Guida al trascinamento di giornate INPS per calamità 2026: scadenze e requisiti

Spiegazione chiara della misura prevista dalla circolare INPS 13/2026: criteri, destinatari e le scadenze obbligatorie per ottenere il riconoscimento delle giornate utili ai fini previdenziali

La Circolare INPS 13/2026 stabilisce le modalità operative per il trascinamento di giornate nelle aree dichiarate in stato di calamità per l’anno 2026. La misura è destinata a evitare che la riduzione forzata dell’attività agricola per eventi eccezionali comporti la perdita del diritto agli ammortizzatori sociali per i lavoratori stagionali e per i piccoli agricoltori. Il provvedimento interessa imprese, piccoli coloni e compartecipanti familiari che devono conoscere criteri, documentazione e scadenze per tutelare i diritti previdenziali maturati prima della calamità.

Cosa prevede la circolare

La circolare dettaglia i criteri per il riconoscimento del trascinamento e la documentazione richiesta per la prova della sospensione dell’attività. Vengono precisati i soggetti ammessi, le modalità di computo delle giornate e le istruzioni per le istanze amministrative. I termini di presentazione e le responsabilità degli enti locali sono indicati nelle procedure operative allegate.

Che cosa è il trascinamento di giornate e a chi è rivolto

Il provvedimento prevede il riconoscimento, a fini previdenziali, di giornate fittizie che integrano quelle effettivamente lavorate nel 2026. L’obiettivo è ripristinare, per ciascun lavoratore, il conteggio delle giornate prestate presso lo stesso datore di lavoro nell’anno precedente all’evento avverso.

La misura interessa in particolare i lavoratori a tempo determinato, i piccoli coloni e i compartecipanti familiari, categorie suscettibili di perdere l’accesso all’indennità di disoccupazione agricola a causa della contrazione forzata delle attività. Dal punto di vista strategico, l’intervento crea una continuità amministrativa che consente di mantenere i requisiti assistenziali già acquisiti e di evitare interruzioni nelle tutele previdenziali.

Il meccanismo si applica nei territori interessati dallo stato di calamità e viene attivato secondo le procedure operative previste dalla circolare. I termini di presentazione e le responsabilità degli enti locali sono indicati nelle procedure operative allegate; il prossimo passo operativo riguarda la pubblicazione delle istruzioni tecniche per i datori di lavoro e gli intermediari abilitati.

Benefici e finalità pratiche

In seguito alla pubblicazione della circolare, il provvedimento mira a evitare che la riduzione dell’attività, non imputabile ai lavoratori, determini la perdita dei diritti agli ammortizzatori sociali. Il riconoscimento delle giornate fittizie consente ai percettori di mantenere il requisito contributivo necessario per accedere alla disoccupazione agricola e ad altre prestazioni correlate.

Dal punto di vista operativo, la misura si traduce in un sostegno economico indiretto. Mantenendo il conteggio delle giornate utili, si preserva la possibilità di percepire indennità che altrimenti cesserebbero per insufficienza contributiva. La prossima pubblicazione delle istruzioni tecniche fornirà dettagli sulle modalità di trasmissione delle denunce contributive e sugli adempimenti per datori di lavoro e intermediari.

Requisiti tecnici per attivare il sussidio

Per accedere al beneficio il provvedimento individua tre requisiti obbligatori che il datore di lavoro deve verificare e documentare. Le condizioni riguardano la platea dei lavoratori, la localizzazione dell’attività e la procedura di segnalazione.

Primo requisito: il lavoratore deve aver effettuato almeno cinque giornate effettive di lavoro nel corso del 2026. Secondo requisito: la sede dell’attività deve ricadere nelle aree individuate dalle delibere regionali adottate ai sensi della legge 296/2006. Terzo requisito: il datore di lavoro è tenuto a trasmettere la dichiarazione telematica di calamità tramite i canali INPS dedicati. Senza il soddisfacimento cumulativo di questi elementi tecnici la domanda non sarà accolta.

Documentazione richiesta

A valle dei requisiti tecnici, le imprese agricole devono trasmettere gli elenchi nominativi annuali tramite il servizio online Dichiarazione calamità presente sul portale INPS. I modello SC95 riguarda invece i piccoli coloni e i familiari, che devono compilare e inviare il documento secondo le istruzioni ufficiali. È obbligatorio fornire informazioni complete e veritiere. La correttezza dei dati incide direttamente sui tempi di validazione e sull’effettivo riconoscimento del beneficio.

Termini procedurali e scadenze

Le imprese agricole devono rispettare scadenze per accedere al beneficio relativo all’annualità 2026. Le comunicazioni devono pervenire entro il 24 febbraio 2026. La mancata trasmissione entro tale termine comporta l’esclusione dal beneficio.

Dopo la ricezione, le sedi territoriali INPS procederanno alla validazione degli elenchi e degli invii. Le verifiche operative saranno completate entro il 6 marzo 2026. La correttezza dei dati incide direttamente sui tempi di validazione e sull’effettivo riconoscimento del beneficio.

Dal punto di vista procedurale, la tempestività nella trasmissione è determinante per evitare ritardi amministrativi e conseguenti ripercussioni sull’erogazione delle somme previste.

Ruoli e responsabilità

La responsabilità primaria della trasmissione telematica spetta ai datori di lavoro. Essi devono attivare la procedura e compilare correttamente gli elenchi secondo le istruzioni ufficiali.

I piccoli coloni e i familiari inviano autonomamente il modello SC95. Tale modello è la dichiarazione necessaria per la richiesta del beneficio.

Le sedi INPS ricevono, controllano e validano le pratiche. Solo dopo la validazione il trascinamento viene formalmente riconosciuto e le giornate integrate appaiono sul profilo previdenziale dei lavoratori.

Un invio incompleto o tardivo comporta il rischio di esclusione dal beneficio. La tempestività nella trasmissione rimane determinante per evitare ritardi amministrativi e ripercussioni sull’erogazione delle somme previste.

Per questo motivo, le imprese e gli operatori del settore devono pianificare con anticipo la raccolta dei dati e la compilazione telematica. È necessario verificare le delibere regionali che individuano le zone calamitate ai sensi della legge 296/2006. La verifica delle scadenze e l’utilizzo dei canali ufficiali INPS riducono il rischio di errori amministrativi. Così si garantisce che il sostegno previsto dalla circolare venga effettivamente erogato ai lavoratori coinvolti.

Scritto da Mariano Comotto

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