La normativa stabilisce che gli editori devono garantire formazione sulla sicurezza e assicurazione adeguata ai giornalisti freelance inviati in zone di guerra o ad alto rischio
Negli ultimi anni l’invio di giornalisti freelance in teatri di guerra e in aree ad alto rischio ha sollevato questioni importanti riguardo alla responsabilità degli editori. Con la pubblicazione della Legge di conversione del Decreto Ucraina (Legge 27, n. 27, in Gazzetta Ufficiale n. 49 del 28/02/2026) il legislatore ha introdotto precisi obblighi nei confronti dei freelance iscritti all’Ordine. Questo intervento normativo mira a definire tutele concrete per chi opera in contesti pericolosi, stabilendo requisiti in termini di formazione e coperture assicurative che gli editori devono garantire.
Il provvedimento entra in un dibattito più ampio sulla sicurezza dei giornalisti e sulla responsabilità editoriale. Oltre a essere un atto legislativo, la legge rappresenta una risposta alle criticità emerse negli invii in zone di conflitto: mancanza di preparazione specifica, carenze nei rimborsi per incidenti e lacune nelle polizze. Nella pratica quotidiana di redazioni e freelance cambieranno le procedure di invio e i contratti che regolano le missioni sul campo.
La norma obbliga gli editori a fornire ai giornalisti freelance iscritti all’Ordine una formazione adeguata in materia di sicurezza prima dell’invio in aree di guerra o ad elevato rischio di conflitto armato. Questa formazione comprende, tra gli altri aspetti, la valutazione dei pericoli, la gestione delle emergenze, le procedure di evacuazione e le misure di protezione personale. L’obbligo non è solo formale: gli editori devono dimostrare di aver erogato percorsi formativi pertinenti e documentabili, che possono essere oggetto di verifica da parte delle autorità competenti o dell’Ordine.
La formazione richiesta deve essere specifica per il contesto operativo e aggiornata in base all’evoluzione del rischio. Tra i contenuti previsti figurano l’uso di dispositivi di protezione, le tecniche di primo soccorso sul campo e la gestione del rischio digitale, con particolare attenzione alla protezione delle fonti e dei dati sensibili. L’editore rimane responsabile dell’organizzazione del corso e della sua documentazione, mentre il giornalista ha l’onere di partecipare e seguire le indicazioni ricevute.
Oltre alla formazione, la legge stabilisce che gli editori devono garantire una copertura assicurativa adeguata per i freelance inviati in zone pericolose. Questo significa polizze che comprendano spese mediche, rimpatrio sanitario, indennità per infortuni e, se previsto, protezioni per il rischio di sequestro. L’obiettivo è evitare che il giornalista si trovi esposto a costi ingenti in caso di incidente e che la responsabilità ricada esclusivamente sul singolo professionista o sulla sua famiglia.
La normativa non elenca polizze specifiche ma richiede che le assicurazioni siano proporzionate al rischio della missione. In pratica, gli editori dovranno valutare il piano di copertura con compagnie assicurative che offrano garanzie per eventi tipici dei teatri di conflitto. È fondamentale che i contratti tra editori e freelance contengano clausole chiare su chi provvede alla polizza, quali sono i massimali e le procedure da seguire in caso di sinistro.
Per il 2026 la legge prevede un contributo statale sperimentale a carico della Presidenza del Consiglio destinato a sostenere le misure introdotte. Questo intervento finanziario può facilitare l’adozione delle nuove regole, soprattutto per le redazioni più piccole che potrebbero trovare oneroso garantire formazione e assicurazioni complete. Tuttavia il carattere sperimentale implica che sarà necessario monitorare l’efficacia delle misure e valutare eventuali aggiustamenti normativi.
Dal punto di vista operativo, redazioni e freelance dovranno rivedere i propri accordi contrattuali, prevedere calendari di formazione e stabilire procedure interne per la gestione delle missioni. Anche il ruolo dell’Ordine dei giornalisti potrebbe ampliarsi, con funzioni di certificazione dei corsi e di controllo sul rispetto degli obblighi. In definitiva, la legge punta a elevare gli standard di sicurezza e a ridurre la vulnerabilità dei professionisti che operano nei contesti più pericolosi.
La Legge 27, n. 27 modifica in modo concreto gli equilibri tra editori e freelance riguardo a sicurezza e responsabilità. L’introduzione di obblighi per la formazione e la copertura assicurativa rappresenta un passo verso una maggiore protezione dei giornalisti, ma solleva questioni pratiche su costi, modalità di attuazione e controllo. Il finanziamento sperimentale della Presidenza del Consiglio per il 2026 può agevolare la transizione, ma sarà essenziale monitorare l’impatto della norma per valutare se gli strumenti predisposti siano sufficienti a garantire la sicurezza effettiva di chi opera sul campo.
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