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L’ottico di via del Babuino che ricevette la visita di Francesco: “E’ come perdere un secondo padre”

(Adnkronos) – "Alessandro, buongiorno, sono Papa Francesco”. Iniziavano così le telefonate di Bergoglio per prenotare personalmente le visite all’ottica Spiezia. E dietro la cornetta “ogni volta era un collasso cerebrale”, ricorda Alessandro Spiezia, che da più di cinquant'anni gestisce l’occhialeria in via del Babuino a pochi passi da piazza del Popolo, punto di riferimento di una clientela esclusiva di cui dal 2015 faceva parte anche Papa Francesco. “Una grazia di Dio aver ricevuto il Santo Padre in negozio, un’occasione unica al mondo. La semplicità e soprattutto la bontà che mi ha dato in dieci anni è qualcosa di devastante – ricorda l’ottico, che nel tempo ha instaurato con il Pontefice un rapporto affettuoso e cordiale – In tutti questi anni il Santo Padre mi ha dato tanto, forse pure troppo rispetto a quello che penso potevo meritare”.  Un legame consolidato con piccoli gesti. “Non si dimenticava mai del mio compleanno e ogni volta che andavo a Santa Marta per consegnare gli occhiali, mi regalava cioccolatini, caramelle, libri”. Ricorda in particolare la telefonata del 3 luglio 2024, in cui il Papa chiedeva un consulto per cambiare le lenti degli occhiali e correggere la presbiopia. L’ottico si propose di raggiungerlo a Santa Marta ma il Pontefice ribattè: “No, Alessandro, siccome lei è venuto qui già tre volte, non voglio disturbarla”. Qualche giorno dopo si presentò in auto e dopo la visita si intrattenne in bottega per circa mezz'ora per chiacchierare con tutta la famiglia.  L’ultimo incontro risale all'11 dicembre. Spiezia insieme ad altri medici, ricercatori, imprenditori fu ricevuto in udienza privata dal Pontefice. "Come mi ha visto, mi ha fatto un sorriso che tutti quanti gli ospiti hanno notato”. Proprio l’altro giorno Spiezia si era presentato a Santa Marta portando in dono una colomba con un biglietto di auguri. “Pensavo che me lo facessero vedere, ma non è stato possibile. Sentivo proprio il bisogno di vederlo”. Per l’ottico del centro storico Papa Francesco lascerà un ricordo indelebile. “È come se avessi perso un secondo padre” – rivela Spiezia – Ho sempre detto e continuerò a dirlo: lui non è il Papa, ma è il papà del mondo, perché lui voleva bene a tutto e a tutti. Ha cambiato radicalmente la mentalità del Vaticano. Lui preferiva la semplicità e le persone umili”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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