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21 Maggio 2026

Fondo unico disabilità: come si articolano le convenzioni per gli enti beneficiari

Il decreto del 27 aprile 2026 fissa le convenzioni per la linea da 20 milioni destinata agli Enti del Terzo Settore, chiarendo criteri, fasce, obblighi e collegamenti con altre misure come caregiver e assegni di cura

Fondo unico disabilità: come si articolano le convenzioni per gli enti beneficiari

Il panorama delle iniziative pubbliche per la disabilità si è arricchito con l’approvazione delle convenzioni previste dal decreto pubblicato il 27 aprile 2026. Questo provvedimento formalizza l’erogazione dei contributi per la linea dedicata agli Enti del Terzo Settore e mette a fuoco regole operative, obblighi di rendicontazione e i collegamenti con le altre misure di welfare.

Il testo che ora produce gli atti di convenzione non è un semplice elenco di cifre: definisce ruoli, responsabilità e criteri tecnici, e si inserisce in un disegno più ampio avviato dalla legge di Bilancio 2026 che ha creato il Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità per concentrare risorse prima disperse su linee diverse.

Che cosa finanzia il Fondo e come è organizzato

Il Fondo unico sostiene una gamma ampia di interventi: dai servizi per l’autonomia degli studenti con disabilità al turismo accessibile, dal supporto ai caregiver familiari a progetti per la inclusione sociale e lavorativa. La struttura del Fondo è pensata come un contenitore nazionale che ospita capitoli specifici con regole proprie; ciò significa che ogni avviso o bando ha termini, destinatari e criteri distinti, pur rimanendo collegato alla strategia complessiva gestita dalla Presidenza del Consiglio tramite il Dipartimento competente.

La linea da 20 milioni e le convenzioni approvate

Il decreto collegato al bando iniziale del 8 gennaio 2026 ha destinato 20 milioni di euro agli Enti del Terzo Settore per progetti sperimentali orientati a accessibilità, inclusione e sostegno. Nel medesimo quadro è previsto fino a 600.000 euro per l’assistenza tecnica. I progetti ammessi devono durare tra 18 e 36 mesi e possono ricevere un contributo a fondo perduto fino al 90% del costo, con la restante quota a carico dell’ente anche attraverso risorse umane o beni messi a disposizione.

Gestione delle convenzioni e partenariati

Con il decreto del 27 aprile 2026 sono state approvate le convenzioni con gli enti elencati nell’Allegato 1: l’atto dettaglia importi, codici CUP, protocolli, obblighi di controllo e gli strumenti di revoca. Nei progetti in rete è il capofila che firma la convenzione e gestisce l’assegnazione delle quote ai partner, mantenendo il rapporto operativo con il Dipartimento.

Criteri, beneficiari e modalità di valutazione

La distribuzione delle risorse segue due binari: quote ripartite tra Regioni e Enti pubblici e quote assegnate tramite avvisi, graduatorie e convenzioni. Per orientare i riparti si combinano criteri storici e dati aggiornati: il modello del Fondo Dopo di Noi è stato riepilogato nel triennio sperimentale 2026-2026, con l’80% del riparto basato sul decreto interministeriale del 23 novembre 2016 e il 20% su indicatori ISTAT e INPS che considerano persone tra 18 e 64 anni con disabilità grave che vivono in famiglia, da sole o in istituto.

Chi può accedere e requisiti

Possono partecipare gli Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS, operativi da almeno cinque anni e con finalità statutarie legate alla tutela delle persone con disabilità. Gli enti devono avere sedi o strutture distribuite su più Regioni o Province autonome e presentare progetti coerenti con la programmazione sociale e sociosanitaria dei territori toccati; prima della domanda, è obbligatoria la comunicazione a Regioni, Province autonome e Ambiti territoriali sociali coinvolti.

Modalità di valutazione e distribuzione delle fasce

I progetti vengono valutati con una griglia da 100 punti, il punteggio minimo per l’ammissione è 60. La valutazione si articola su: 20 punti per la qualità dell’ente, 65 punti per la qualità del progetto (analisi bisogni, obiettivi, budget, rete territoriale e partecipazione delle persone con disabilità) e 15 punti per criteri premiali come ampiezza della copertura territoriale e cofinanziamento superiore al minimo.

Tre fasce, tre massimali

I progetti sono suddivisi in tre fasce con massimali e requisiti crescenti: fino a 400.000 euro (almeno 5 Regioni/PA e 400 associati), fino a 800.000 euro (almeno 8 Regioni/PA e 800 associati) e fino a 1,6 milioni di euro riservati a reti con presenza in almeno 10 Regioni/PA, 100 enti associativi e 1.600 associati. La dotazione segue la stessa ripartizione: 3,2 milioni, 5,6 milioni e 11,2 milioni.

Accanto al Fondo unico restano attive prestazioni individuali erogate dall’INPS, come l’indennità di accompagnamento o la Prestazione Universale per anziani non autosufficienti, che seguono canali normativi e requisiti separati rispetto ai contributi del Fondo.

Andrea Conforti
Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.