Nel 2026, i lavoratori dipendenti con figli a carico possono usufruire di nuove agevolazioni fiscali sui fringe benefit. Questa iniziativa, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, innalza il limite di esenzione fiscale fino a 2.000 euro. Per accedere a questa opportunità, è necessario presentare un’autocertificazione al proprio datore di lavoro.
Le nuove regole per i fringe benefit nel 2026
Fino al 2027, il limite standard di esenzione per i fringe benefit è stato incrementato a 1.000 euro per tutti i dipendenti. Tuttavia, per chi ha figli a carico, questo limite può arrivare a 2.000 euro, a condizione di presentare una specifica autocertificazione. È fondamentale notare che ogni genitore può beneficiare di questa agevolazione, anche se si tratta di un solo figlio fiscalmente a carico.
Requisiti per accedere ai fringe benefit maggiorati
Per ottenere il limite maggiorato di 2.000 euro, i lavoratori devono dimostrare di avere figli a carico, i cui redditi non superino i 2.840,51 euro annui, oppure 4.000 euro se hanno meno di 24 anni. È necessario fornire il codice fiscale dei figli nella comunicazione al datore di lavoro, così come i riferimenti normativi richiesti dalla Legge 207/2026.
Tipologie di beni e servizi inclusi nei fringe benefit
I fringe benefit esentasse possono includere una varietà di beni e servizi. Tra questi si evidenziano i rimborsi per le bollette domestiche, come quelle di acqua, energia elettrica e gas. Inoltre, è possibile richiedere il rimborso per il canone di locazione della propria abitazione principale, nonché per gli interessi sul mutuo della stessa.
Attenzione alle soglie di tassazione
È fondamentale tenere presente che i fringe benefit, se superano le soglie di 1.000 o 2.000 euro, diventano interamente tassabili. Ad esempio, un dipendente che riceve 1.001 euro di benefit, senza figli a carico, dovrà pagare le tasse sull’intero importo di 1.001 euro, e non solo sulla parte eccedente. Questo scenario richiede una pianificazione attenta da parte sia dei lavoratori che dei datori di lavoro.
Come presentare l’autocertificazione al datore di lavoro
Ogni azienda ha la facoltà di definire le modalità di presentazione dell’autocertificazione da parte dei dipendenti. La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 4/2026 indica che la comunicazione può avvenire attraverso modalità concordate tra le parti. È essenziale che il lavoratore conservi una copia della dichiarazione per eventuali controlli futuri.
Documentazione necessaria per l’autocertificazione
Quando si presenta l’autocertificazione, il dipendente deve includere non solo il codice fiscale dei figli a carico, ma anche i riferimenti normativi della Legge 207/2026. I figli inclusi nell’autocertificazione possono essere sia naturali che adottivi, o anche figli di un coniuge defunto. È fondamentale che siano fiscalmente a carico secondo le normative vigenti.
Il 2026 rappresenta un anno di opportunità per i lavoratori con figli a carico, grazie alle nuove disposizioni sui fringe benefit. Con una corretta gestione delle pratiche burocratiche e una comunicazione chiara con il datore di lavoro, è possibile sfruttare al meglio queste agevolazioni fiscali. I lavoratori dovrebbero prestare attenzione alle soglie di tassazione per evitare sorprese in fase di dichiarazione.