L'Inps invia le prime lettere Isac per segnalare discrepanze nei dati contributivi: non implicano automaticamente un accertamento e offrono la possibilità di chiarire o regolarizzare la posizione
I fatti
AGGIORNAMENTO 24/02/2026. L’INPS ha iniziato a inviare le prime comunicazioni sugli ISAC (indici sintetici di affidabilità contributiva). Le lettere sono arrivate alle aziende interessate dopo l’incrocio tra i dati dichiarati con gli ISA e i flussi UniEmens. L’operazione è partita dalla sede centrale dell’ente e riguarda i contribuenti segnalati dall’elaborazione informatica.
Ricevere una comunicazione non equivale automaticamente a un procedimento di accertamento: si tratta di un avviso conoscitivo che dà all’impresa la possibilità di verificare le eventuali anomalie e, se necessario, correggere la propria posizione entro i termini di legge.
Cosa segnalano le lettere ISAC e perché
Le missive dell’INPS mettono in luce discrepanze tra i valori emergenti dagli ISA e quelli riscontrati nei flussi UniEmens. Quando le variabili economiche e contributive non coincidono, il sistema genera una segnalazione da trasmettere all’azienda.
L’intento è favorire la compliance: offrire a professionisti e imprese un riscontro concreto sul livello di correttezza contributiva e stimolare una regolarizzazione spontanea prima dell’eventuale avvio di misure formali. Sul campo, questa procedura dovrebbe ridurre errori amministrativi e accelerare la risoluzione delle incongruenze.
Prime cifre e tempistiche degli invii
I primi invii sono stati limitati per testare modalità e impatto operativo. Secondo quanto comunicato dall’INPS, sono state recapitate circa 500 lettere iniziali; il piano prevede di salire fino a 12.000 entro marzo e raggiungere 34.000 entro fine anno.
L’espansione del programma è però condizionata alla pubblicazione del decreto ministeriale attuativo del DL n. 160/2026, che individua i settori interessati e definisce i parametri di analisi degli ISAC. Tra i comparti citati compaiono, per esempio, il commercio alimentare all’ingrosso e le strutture ricettive alberghiere: la selezione dei settori orienterà le priorità operative dell’INPS.
Cosa possono fare le aziende che ricevono la lettera
Davanti a una comunicazione ISAC, l’impresa ha due strade principali: rispondere fornendo chiarimenti e, se necessario, regolarizzare la posizione, oppure non rispondere. La scelta influisce sulle successive verifiche e sul rischio di approfondimenti ispettivi.
Rispondere apre la porta alla regolarizzazione spontanea. L’INPS ha predisposto un modello per raccogliere documentazione e spiegazioni in modo strutturato: utilizzarlo spesso evita che la segnalazione evolva immediatamente in un accertamento formale.
Non rispondere non comporta un obbligo immediato di regolarizzazione, ma lascia la questione aperta e può aumentare la probabilità di controlli successivi. Gli uffici ispettivi restano infatti in grado di intervenire se emergono incongruenze rilevanti.
Consigli pratici per gestire la segnalazione
– Coinvolgere subito il consulente del lavoro o il professionista di fiducia. È fondamentale un confronto tecnico sui dati ISA e sui flussi UniEmens. – Controllare retribuzioni imponibili, posizioni contributive e codifiche: molti errori derivano da semplici anomalie di trasmissione o da omissioni. – Preparare chiarimenti documentati: note esplicative, cedolini, registri paga e ricevute dei versamenti aiutano a chiudere la segnalazione più rapidamente. – Utilizzare il modello INPS predisposto per presentare spiegazioni e integrazioni: rende la procedura più lineare e aumenta la probabilità di una risoluzione senza accertamenti.
Ricevere una comunicazione non equivale automaticamente a un procedimento di accertamento: si tratta di un avviso conoscitivo che dà all’impresa la possibilità di verificare le eventuali anomalie e, se necessario, correggere la propria posizione entro i termini di legge.0
Ricevere una comunicazione non equivale automaticamente a un procedimento di accertamento: si tratta di un avviso conoscitivo che dà all’impresa la possibilità di verificare le eventuali anomalie e, se necessario, correggere la propria posizione entro i termini di legge.1
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