Scopri le ultime novità sulla NASpI 2026 e apprendi come pianificare al meglio il tuo futuro professionale.
Con l’avvicinarsi del 2026, diventa essenziale comprendere in dettaglio il funzionamento della NASpI, l’indennità di disoccupazione, e le novità introdotte. Questa guida fornisce una panoramica completa sulle modalità di calcolo, i massimali previsti e le opportunità per coloro che desiderano avviare una nuova attività senza compromettere il proprio sostegno economico.
Il primo passo per comprendere la NASpI 2026 è analizzare i parametri economici. Secondo le stime basate sulla Legge di Bilancio 2026, la soglia di retribuzione media annua è fissata a circa € 1.445,17. Qualora il proprio stipendio medio mensile sia inferiore a questa cifra, si riceverà il 75% della media. In caso contrario, sarà possibile aggiungere il 25% della differenza, fino a un massimale di € 1.584,70.
Un aspetto rilevante da considerare è il décalage, ovvero la riduzione progressiva dell’importo dell’assegno. A partire dal sesto mese, l’indennità subisce una diminuzione del 3% mensile. Per i lavoratori over 55, questa riduzione avviene solo dall’ottavo mese, garantendo una maggiore protezione economica per i lavoratori più anziani.
Molti lavoratori temono che accettare brevi contratti possa compromettere il loro diritto alla NASpI. Nel 2026, è prevista una maggiore flessibilità. Se si accetta un contratto di lavoro inferiore a sei mesi, l’indennità non decade, ma viene semplicemente sospesa durante il periodo di lavoro. Al termine del contratto, la NASpI riprenderà automaticamente.
È possibile cumulare lo stipendio con la NASpI, a condizione che il reddito annuo non superi i € 8.500. In tal caso, l’assegno verrà ridotto dell’80% dell’importo previsto. È fondamentale comunicare all’INPS il reddito presunto entro 30 giorni dall’inizio del contratto, utilizzando il modello NASpI-com.
Un aspetto cruciale riguarda l’obbligo di comunicazione all’INPS: se si è percepita la NASpI nel 2026 e si è svolta qualsiasi attività lavorativa, anche occasionale, è necessario inviare il modello NASpI-COM entro il 31 gennaio 2026. Ignorare questo obbligo comporterà la sospensione dell’erogazione dell’indennità.
Con l’avvio di una partita IVA, la Legge di Bilancio 2026 prevede una nuova modalità di erogazione della NASpI. Questa sarà suddivisa in due rate: 70% al momento dell’inizio dell’attività e 30% al termine. Tale opzione è valida esclusivamente se la partita IVA è attivata e comunicata correttamente all’INPS.
Di seguito si chiariscono alcune domande comuni riguardanti la NASpI:
Comprendere le regole della NASpI 2026 è essenziale per gestire al meglio la propria situazione lavorativa e tutelare i propri diritti. Per un supporto pratico e per navigare tra le normative, Agenziapiù è a disposizione per accompagnare in questo percorso.
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