Nell’arco di tempo compreso tra settembre 2026 e novembre 2026, il mercato del lavoro italiano ha mostrato segni di una ripresa robusta e sostenuta, con un numero crescente di occupati e una conseguente diminuzione della disoccupazione. I dati forniti dal Centro studi di Unimpresa rivelano che il numero totale di occupati è salito a 24,188 milioni, un incremento di 1,047 milioni rispetto ai 23,141 milioni registrati nel 2026.
Un cambiamento significativo nel mercato del lavoro
Il tasso di occupazione ha visto un aumento significativo, passando dal 60,34% al 62,60%, mentre il tasso di disoccupazione è sceso dal 7,99% al 5,74%. Questi dati indicano un ampliamento della forbice tra occupazione e disoccupazione, che è cresciuta da 52,35 a 56,86 punti, un segno di un mercato del lavoro che sta diventando sempre più sano e solido.
Qualità dell’occupazione in miglioramento
Un aspetto positivo da notare è il miglioramento della qualità dell’occupazione. Il numero di lavoratori dipendenti è aumentato di 802 mila unità, attestandosi a 18,973 milioni, mentre i contratti a termine sono diminuiti di 523 mila, scendendo a 2,477 milioni. Questo cambiamento suggerisce una stabilizzazione del mercato del lavoro, con una maggiore sicurezza per i lavoratori e le loro famiglie.
La sfida della partecipazione al mercato del lavoro
Nonostante i progressi, la situazione degli inattivi è rimasta sostanzialmente stabile, con circa 12,4 milioni di persone che non partecipano al mercato del lavoro. Il tasso di inattività ha oscillato intorno al 33,5%. Questo dato mette in evidenza una delle principali sfide che l’Italia deve affrontare: incrementare la partecipazione attiva della popolazione.
Strategie per il futuro
Il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, ha sottolineato l’importanza di sostenere le piccole e medie imprese (PMI) per garantire un futuro occupazionale solido. Le politiche economiche devono essere mirate a facilitare investimenti, ridurre la burocrazia e creare un ambiente favorevole al credito e all’innovazione. Solo così si potranno generare posti di lavoro duraturi e contribuire alla crescita economica del Paese.
I dati sull’occupazione in Italia non solo mostrano un miglioramento quantitativo ma anche qualitativo, suggerendo che il mercato del lavoro sta evolvendo verso una fase più matura. L’attenzione deve ora spostarsi verso politiche attive che incoraggino la partecipazione e affrontino le sfide strutturali del mercato, per continuare a garantire un futuro occupazionale sicuro e prospero.