La direzione generale per le politiche migratorie ha definito la ripartizione delle quote di ingresso destinate al settore dell’assistenza familiare. La misura è contenuta nella nota n. 589 del 18/02/2026 e si inscrive nel quadro del D.P.C.M. 2 sulla programmazione dei flussi 2026-. Sono assegnate complessivamente 13.600 quote per contratti di lavoro subordinato non stagionale, distribuite in base al fabbisogno e alle domande presentate.
Ripartizione territoriale
La ripartizione avviene su base regionale e provinciale. L’obiettivo dichiarato è rispondere alle esigenze territoriali emerse dalle istanze raccolte. Le quote sono attribuite tenendo conto dei criteri di fabbisogno segnalati dagli enti locali e dagli Sportelli Unici per l’Immigrazione.
Riassegnazione delle quote inutilizzate
Rimangono previste modalità di riassegnazione qualora alcune quote non vengano utilizzate. Il Ministero mantiene la facoltà di redistribuire le quote disponibili seguendo le richieste pervenute agli Sportelli Unici. Si prevede un monitoraggio delle domande per garantire l’allocazione efficiente delle risorse.
Come è stata determinata la ripartizione
La ripartizione dei contingenti è stata motivata dalla direzione competente sulla base del numero di domande presentate e del fabbisogno accertato sul territorio. Le regioni e le province con rilevata maggiore richiesta di assistenza familiare hanno ricevuto quote proporzionalmente superiori.
In termini pratici, l’obiettivo è favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e concentrare le immissioni dove il bisogno risulta più marcato. Il monitoraggio delle domande proseguirà per valutare eventuali aggiustamenti o riassegnazioni delle quote.
Ruolo degli sportelli unici per l’immigrazione
A seguito del monitoraggio delle domande, gli Sportelli Unici per l’Immigrazione svolgono la funzione operativa di primo contatto e smistamento delle istanze. Raccolgono le richieste presentate e le trasmettono agli Ispettorati Territoriali del Lavoro, che verificano i dati e li inoltrano alla Direzione Generale competente.
In fase operativa il procedimento prevede tempi di valutazione definiti: se, trascorsi cinquanta giorni dalla data di imputazione delle quote, risultano quote non utilizzate, il Ministero procede alla riassegnazione. La riassegnazione avviene sulla base delle domande ancora pendenti registrate dagli sportelli e dalle strutture territoriali.
Implicazioni pratiche per datori di lavoro e famiglie
La riassegnazione delle quote, collegata alle domande pendenti registrate dagli sportelli, incide direttamente sulla possibilità di attivare contratti regolari. Per datori di lavoro e famiglie la disponibilità di ingressi non stagionali rappresenta una condizione necessaria per assumere lavoratori stranieri con contratti a tempo indeterminato o determinato non stagionale.
La stabilizzazione delle figure di assistenza risponde a bisogni crescenti dovuti all’invecchiamento della popolazione e all’aumento della domanda di cura domiciliare. In questo contesto, assistenza familiare comprende servizi continuativi come l’assistenza agli anziani non autosufficienti e le attività di supporto domiciliare. Le famiglie possono così pianificare contratti formali, mentre i datori di lavoro beneficiano di maggiore continuità e compliance normativa.
Tempistiche e possibili ridistribuzioni
Il decreto stabilisce che il Ministero mantiene una finestra temporale per la riassegnazione delle quote inutilizzate. Trascorsi cinquanta giorni dall’imputazione, le quote disponibili vengono riassegnate in base alle richieste registrate presso gli Sportelli Unici.
Il meccanismo mira a evitare sprechi e a rendere più dinamico l’impiego delle risorse. Ne deriva un aumento della probabilità che le domande di assunzione trovino risposta nel corso dell’anno.
Quadro normativo e osservazioni
La misura aumenta la probabilità che le domande di assunzione trovino risposta nel corso dell’anno. Il quadro normativo richiamato dal D.P.C.M. 2 definisce limiti e modalità della programmazione dei flussi per il triennio 2026-. La nota n. 589 del 18/02/2026 declina la programmazione per il settore dell’assistenza familiare indicando 13.600 quote ripartite su base territoriale. Il modello combina criteri statistici e l’analisi del fabbisogno reale, con l’obiettivo di adeguare l’offerta alle esigenze locali. Sono inoltre previsti meccanismi di monitoraggio e riassegnazione delle quote non utilizzate, utili a garantire maggiore efficienza nella gestione delle disponibilità.
I meccanismi di ripartizione e le eventuali riassegnazioni continueranno a dipendere dall’evoluzione delle domande e dalla capacità degli enti locali di segnalare i fabbisogni. I soggetti interessati devono
Occorre inoltre predisporre per tempo la documentazione necessaria per la richiesta di quote e per l’avvio dei contratti di lavoro subordinato non stagionale, così da agevolare eventuali riassegnazioni e ridurre i tempi burocratici. In assenza di nuove indicazioni ufficiali, la situazione rimane condizionata alle comunicazioni istituzionali e alla capacità delle amministrazioni locali di segnalare tempestivamente i fabbisogni.