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L’INPS chiarisce: nessun aumento dell’età pensionabile fino al 2026

L'ente previdenziale smentisce le voci di un aumento dell'età pensionabile a partire dal 2027.

Le preoccupazioni della CGIL e la risposta dell’INPS

Recentemente, la CGIL ha lanciato un allarme riguardo a presunti cambiamenti nei requisiti per l’accesso alla pensione, in particolare per quanto riguarda l’età pensionabile. La segretaria confederale, Lara Ghiglione, ha espresso una forte preoccupazione per una modifica unilaterale da parte dell’INPS, sostenendo che l’ente previdenziale avrebbe aggiornato le modalità di calcolo delle pensioni senza alcuna comunicazione ufficiale. Secondo le affermazioni del sindacato, l’età minima per la pensione di vecchiaia sarebbe dovuta aumentare a 67 anni e 3 mesi a partire dal 2027, con un ulteriore incremento previsto per il 2029.

La smentita dell’INPS

In risposta a queste affermazioni, l’INPS ha emesso una nota ufficiale per chiarire la situazione. L’ente ha confermato che non ci sarà alcun aumento dell’età pensionabile dal 2027 e che le certificazioni per il calcolo delle pensioni continueranno a seguire le tabelle già pubblicate. Questo significa che i requisiti attuali rimarranno in vigore fino a nuove modifiche ufficiali. L’INPS ha sottolineato che l’unico documento ufficiale da consultare per le stime future è il Rapporto della Ragioneria Generale dello Stato del 2024, che non prevede cambiamenti significativi per l’anno 2027.

Chiarimenti sui requisiti pensionistici

Il Decreto MEF stabilisce che l’età minima di accesso alla pensione di vecchiaia rimarrà invariata a 67 anni fino al 2026, sia per uomini che per donne. Questo chiarimento è fondamentale per rassicurare i lavoratori e i pensionati, che potrebbero essere stati influenzati dalle notizie circolate. Inoltre, la sospensione temporanea del servizio PensAMI sul sito INPS, che consente agli utenti di calcolare la data di maturazione della pensione, ha contribuito a generare confusione. Tuttavia, l’INPS ha chiarito che si è trattato di un disservizio temporaneo e non di una modifica delle regole previdenziali.

Redazione

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