Il convegno intitolato Le donne al voto: 80 anni di conquiste sociali, promosso dal Comitato pari opportunità del CNEL, si è svolto negli spazi di Villa Lubin e ha offerto un quadro meticoloso su come il diritto di voto femminile abbia inciso sulla vita pubblica e sul mercato del lavoro. L’incontro ha collegato la dimensione storica a proposte operative per favorire occupazione femminile e parità sostanziale, sottolineando che la piena partecipazione delle donne non è solo un valore civico ma una leva economica e demografica.
Nel dibattito è emersa la fotografia di un mercato del lavoro con risorse non sfruttate: il presidente del CNEL ha richiamato l’attenzione sul fatto che, a parità di performance con alcuni Paesi europei, all’Italia mancherebbero milioni di occupati, in particolare donne e giovani. Questa riserva di capitale umano è stata descritta come decisiva per la sostenibilità del welfare e per il rilancio demografico, perché il lavoro femminile contribuisce anche a capacità d’acquisto, autonomia e scelte di fecondità.
Interventi e messaggi principali
Tra gli interventi spiccano quelli di figure istituzionali e accademiche che hanno richiamato temi ricorrenti: rappresentanza, formazione delle classi dirigenti e qualità del lavoro. La vicepresidente del Senato ha ricordato che il voto alle donne ha trasformato il ruolo politico delle cittadine ma che la presenza ai vertici resta limitata; la presidente della SNA ha evidenziato l’importanza della formazione per i dirigenti pubblici come strumento di prevenzione e promozione della cultura della parità. Il Comitato pari opportunità del CNEL ha posto l’accento sulla libertà di scelta delle donne e sulla necessità di servizi che evitino la sostituzione delle istituzioni da parte delle famiglie.
Gli studi presentati
Nel corso della mattinata sono stati illustrati due lavori: una ricostruzione storica sull’ingresso delle donne nella vita politica e il ruolo delle Madri costituenti, curata dalla Fondazione Giuseppe di Vittorio, e una ricerca sul passaggio dall’elettorato passivo alla rappresentanza effettiva, a cura di un fellowship del CNEL. Entrambi gli studi mettono in luce gap persistenti tra accesso formale e reali capacità di incidere nelle decisioni pubbliche e private.
Proposte pratiche e quadro normativo
A corollario del dibattito è stato siglato un protocollo d’intesa tra CNEL, la Rete dei CUG e la Fondazione Rigel per promuovere la parità di genere, il benessere organizzativo e combattere discriminazioni e molestie nei luoghi di lavoro. Sul piano legislativo, il CNEL ha approvato il Disegno di legge delega sui congedi parentali (approvato il 25 novembre), composto da due articoli che delegano il Governo a intervenire per eliminare penalizzazioni retributive e pensionistiche, innalzare l’indennizzo rispetto alla retribuzione e rendere più flessibile l’utilizzo del periodo fino a un’età estesa del figlio.
Misure previste dal ddl
Il testo delega mira a favorire la condivisione dei carichi familiari, a garantire l’utilizzo dei periodi non fruiti in caso di affidamento esclusivo e ad estendere la fruizione fino ai 14 anni del figlio. Queste misure sono pensate per rimuovere ostacoli alla carriera femminile e ridurre la penalizzazione pensionistica connessa alle interruzioni lavorative, contribuendo così a una parità sostanziale più concreta.
Ruolo delle istituzioni e formazione della leadership
Un tema ricorrente è stato l’investimento nella formazione: la dirigenza pubblica e i percorsi che formano i decisori devono incorporare la cultura della parità. Sul piano pratico ciò significa inserire criteri di valutazione e percorsi di carriera che eliminino ostacoli invisibili e valorizzino competenze femminili, rendendo la promozione professionale meno soggetta a stereotipi.
Un cambio di guardia: i Maestri del Lavoro
Nel medesimo contesto istituzionale si è tenuta anche la riunione del Consiglio Nazionale della Federazione Nazionale Maestri del Lavoro, durante la quale il 10 marzo 2026 è stato eletto Presidente il MdL Andrea Peressutti per il quadriennio 2026-2029. L’assemblea ha nominato tre vicepresidenti: Maurizio Marcovati per il Nord, Luisa Di Gasbarro—prima donna eletta vice-presidente nella storia della Federazione—per il Centro (anche vice-presidente vicario) e Nicola Morabito per il Sud e le Isole. Sono state annunciate nomine operative, tra cui il nuovo segretario del Consiglio Nazionale e della Giunta, e sono stati resi omaggi al segretario uscente per anni di servizio.
La presenza del presidente del CNEL durante la fase finale dei lavori ha sottolineato il raccordo tra associazioni di categoria e istituzioni, rimarcando che proposte concrete provenienti da chi rappresenta il mondo del lavoro sono indispensabili per accompagnare le riforme che favoriscono l’occupazione femminile e la coesione sociale.