(Adnkronos) – Nelle ultime ore, diverse segnalazioni riguardanti un presunto bolide avvistato nei cieli della Puglia la sera di sabato 10 gennaio 2026 hanno occupato testate giornalistiche e piattaforme social. Tuttavia, i dati rilevati dalla rete Prisma (Prima rete italiana per la sorveglianza sistematica di meteore e atmosfera) smentiscono ufficialmente l'ipotesi di un impatto meteoritico nel barese. Nonostante il fragore e la luminosità riportati dai testimoni, le camere all-sky del progetto Prisma — incaricate di monitorare costantemente la volta celeste per individuare la caduta di frammenti — non hanno registrato alcuna attività nell'orario indicato.
Dario Barghini, ricercatore presso l'INAF di Torino ed esperto della rete Prisma, ha chiarito la situazione: "Le nostre camere di Castellana Grotte e Lecce, le più vicine alla zona, non hanno registrato alcun bolide nell'orario indicato, ovvero dopo le ore 18:00. Difficilmente, un evento del genere passerebbe inosservato". La mancanza di riscontri strumentali esclude dunque che il fenomeno acustico o visivo sia stato causato dall'ingresso di un corpo celeste nell'atmosfera sopra il territorio pugliese. Diverso è il caso di domenica 11 gennaio. Alle ore 22:09 locali (21:09 UT), un autentico bolide è stato catturato da ben cinque stazioni di osservazione situate tra Amelia, Napoli, Roma, San Sepolcro e Teramo. Grazie alla triangolazione dei dati, gli scienziati hanno potuto ricostruire con precisione l'evento.
L'oggetto è entrato in atmosfera a una quota di 90 km con una velocità di circa 27 km/s. Diretto verso nord-ovest, ha attraversato il braccio di mare compreso tra le isole di Ponza e Ventotene e la fascia costiera laziale tra Gaeta e Terracina. Durante il suo passaggio, durato circa due secondi e mezzo, il bolide ha subito una significativa decelerazione prima di estinguersi a poco più di 40 km di altezza. Le analisi fisiche hanno rivelato dettagli interessanti sull'orbita del frammento, definita come "molto eccentrica". Il corpo celeste seguiva un percorso spaziale che al perielio sfiorava l'orbita di Mercurio, mentre all'afelio si spingeva oltre la fascia principale degli asteroidi, verso l'orbita di Giove. Nonostante l'evento pugliese si sia rivelato un falso allarme, la comunità scientifica ribadisce l'importanza del contributo dei cittadini. Barghini ha concluso sottolineando che è fondamentale che tali fenomeni siano segnalati "perché sono comunque utili informazioni per noi ricercatori". Per facilitare questo processo, la rete Prisma mette a disposizione un apposito form di segnalazione bolidi sul proprio sito ufficiale. Immagine di cover: il bolide dell'11 gennaio 2026 ripreso dalla camera Prisma Itcp01 di Napoli. Crediti: Prisma/Inaf
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Meteore nei cieli italiani: smentito il caso pugliese di Bari , confermato un bolide nel Lazio