il proprio equilibrio tra vita privata e professionale, mantenendo i diritti acquisiti. Inoltre, la collaborazione tra Italia e Svizzera si rafforza, promuovendo un sistema di lavoro che guarda al futuro.
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