Estensione sperimentazione INPS per l’invalidità civile: guida alle novità dal 1° marzo 2026

Dal 1° marzo 2026 la procedura INPS per il riconoscimento della invalidità civile si estende a 40 nuove province: cambiano l'avvio del procedimento e i requisiti per i medici certificatori

La riforma dell’accertamento della disabilità avanza con l’estensione della sperimentazione dell’INPS. A partire dal 1° marzo 2026 la nuova modalità di avvio del procedimento, basata sul certificato medico introduttivo trasmesso telematicamente, diventa operativa in altre 40 province, tra cui città come Roma, Milano e Torino. Questo passaggio modifica ruoli, responsabilità e flussi documentali sia per i cittadini sia per i medici certificatori.

Il cuore della riforma: un accertamento unico gestito dall’INPS

Con il decreto legislativo n. 62/2026 e le istruzioni della circolare INPS n. 42/2026, il sistema abbandona il modello a doppia valutazione ASL–INPS per adottare un percorso unitario. L’obiettivo è centralizzare l’accertamento in capo all’INPS, con una valutazione che integra aspetti clinici e funzionali. La novità comporta la distinzione tra valutazione di base e valutazione multidimensionale, quest’ultima utile a definire un progetto di vita personalizzato per la persona interessata.

Standardizzazione e strumenti valutativi

Il nuovo modello utilizza criteri internazionali come la classificazione ICF, la classificazione ICD e il questionario WHODAS-36 per misurare l’impatto della condizione sulla vita quotidiana. Il risultato è una certificazione unica che sostituisce i diversi verbali tradizionali e introduce quattro livelli di intensità di sostegno (lieve, medio, elevato, molto elevato), pensati per calibrare meglio le misure assistenziali, previdenziali e fiscali.

Come cambia l’avvio del procedimento e le fasi operative

La sperimentazione, iniziata il e ampliata nel corso del 2026, entra nella terza fase dal 1° marzo 2026. Nelle province coinvolte il procedimento parte direttamente con il certificato medico introduttivo inviato tramite la piattaforma telematica dell’INPS, senza la necessità che il cittadino presenti una successiva domanda amministrativa. Per le province non ancora incluse permane il percorso disciplinato dalla circolare INPS n. 42/2026, articolato in quattro fasi: sanitaria, concessoria, revisioni e contenzioso.

Transizione per i certificati già inviati

L’Istituto ha previsto una misura transitoria: i certificati medici introduttivi trasmessi fino al 28 febbraio 2026 nelle province ora coinvolte devono essere completati con la domanda amministrativa secondo le procedure precedenti, pena l’impossibilità di proseguire il procedimento. Dal 1° marzo 2026, invece, il certificato costituisce l’atto iniziale sufficiente nelle province sperimentali.

Implicazioni per i medici certificatori e per gli utenti

Per poter operare nelle province della terza fase, i medici certificatori devono essere profilati nel servizio telematico dell’INPS. I nuovi abilitati dovranno inviare il modulo AP110 via PEC alla sede competente; in alcuni casi il requisito formativo può essere riconosciuto attraverso il dossier formativo di gruppo FNOMCeO relativo al triennio 2026-2026. Dal punto di vista dell’utente, l’accesso diventa più snello: la trasmissione telematica del certificato mira a ridurre gli adempimenti documentali e a velocizzare l’accertamento.

Accesso ai servizi e progetto di vita

Parallelamente sono state ridefinite la composizione delle Unità di Valutazione di Base e le modalità per richiedere il progetto di vita. D’ora in avanti l’interessato può inviare la richiesta direttamente tramite i servizi online dell’INPS, con il certificato che viene trasmesso agli enti territoriali competenti per l’integrazione delle misure di supporto.

Verso l’entrata a regime: prospettive e tempi

L’ampliamento graduale della sperimentazione intende preparare il terreno per un’applicazione uniforme su tutto il territorio nazionale. Il processo formativo per operatori sanitari e amministrativi, la progressiva estensione delle patologie valutate e la standardizzazione delle prassi sono passaggi fondamentali per arrivare a un sistema omogeneo. L’estensione e la centralizzazione dell’accertamento rappresentano un cambio di paradigma che mira a rendere più coerente e funzionale il riconoscimento dell’invalidità civile.

Per approfondire gli aspetti normativi e operativi conviene fare riferimento direttamente ai documenti ufficiali citati, come il decreto legislativo n. 62/2026, la circolare INPS n. 42/2026 e il messaggio n. 637 del 23 febbraio 2026, che contengono le istruzioni tecniche e l’elenco delle province coinvolte nella terza fase della sperimentazione.

Scritto da Social Sophia

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