un evento dedicato al libro che analizza il ruolo delle politiche pubbliche e delle agenzie per il lavoro nella triplice transizione
Martedì 3 marzo 2026, alle 16:00, si è svolta la presentazione del volume Il mercato del lavoro nella triplice transizione, curato da F. Bassanini, M. Carrieri, G. Ciccarone e A. Perrucci e pubblicato da Il Mulino (2026). L’incontro ha indagato i cambiamenti in atto nel mercato del lavoro e le risposte delle istituzioni pubbliche e private.
L’evento ha posto al centro il rapporto tra politiche pubbliche, strumenti istituzionali e attori del mercato del lavoro. Sono stati esaminati in particolare il ruolo delle Agenzie per il Lavoro e il contributo di Forma.Temp alle strategie occupazionali.
Dal punto di vista ESG, la presentazione ha sottolineato come la transizione richieda approcci integrati che coniughino sostenibilità ambientale e adattamento delle competenze. La sostenibilità è un business case, ha osservato uno degli interventi, perché guida la riorganizzazione dei processi produttivi e la domanda di nuove professionalità.
Gli interventi hanno evidenziato strumenti concreti per le politiche attive: misure formative mirate, incentivi alla riqualificazione e coordinamento tra soggetti pubblici e privati. Le aziende leader hanno capito che l’investimento in capitale umano è centrale per gestire la transizione.
Questo articolo prosegue con un’analisi dettagliata degli interventi e delle proposte emerse durante la presentazione, con esempi pratici e indicazioni operative rivolte a istituzioni e imprese.
Il volume analizza la triplice transizione come insieme di mutamenti tecnologici, ambientali e sociali che ridisegnano il mercato del lavoro. Propone criteri per valutare l’efficacia delle politiche attive e delle normative nel favorire percorsi occupazionali inclusivi e sostenibili.
Dal punto di vista ESG, il testo collegа ricerca teorica e studi di caso per individuare strumenti pratici di intervento. Le proposte considerano il ruolo delle agenzie formative, delle imprese e delle istituzioni nella gestione di scope 1-2-3 e nella diffusione di pratiche di circular design.
La parte pratica del libro offre esempi operativi e linee guida rivolte a enti e aziende. La sostenibilità è presentata come un business case e vengono segnalate metriche utili per monitorare impatti e risultati. Il prossimo sviluppo atteso è l’applicazione sperimentale delle soluzioni proposte in contesti territoriali selezionati.
La sessione si è aperta con i saluti istituzionali affidati a Giuseppe Ciccarone, che ha illustrato le linee guida dell’evento e sottolineato la necessità di un confronto pubblico tra stakeholder. A seguire, Franco Bassanini ha tenuto un intervento introduttivo focalizzato sull’evoluzione della governance delle politiche del lavoro per rispondere alle nuove sfide del mercato del lavoro. Questi contributi hanno inquadrato la discussione e delineato i temi che sono poi stati sviluppati dai relatori invitati. In continuità con i capitoli precedenti, il dibattito ha preparato il terreno per l’applicazione sperimentale delle soluzioni proposte in contesti territoriali selezionati, indicata come prossimo sviluppo atteso.
I contributi di Dario Guarascio, Antonio Perrucci e Mimmo Carrieri hanno analizzato in modo sistematico le ricadute della transizione sul mercato del lavoro. Hanno evidenziato la necessità di aggiornare gli strumenti di monitoraggio dell’occupazione e di rafforzare le reti di formazione continua. Guarascio ha posto l’accento sulle implicazioni macroeconomiche; Perrucci ha illustrato il ruolo delle politiche pubbliche locali; Carrieri ha offerto esempi pratici tratti dall’operatività delle agenzie. Dal punto di vista ESG, i relatori hanno sottolineato che la sostenibilità è un business case che richiede investimenti mirati in capitale umano. La proposta complessiva prevede un mix di incentivi, regolazione e investimenti diretti, con l’obiettivo di favorire adattamento e resilienza. Come sviluppo atteso, è stato indicato l’avvio di applicazioni sperimentali delle misure in contesti territoriali selezionati.
Le agenzie per il lavoro svolgono il ruolo di intermediario tra domanda e offerta occupazionale. Il loro intervento richiede competenze specializzate, capacità di analisi dei dati e rapidità operativa. Dal punto di vista ESG, la loro funzione risulta strategica per accompagnare i lavoratori nei processi di adeguamento alle trasformazioni tecnologiche e ambientali.
In particolare, Forma.Temp è stato citato come strumento istituzionale utile per promuovere politiche attive e percorsi di formazione mirata nei settori più esposti ai cambiamenti. Le proposte concrete richiedono una governance locale integrata con imprese e istituzioni formative, piani di upskilling certificati e meccanismi per monitorare gli esiti occupazionali. Come sviluppo atteso, è stato indicato l’avvio di applicazioni sperimentali delle misure in contesti territoriali selezionati.
Dopo l’indicazione di avviare applicazioni sperimentali in contesti territoriali selezionati, il testo propone misure operative per rendere concrete le transizioni professionali.
Tra le proposte figura il rafforzamento degli strumenti di accompagnamento al lavoro, mirati a migliorare l’orientamento e il placement dei giovani e dei professionisti. Si propone altresì la creazione di percorsi di riqualificazione modulare, pensati per aggiornare competenze in modo flessibile e rapido.
Il documento sottolinea la necessità di potenziare i sistemi informativi delle agenzie, al fine di migliorare matching e tracciamento dei percorsi occupazionali. Si ribadisce il ruolo dei partenariati pubblico-privato per finanziare e scalare interventi sul territorio.
Le politiche suggerite puntano a favorire la mobilità professionale e a garantire forme di sicurezza del reddito durante le transizioni, integrate con strumenti di formazione continua. Dal punto di vista ESG, la sostenibilità è un business case che richiede investimenti in capitale umano e infrastrutture digitali.
Le soluzioni sono presentate come combinazioni di innovazione normativa e interventi pratici locali, con l’obiettivo di testare modelli replicabili e misurabili in termini di occupazione e competenze.
La discussione, moderata da Jelena Reljić, ha messo a confronto relatori e partecipanti su temi centrali delle transizioni professionali. È emerso un confronto serrato sull’equilibrio tra flessibilità e protezione sociale, con particolare attenzione alle ricadute pratiche sul mercato del lavoro.
Le conclusioni, affidate a Francesco Verbaro, hanno ribadito la necessità di un approccio integrato. Si è sottolineato il ruolo delle politiche pubbliche in dialogo con operatori privati e sistema formativo per mettere in campo risposte efficaci e tempestive. Dal punto di vista ESG, la sostenibilità è un business case che richiede misure misurabili e strumenti operativi; sono previsti esperimenti territoriali per testare modelli replicabili e valutare l’impatto su occupazione e competenze.
Operatori pubblici e decisori politici ricevono indicazioni operative per tradurre in azione i suggerimenti emersi nell’evento. Si raccomanda l’adozione di strumenti per la valutazione dell’impatto, investimenti nelle competenze digitali ed ecologiche e il rafforzamento della collaborazione tra Agenzie per il Lavoro e soggetti formativi.
Il dialogo tra ricerca e pratica, emerso durante la presentazione, orienta percorsi di innovazione attuabili a livello locale e nazionale. Le misure proposte includono modelli di governance condivisa, meccanismi di monitoraggio e percorsi formativi modulari per aggiornare il capitale umano.
Il volume curato da Bassanini, Carrieri, Ciccarone e Perrucci costituisce una risorsa per approfondire le basi teoriche e gli strumenti operativi rivolti alla triplice transizione. L’evento del 3 marzo 2026 ha delineato una mappa di interventi e priorità che orientano il dibattito pubblico e le azioni future, confermando la necessità di politiche adattive e strutturate per tutelare lavoratori e imprese.
Sono previsti esperimenti territoriali per testare modelli replicabili e valutare l’impatto su occupazione e competenze, con l’obiettivo di misurare efficacia e scalabilità degli interventi nel prossimo ciclo di programmazione.
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