L'INPS ha ricalcolato le attestazioni ISEE per le DSU presentate dal 1° gennaio 2026 in base al nuovo modello DSU; questa guida sintetizza le novità normative, le prestazioni interessate e come orientarsi tra ISEE ordinario e indicatore dedicato
L’INPS ha rivisto le regole di calcolo dell’ISEE per specifiche prestazioni, intervenendo con il Messaggio n. 799 del 6 marzo 2026 e con il decreto dipartimentale n. 3 del 2 marzo 2026, che introduce un nuovo modello di DSU. Le novità riguardano i nuclei familiari che hanno presentato la DSU nel corso del 2026 e mirano a rendere più coerente il parametro economico con le informazioni fiscali più aggiornate.
Le modifiche operative
– Il decreto dipartimentale approva il nuovo modello DSU, aggiornando i riferimenti ai dati fiscali relativi all’anno d’imposta 2026.
– Il Messaggio n. 799/2026 specifica le modalità applicative: dall’1 gennaio 2026 l’INPS aggiorna automaticamente le attestazioni ISEE per le DSU presentate.
– La funzionalità temporanea di consultazione prevista con il Messaggio n. 213 del 22 gennaio 2026 è stata poi disattivata.
Cosa comporta in pratica
Gli adeguamenti richiederanno interventi sia agli uffici amministrativi sia ai cittadini. Chi ha già inviato la DSU nel 2026 non deve presentarla di nuovo: l’INPS procederà al ricalcolo automatico. Questo aggiornamento può modificare l’accesso o l’importo di alcune misure di sostegno; le amministrazioni competenti eseguiranno le verifiche ordinarie e potranno chiedere integrazioni documentali in caso di discrepanze.
Quadro normativo e finalità
La misura nasce dalla Legge di Bilancio 2026, che ha disposto la creazione di un ISEE “dedicato” per facilitare l’accesso a prestazioni per l’inclusione sociale e il sostegno alle famiglie con figli. Si tratta di un indicatore separato rispetto all’ISEE ordinario, applicabile esclusivamente alle prestazioni indicate dalla legge, con l’obiettivo di rendere più aderente la valutazione economica alla composizione reale del nucleo familiare.
Prestazioni coinvolte
L’ISEE dedicato viene utilizzato per valutare l’accesso e l’importo di benefici quali:
– Assegno di Inclusione (ADI)
– Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL)
– Assegno unico e universale per i figli a carico
– Bonus asilo nido
– Bonus nuovi nati
Novità sui parametri: scala di equivalenza e franchigia prima casa
La riforma aggiorna i coefficienti della scala di equivalenza in funzione del numero di figli (esempi: +0,10 per due figli, +0,25 per tre, +0,40 per quattro, +0,55 per cinque o più). La franchigia sul valore dell’abitazione principale sale a 91.500 euro a livello nazionale, con un limite di 120.000 euro per i nuclei residenti nei capoluoghi delle città metropolitane. A questi importi si aggiungono 2.500 euro per ogni figlio convivente dopo il primo.
Patrimonio mobiliare e DSU precompilate
Per le DSU precompilate dall’INPS resta confermata l’esclusione automatica dal patrimonio mobiliare di titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio fino a un limite di 50.000 euro per nucleo familiare. Se la DSU è compilata in modalità autodichiarata, invece, il dichiarante deve segnalare le esclusioni: in questo caso non avviene alcuna esclusione automatica e gli enti possono richiedere verifiche documentali.
Effetti sulle domande presentate nel 2026
L’INPS ha già ricalcolato automaticamente le DSU presentate dal 1° gennaio 2026; le domande che erano state respinte dall’ISEE ordinario sono state riesaminate senza che i cittadini debbano ripresentare la dichiarazione. L’ente assicura, inoltre, la continuità dei pagamenti dell’Assegno unico e universale a gennaio e febbraio 2026, basandosi sull’ISEE vigente al 31 dicembre 2025 per evitare interruzioni nei versamenti.
Cosa fare ora: suggerimenti pratici
– Controllare l’attestazione pubblicata dall’INPS dopo il ricalcolo.
– Verificare che, nelle DSU precompilate, l’esclusione del patrimonio mobiliare sia stata applicata correttamente.
– Non inviare una nuova DSU se già presentata dal 1° gennaio 2026: il ricalcolo è automatico.
– Utilizzare simulatori certificati per confrontare ISEE ordinario e ISEE dedicato e stimare eventuali variazioni nelle prestazioni.
– Tenere a portata di mano la documentazione richiesta in caso di richieste di verifica da parte degli enti erogatori.
Prossimi passi attesi
Ora si attende l’adeguamento completo dei sistemi informativi per rendere pienamente operative le procedure automatiche di elaborazione e per consentire il monitoraggio dei risultati trasmessi agli enti erogatori. Le amministrazioni proseguiranno con le verifiche previste dalla normativa e con eventuali rettifiche laddove emergano incongruenze.
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