Federorafi e le segreterie di categoria Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil hanno sottoscritto il 10 l’ipotesi di rinnovo del CCNL per il comparto oreficeria. L’intesa disciplina i rapporti di lavoro nel settore orafo, argentiero e della gioielleria con decorrenza prevista fino al 31 dicembre . Il testo definisce aumenti retributivi, modalità di adeguamento all’inflazione e interventi su aspetti contrattuali rilevanti per aziende e lavoratori.
Novità principali dell’ipotesi di accordo
L’ipotesi di rinnovo aggiorna i minimi tabellari e introduce una metodologia di indicizzazione dei salari calibrata sull’andamento dei prezzi. Sono previste inoltre modifiche al welfare contrattuale e alla disciplina del lavoro notturno, con effetti operativi su turnistica e tutele per il personale.
Finalità e campo di applicazione
Il contratto si applica alle imprese e ai lavoratori del settore orafo, argentiero e della gioielleria. L’obiettivo dichiarato dalle parti è contrastare l’erosione del potere d’acquisto dei salari e aggiornare le tutele collettive in relazione alle esigenze produttive e di competitività del comparto.
Ambito di applicazione e decorrenza
Per contrastare l’erosione del potere d’acquisto e aggiornare le tutele collettive, l’accordo interessa il personale dipendente del settore orafo argentiero e della gioielleria.
La decorrenza e la durata sono state definite per favorire la pianificazione aziendale e valutare l’impatto delle misure concordate nel medio termine.
Il nuovo contratto ha decorrenza dal 10 e scadrà il 31 dicembre . Tale periodo consente l’implementazione delle modifiche previste e la verifica dei risultati contrattuali.
Adeguamenti retributivi e metodologia
Tale periodo consente l’implementazione delle modifiche previste e la verifica dei risultati contrattuali. Le parti definiranno gli aumenti dei minimi tabellari retributivi con cadenza annuale. La misura degli incrementi si basa sull’indicatore di inflazione IPCA, calcolato al netto degli energetici importati. Per l’anno 2026 è prevista una deroga temporanea: l’adeguamento sarà effettuato in anziché nel tradizionale mese di giugno. Il meccanismo mira a preservare il potere d’acquisto del personale interessato e a garantire criteri condivisi di aggiornamento.
Componente aggiuntiva al TEM
Il meccanismo mira a preservare il potere d’acquisto del personale interessato e a garantire criteri condivisi di aggiornamento. Per la vigenza del contratto il valore del TEM è incrementato non solo sulla base dell’IPCA, ma anche attraverso una componente aggiuntiva prevista dall’articolato.
Il termine TEM nel testo contrattuale identifica la misura di aggiornamento retributivo complessiva. Con l’inserimento della componente si intende sostenere processi di trasformazione e innovazione organizzativa nelle imprese del settore, collegando la dinamica salariale a obiettivi condivisi di riorganizzazione.
Capitoli riveduti e impatto operativo
L’accordo aggiorna disposizioni contrattuali che incidono sulla gestione quotidiana del personale. Le modifiche riguardano il welfare contrattuale, il servizio di reperibilità, il lavoro notturno, le regole sulla trasferta e la gestione della malattia. Welfare contrattuale indica interventi collettivi integrativi del salario. Reperibilità comprende le modalità di chiamata e la retribuzione per le prestazioni fuori dall’orario ordinario.
Preavviso, contratti e flessibilità
L’intesa modifica le discipline su preavviso, lavoro a termine, tempo parziale e contratto di somministrazione. Le nuove norme mirano a bilanciare la flessibilità organizzativa delle imprese con tutele normative più chiare per i lavoratori. Sono previste procedure operative e criteri per l’applicazione pratica di tali strumenti, compresi parametri per la durata, il rinnovo e le comunicazioni obbligatorie.
Le modifiche avranno effetti immediati sulla gestione delle turnazioni, sulle chiamate in reperibilità e sulle pratiche di assunzione temporanea. L’implementazione sarà demandata alla contrattazione aziendale e alle istruzioni operative delle parti sociali, che definiranno i protocolli applicativi.
Per le imprese e i lavoratori: cosa cambia concretamente
A seguito delle istruzioni operative, le imprese dovranno adeguare le procedure interne per garantire l’applicazione corretta delle nuove disposizioni. In particolare, sarà necessario aggiornare le tabelle retributive e rivedere i criteri utilizzati per il calcolo degli adeguamenti.
Le aziende dovranno inoltre modificare eventuali regolamenti aziendali che disciplinano reperibilità, trasferte e turni notturni, nonché procedure di rendicontazione e controllo. I lavoratori vedranno l’applicazione dei nuovi minimi contrattuali e potranno beneficiare delle tutele e degli strumenti di welfare ridefiniti dall’accordo.
Le modalità operative finali saranno definite dalla contrattazione aziendale e dalle parti sociali, che stabiliranno i protocolli applicativi e i tempi di attuazione.
Le parti sociali e le imprese hanno firmato l’ipotesi di rinnovo il 10 , che prevede adeguamenti economici ancorati all’IPCA e modifiche normative sui capitoli più rilevanti del contratto. L’intesa punta a sostenere la competitività delle imprese mediante processi di innovazione organizzativa, garantendo al contempo certezze e tutele ai lavoratori fino al 31 dicembre . Le disposizioni operative saranno definite dalla contrattazione aziendale e dalle parti sociali, che stabiliranno protocolli applicativi e tempi di attuazione. Restano aperti i dettagli sulla calendarizzazione delle rivalutazioni salariali e sulle modalità di monitoraggio dell’implementazione, che saranno oggetto dei prossimi incontri tecnici.