Scopri come il mercato del lavoro dell'Emilia-Romagna sta vivendo una ripresa significativa, affrontando però sfide considerevoli.
Negli ultimi anni, il mercato del lavoro in Emilia-Romagna ha mostrato segnali di ripresa dopo le difficoltà economiche causate dalla pandemia di Covid-19. Le statistiche fornite dalla commissione Giovani e Lavoro rivelano un incremento degli occupati, ma evidenziano anche fragilità strutturali che necessitano di attenzione.
Nel 2026, la regione ha registrato un totale di circa 1.978.000 occupati, con un aumento di oltre 12.200 unità rispetto all’anno precedente. Tuttavia, il numero di lavoratori è ancora inferiore rispetto ai livelli pre-pandemia del 2019, con una mancanza di 47.600 posti di lavoro. La situazione ha continuato a migliorare, raggiungendo nel 2026 oltre 2 milioni di occupati, ma senza superare il dato del 2019.
Il 2026 segna un ulteriore passo avanti con una stima di 2.128.300 lavoratori, evidenziando una crescita costante per il terzo anno consecutivo. I settori che hanno maggiormente contribuito a questa crescita includono l’industria, con un incremento di 10.800 occupati, e il settore del turismo, commercio e ristorazione, che ha registrato 34.500 nuovi posti di lavoro. È tuttavia fondamentale notare che altre aree, come le costruzioni e l’agricoltura, hanno subito contrazioni significative.
Nonostante i segnali di ottimismo, permangono criticità che necessitano di interventi mirati. Un aspetto critico è rappresentato dalla dinamica demografica, caratterizzata da un invecchiamento della popolazione e da un calo dei giovani in età lavorativa. Questo fenomeno riduce il potenziale di ricambio nel mercato del lavoro, accentuando il divario di genere e la presenza di inattivi, in maggioranza donne.
L’assessore alle Politiche del Lavoro, Giovanni Paglia, ha evidenziato l’importanza della sicurezza e della regolarità sul posto di lavoro. Nel triennio 2026-2028, gli interventi formativi per i lavoratori esposti a rischi specifici sono aumentati da 25 a 83. Le aziende impegnate in attività di promozione della sicurezza sono passate da 706 a 1.027 nello stesso periodo, dimostrando un impegno crescente verso il miglioramento delle condizioni lavorative.
Il programma Garanzia occupabilità dei lavoratori ha mostrato un impatto significativo, coinvolgendo oltre 40.000 persone in progetti di formazione, supportati da un investimento di 49 milioni di euro. Inoltre, l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità ha visto l’impiego di circa 80 milioni di euro tra il 2026 e il 2026, evidenziando un approccio attento e responsabile da parte della regione.
La commissione ha discusso la necessità di una revisione della legge regionale 17/2005, per adattarla alle esigenze attuali del mercato del lavoro. È essenziale affrontare le disuguaglianze di genere e migliorare le opportunità per i giovani, che continuano a riscontrare difficoltà nell’inserirsi nel mondo del lavoro.
L’Emilia-Romagna si trova attualmente in una fase di recupero e crescita. È fondamentale affrontare le sfide strutturali per garantire un futuro occupazionale sostenibile e inclusivo. Sebbene la strada da percorrere sia ancora lunga, politiche adeguate e un impegno collettivo possono migliorare il panorama lavorativo per tutti i cittadini della regione.
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