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Mostra Venezia, Cate Blanchett e i vip celebrano mezzo secolo di eleganza Armani

(Adnkronos) – Nel cuore più magico e cinematografico di Venezia, Giorgio Armani ha firmato un evento destinato a rimanere impresso nella memoria collettiva degli eventi collaterali della Mostra del Cinema del 2025: un incontro perfetto tra eleganza, cultura, tecnologia e solidarietà, che ha consacrato la sua maison non solo come riferimento di stile, ma anche come custode della bellezza intesa come patrimonio condiviso. Nel raffinato Wine Resort Venissa, sull’isola di Mazzorbo, si è tenuta una cena privata per soli cinquanta ospiti selezionati. Tra i vigneti lagunari e una cucina stellata, il brand ha ospitato un’esclusiva charity dinner in favore dell’Unicef. Le risorse raccolte andranno a sostenere il Global Humanitarian Thematic Fund, uno dei fondi chiave dell’organizzazione per garantire risposte rapide in caso di conflitti, emergenze naturali ed epidemie, con un focus prioritario sulla protezione dell’infanzia. La serata del 30 agosto è poi proseguita all’Arsenale, dove la Tesa 113 è stata completamente trasformata in un santuario del minimalismo sofisticato. Una scenografia di luci rarefatte, sonorità avvolgenti e cocktail d’autore ha accolto più di cinquecento invitati, per un party dove l’estetica Armani ha regnato in ogni dettaglio, dal dress code impeccabile alla curatissima mise en scène. Proprio in questa cornice, è stato presentato in anteprima mondiale Armani/Archivio, la nuova piattaforma digitale nata per celebrare i cinquant’anni della maison. Il progetto, visionario e aperto al pubblico, è accessibile su archivio.armani.com e raccoglie – per ora – 57 look d’archivio accuratamente selezionati: una prima finestra su un patrimonio creativo destinato ad ampliarsi, rivolgendosi tanto agli appassionati di moda quanto agli studiosi e ai nuovi talenti del settore. E a rendere la notte ancora più straordinaria è stata la presenza di un parterre internazionale da red carpet. A brillare tra i riflessi della laguna, star del calibro di Cate Blanchett, Sofia Carson, Gemma Chan, Emilia Jones e Rosie Huntington-Whiteley, accanto a volti noti del panorama italiano come Margherita Buy, Francesca Barra, Claudio Santamaria e Anna Ferzetti. Presenti anche la musicista Clara Luciani, Nathalie Emmanuel, Molly Gordon, Kaitlyn Dever, Leslie Bibb, Rashida Jones e Jessica Williams, mentre tra i nomi più amati dai giovani spiccavano Miguel Ángel Silvestre, Clara Galle e Julio Peña Fernández. Dal mondo della moda, il fascino magnetico di Eugenia Silva, Madisin Rian, Lorena Rae, Greta Ferro, Margarida Corceiro, Jella Haase e Lisa-Marie Koroll. Completavano il cast cosmopolita Beatrice Vendramin, Andria Tayeh e Keith Powers. Un ensemble eterogeneo e armonico, che ha dato corpo allo spirito inclusivo e internazionale della serata. Tra gli ospiti più applauditi anche la conduttrice della Mostra del Cinema, Emanuela Fanelli, brillante e ironica come sempre, e Sveva Alviti, madrina dell'edizione 2024 del festival. Giorgio Armani, sebbene assente fisicamente all’evento, ha lasciato una firma indelebile su ogni dettaglio della serata. La scelta di Venezia non è stata casuale: da sempre legato al cinema, “Re Giorgio” ha vestito oltre 200 film, da American Gigolo a The Wolf of Wall Street, e continua a essere uno degli sponsor principali della Mostra con il brand Armani Beauty. Due anni fa, proprio all’Arsenale, aveva già incantato con una memorabile “One Night Only” che aveva visto Sophia Loren e Jessica Chastain tra le protagoniste in prima fila. A 91 anni, Armani resta il regista silenzioso del proprio impero. In una recente intervista al Financial Times, ha espresso con chiarezza la sua visione per il futuro: “Vorrei che la successione fosse organica, e non un momento di rottura”. Una filosofia coerente con la sua estetica: niente effetti speciali, solo continuità, coerenza e qualità senza tempo. E così Venezia, città sospesa tra sogno e realtà, è diventata ancora una volta teatro di un racconto che unisce memoria, arte e bellezza. Con Armani/Archivio, la storia della maison diventa accessibile, condivisibile, viva. Perché l’eleganza autentica, come ha dimostrato ancora una volta Giorgio Armani, non ha bisogno di clamore: è quella che resta. (di Paolo Martini) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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