Esaminare le implicazioni delle dimissioni per fatti concludenti in riferimento alla NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego). Analisi approfondita e valutazione degli effetti delle dimissioni sulla fruizione della NASpI, con focus su normativa, diritti e doveri dei lavoratori.
Recentemente, con la pubblicazione della Circolare n. 154 del 22 dicembre 2025, l’INPS ha fornito importanti chiarimenti riguardo alle dimissioni per fatti concludenti e alle loro conseguenze sul diritto alla NASpI. Questa nuova normativa, introdotta dall’articolo 19 della Legge 203 del 2025, stabilisce delle linee guida per il trattamento delle dimissioni in caso di assenze ingiustificate prolungate.
In questo articolo, si analizzano i principali punti di questa circolare, offrendo un quadro chiaro e dettagliato per lavoratori e datori di lavoro.
L’articolo 19 della Legge 203/2025 ha modificato il precedente decreto legislativo n. 151/2015, introducendo una nuova fattispecie legata alle dimissioni. Questo nuovo comma 7-bis stabilisce che, in caso di assenza ingiustificata superiore ai limiti stabiliti dal contratto collettivo o, in mancanza di un contratto specifico, oltre i quindici giorni, il datore di lavoro può considerare il rapporto di lavoro risolto per volontà del lavoratore.
Questa normativa presuppone che l’assenza del lavoratore non sia giustificabile. È fondamentale che l’assenza non sia dovuta a cause di forza maggiore o a responsabilità del datore di lavoro, poiché in tal caso il lavoratore non può essere considerato dimissionario. L’INPS specifica che tale assenza deve risultare oggettivamente ingiustificata.
Una delle questioni più rilevanti affrontate dalla circolare INPS riguarda il diritto alla prestazione di disoccupazione NASpI. In caso di dimissioni per fatti concludenti, il lavoratore non può accedere a tale indennità, poiché la cessazione del rapporto di lavoro non viene considerata involontaria. Questo principio è stato ribadito in diverse comunicazioni ufficiali, tra cui il Messaggio INPS n. 639 del 19 febbraio 2025.
Il datore di lavoro, di fronte a un’assenza ingiustificata, ha la facoltà di decidere se avviare la procedura di dimissioni per fatti concludenti. Tuttavia, tale procedura non è obbligatoria. Se, dopo l’avvio della procedura, il lavoratore presenta le proprie dimissioni attraverso i canali ufficiali, queste ultime avranno la precedenza e potrebbero consentire l’accesso alla NASpI, a condizione che siano giustificate.
La Circolare INPS n. 154 mette in evidenza l’importanza di comprendere le nuove disposizioni riguardanti le dimissioni per fatti concludenti e le loro implicazioni sul diritto all’indennità di disoccupazione. È essenziale per i lavoratori essere informati sui propri diritti e doveri, così come per i datori di lavoro, che devono gestire queste situazioni con attenzione per evitare problematiche legali. Rimanere aggiornati sulle normative e le procedure è fondamentale per garantire una corretta applicazione delle leggi sul lavoro in Italia.
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