La legge di Bilancio 2026 segna un cambiamento sostanziale nel settore della previdenza complementare in Italia. Questa normativa introduce disposizioni innovative sulla portabilità delle posizioni individuali, semplificando il trasferimento delle somme accumulate nei fondi pensione e aumentando la libertà di scelta per i lavoratori.
Novità sulla portabilità delle posizioni previdenziali
Con l’entrata in vigore della legge di Bilancio 2026, i lavoratori possono ora trasferire il loro TFR e i contributi del datore di lavoro verso forme pensionistiche complementari senza dover rispettare i vincoli precedentemente imposti dalla contrattazione collettiva. Questo cambiamento favorisce una maggiore competitività tra i fondi pensione, consentendo agli aderenti una maggiore libertà di scelta.
Trasferimento delle somme accumulate
Dopo un periodo di adesione di due anni a un fondo pensione collettivo, i lavoratori possono trasferire l’intero importo accumulato a un altro fondo pensionistico. Questa opzione include anche la possibilità di mantenere il diritto ai contributi del datore di lavoro, anche nel caso in cui si scelga un fondo aperto o un piano individuale pensionistico (PIP). Tale flessibilità rappresenta un passo avanti verso una previdenza più personalizzabile.
Adesione automatica e silenzio-assenso
Un aspetto fondamentale delle nuove regole riguarda le modalità di adesione alla previdenza complementare per i nuovi assunti. Il termine per decidere se destinare il proprio TFR a un fondo pensione è stato ridotto a due mesi. Se il lavoratore non effettua alcuna scelta entro questo periodo, scatta il meccanismo del silenzio-assenso, che prevede l’iscrizione automatica al fondo pensione.
Dettagli sull’adesione automatica
In caso di adesione automatica, il TFR e i contributi versati dal lavoratore e dal datore di lavoro vengono accreditati nel fondo collettivo di riferimento. È importante notare che le percentuali di contributo sono stabilite dal CCNL di appartenenza e sono dettagliate nella nota informativa di ciascun fondo. Inoltre, la data di adesione sarà retrodatata alla data di assunzione del lavoratore.
Flessibilità in uscita e nuove opzioni di rendita
La legge di Bilancio 2026 introduce una maggiore flessibilità in uscita, consentendo ai lavoratori di riscattare fino al 60% del montante accumulato nella propria posizione individuale al momento della richiesta della pensione complementare. Questo incremento rispetto al precedente 50% offre maggiori opportunità di accesso ai fondi accumulati.
Opzioni di rendita migliorate
Le nuove norme prevedono diverse modalità di erogazione della pensione complementare. Tra queste, la rendita a durata definita offre rate annuali per un numero di anni commisurato alla speranza di vita residua. È prevista anche la possibilità di prelievi liberi, che consente di accedere a somme più elevate in modo flessibile. Inoltre, è possibile richiedere l’erogazione frazionata, consentendo di ricevere il montante accumulato in rate per un periodo non inferiore a cinque anni.
Modifiche fiscali e obbligo di versamento del TFR
Un ulteriore aspetto innovativo riguarda l’innalzamento del limite di deducibilità fiscale per i contributi versati alla previdenza complementare, che passa da 5.164,57 euro a 5.300 euro annui. Per coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 2007, il limite di extra deducibilità arriva fino a 7.950 euro. Tali modifiche fiscali sono pensate per incentivare una maggiore adesione alla previdenza complementare.
Fondo di tesoreria INPS
La legge introduce anche cambiamenti riguardanti il Fondo di Tesoreria INPS, che gestisce il TFR per i lavoratori che decidono di non versare le loro liquidazioni a un fondo pensione. A partire dal 2026, l’obbligo di versamento al fondo sarà esteso anche alle aziende che raggiungono i 50 dipendenti, a prescindere dal numero iniziale. Questo cambiamento è previsto per avvenire gradualmente fino al 2032.
La legge di Bilancio 2026 introduce novità significative per la previdenza complementare, promuovendo una maggiore libertà di scelta e flessibilità per i lavoratori. Queste misure mirano a rendere il sistema pensionistico più competitivo e accessibile. Il provvedimento rappresenta un passo importante verso un adeguamento delle pensioni alle esigenze attuali, garantendo un futuro più solido per i lavoratori italiani.