Analizza le principali dinamiche del mercato del lavoro a Piacenza, evidenziando le sfide attuali e le opportunità emergenti nel contesto contemporaneo.
Il mercato del lavoro a Piacenza ha subito notevoli trasformazioni negli ultimi anni, specialmente a seguito dell’emergenza sanitaria globale. Un’analisi condotta da esperti locali, tra cui il Direttore Generale della Provincia di Piacenza, Vittorio Silva, ha messo in luce le dinamiche di offerta e domanda di lavoro nella provincia, rivelando un contesto in continua evoluzione.
Negli ultimi sei mesi del 2026, Piacenza ha registrato un incremento nella partecipazione al mercato del lavoro, con un tasso di occupazione che ha superato quello regionale di oltre 2,5 punti percentuali, raggiungendo livelli simili alla media europea. Questo segnale positivo è stato evidenziato da Paolo Rizzi, Direttore del Laboratorio di Economia Locale dell’Università Cattolica di Piacenza, che ha sottolineato un aumento della soddisfazione lavorativa tra i cittadini piacentini.
Un aspetto interessante emerso dall’analisi è la significativa presenza di lavoratori stranieri, che rappresentano circa il 30% della forza lavoro locale. Questo dato include non solo gli immigrati, ma anche coloro che hanno acquisito la cittadinanza italiana. Tuttavia, la retribuzione media degli immigrati è inferiore rispetto a quella dei lavoratori italiani, contribuendo a un abbassamento del dato complessivo sulla retribuzione media, fissata nel 2026 a 2.401 euro.
Nonostante i segnali positivi, persistono criticità nel mercato del lavoro piacentino. Il Direttore Generale Silva ha evidenziato un preoccupante divario retributivo tra uomini e donne, con le donne che guadagnano mediamente solo il 72% rispetto ai loro colleghi maschi. Inoltre, la qualificazione della forza lavoro risulta essere inferiore rispetto alla media regionale e nazionale, un aspetto che richiede attenzione e interventi mirati.
Un’altra questione sollevata è la precarietà del lavoro. Ivo Bussacchini, rappresentante dei sindacati, ha messo in guardia sul crescente utilizzo di contratti a tempo determinato e di somministrazione, che spesso riguardano settori a basso valore aggiunto. Per evitare di trovarsi con una buona occupazione ma fragile, è necessario promuovere politiche industriali che elevino la competitività del territorio.
Nel corso dell’incontro, Cristina Repetti, responsabile delle Risorse Umane di T.G.R., ha proposto tre aree su cui lavorare per migliorare il mercato del lavoro. In primo luogo, è fondamentale investire nella riduzione del divario retributivo tra uomini e donne e affrontare il fenomeno dei Neet, i giovani né in istruzione né nel mercato del lavoro. Infine, è necessario adottare strategie di age management per gestire l’invecchiamento della forza lavoro e valorizzare l’esperienza dei lavoratori più anziani.
Il mercato del lavoro a Piacenza presenta opportunità e sfide significative. È essenziale che le istituzioni, le imprese e i sindacati collaborino per affrontare le problematiche attuali e costruire un futuro lavorativo più solido e inclusivo per tutti i cittadini.
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