(Adnkronos) – Secondo gli ultimi dati diffusi da LinkedIn, la competizione ha raggiunto livelli record: dal 2022 a oggi, il numero di candidati per ogni posizione aperta è aumentato di quasi il 50%. In questo scenario, emerge un paradosso: nonostante il 43% dei professionisti dichiari di voler cambiare impiego, la maggioranza opta per il cosiddetto “job hugging”, ovvero la tendenza a mantenere la propria posizione attuale per timore di un contesto percepito come instabile o eccessivamente selettivo. La difficoltà non riguarda solo chi cerca lavoro. Oltre la metà dei responsabili della selezione (52%) ammette che individuare talenti qualificati è diventato più complesso nell'ultimo anno. La pressione per coprire i ruoli rapidamente (37%) e la necessità di gestire bacini di utenza sempre più ampi hanno spinto il 63% dei recruiter a dichiararsi impreparato dinanzi alle crescenti aspettative delle organizzazioni. Se il 2025 è stato l'anno della sperimentazione, il 2026 segna l'integrazione strutturale dell'IA nei processi di assunzione. Il 90% dei recruiter prevede di incrementare l'uso di tecnologie intelligenti non solo per ottimizzare i tempi, ma per migliorare la qualità della selezione. Il 54% dei professionisti del settore afferma infatti che l’IA permette di individuare competenze "nascoste" nei candidati, tratti che i metodi di screening tradizionali non sarebbero stati in grado di rilevare.
Moreno Ferrario, Head of Enterprise di LinkedIn Italia, osserva: “L'elemento rilevante che emerge è che l’adozione è trasversale, non esiste un settore predominante. Imprese di dimensioni e settori diversi si avvicinano a questi strumenti, a testimonianza che a fare da chiave di volta sono la cultura interna, la visione e la leadership”. L'impatto delle tecnologie "agentic" è già misurabile attraverso dati globali. Strumenti come Hiring Assistant hanno permesso ai primi utilizzatori di risparmiare oltre 4 ore per ogni posizione aperta, esaminando il 62% in meno di profili non allineati. Parallelamente, LinkedIn Hiring Pro, dedicato alle piccole imprese, consente al 60% dei recruiter di individuare un candidato idoneo per il colloquio già entro la prima settimana di ricerca. Le prossime evoluzioni includeranno:
Colloqui pre-selettivi AI-powered: per gestire lo screening iniziale e liberare tempo per le relazioni umane.
Interfacce conversazionali: per affinare i criteri di ricerca in tempo reale.
InMail personalizzate: scritte con il supporto dell'IA per massimizzare i tassi di risposta. Questa transizione non punta alla sostituzione del fattore umano, ma alla sua valorizzazione. L'obiettivo dichiarato dal 63% dei recruiter è infatti quello di utilizzare l'efficienza algoritmica per recuperare tempo da dedicare a interazioni professionali più profonde e significative.
—tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Le università devono adattarsi rapidamente alle trasformazioni del mercato del lavoro per formare professionisti altamente competitivi e preparati alle sfide…
Impara a calcolare il tuo stipendio netto nel 2026 seguendo la nostra guida dettagliata.
(Adnkronos) - Fino a 4 casi di cancro su 10 potrebbero essere prevenuti nel mondo agendo sulle principali cause evitabili,…
(Adnkronos) - Nuova allerta meteo anche oggi, mercoledì 4 febbraio, per gran parte delle regioni del Centro e del Sud…
(Adnkronos) - Federico Zampaglione non aveva programmato nulla. Soprattutto un disco. E forse proprio per questo 'Quando meno me lo…
(Adnkronos) - Per la terza volta da quando è tornato alla Casa Bianca, Donald Trump tenta la strada di un…