decreto attuativo sulle equality bodies: novità e impatti

Il decreto approvato l'11 febbraio 2026 recepisce le direttive UE 2026/1499 e 2026/1500, istituendo un organismo per la parità indipendente con poteri di indagine, assistenza alle vittime e autonomia finanziaria a partire dal 1° gennaio 2027.

AGGIORNAMENTO ORE 11:00 — Il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare, in data 11, uno schema di decreto legislativo volto a recepire le direttive europee e a riformare il sistema nazionale di tutela contro le discriminazioni. L’intervento adegua l’ordinamento alle direttive (UE) 2026/1499 e (UE) 2026/1500 e punta a estendere la protezione contro le discriminazioni in ambiti quali lavoro, accesso a beni e servizi e sicurezza sociale.

I fatti

Il provvedimento è stato esaminato dal governo l’11. Il testo è allo stato preliminare e dovrà seguire l’iter parlamentare previsto per i decreti legislativi. L’obiettivo dichiarato è uniformare la normativa nazionale agli obblighi comunitari indicati nelle direttive citate.

Le novità normative

Lo schema introduce nuovi elementi strutturali e operativi per rafforzare l’efficacia degli strumenti di contrasto alla discriminazione. Tra le misure previste figurano estensioni della tutela in ambito lavorativo, disposizioni per l’accesso a beni e servizi e potenziamenti delle garanzie nel sistema di sicurezza sociale. Il governo indica come prioritaria la semplificazione delle procedure di segnalazione e l’innalzamento degli standard di prevenzione.

Sul piano operativo, il decreto mira a rafforzare i meccanismi di controllo e coordinamento tra istituzioni nazionali e autorità locali. È previsto, inoltre, un potenziamento delle attività di monitoraggio e reporting verso le istituzioni europee. La situazione si evolve: sono attesi ulteriori sviluppi durante l’iter parlamentare.

Perché nasce un nuovo organismo per la parità

AGGIORNAMENTO ORE 11:00 — Il governo propone la creazione di un organismo per la parità per uniformare a livello europeo standard minimi su indipendenza, risorse e funzioni. La misura risponde all’obbligo di recepire direttive che richiedono entità capaci di tutelare le vittime di discriminazione con strumenti effettivi.

Il decreto definisce il nuovo ente come un’autorità amministrativa indipendente. L’ente avrà autonomia regolamentare, organizzativa, contabile e finanziaria. Sarà operativa senza vincoli di subordinazione o istruzioni governative.

La norma stabilisce inoltre poteri e risorse adeguate per procedere a indagini, emettere raccomandazioni e avviare azioni di contrasto alle discriminazioni. Le direttive europee indicano tali prerogative come prerequisiti per l’efficacia della tutela.

È confermata l’entrata in vigore operativa prevista per il 1° gennaio. Sul piano pratico, l’iter parlamentare definirà la dotazione organica e le modalità di finanziamento. La situazione si evolve: sono attesi ulteriori sviluppi durante l’iter parlamentare.

Ambiti di applicazione e finalità

In questo quadro, la normativa recepita interviene su più fronti. Protegge contro la discriminazione basata su razza e origine etnica. Assicura parità in materia di occupazione e impiego, indipendentemente da religione, convinzioni personali, disabilità, età e orientamento sessuale. Garantisce inoltre parità tra donne e uomini in materia di sicurezza sociale e accesso a beni e servizi.

Lo scopo dichiarato è uniformare standard comuni per permettere alle vittime di accedere a strumenti di prevenzione, assistenza e tutela efficaci e coordinati sul piano nazionale ed europeo. Parità è intesa come accesso equo a diritti e protezioni senza discriminazioni sistemiche.

Autonomia, risorse e struttura organizzativa

Dopo la definizione di parità, il decreto stabilisce requisiti stringenti su autonomia e dotazione dell’ente. L’ente disporrà di autonomia organizzativa e potrà adottare regolamenti interni. Gestirà direttamente il proprio bilancio. Il testo prevede garanzie nelle procedure di nomina e revoca dei vertici per preservare l’indipendenza istituzionale. Sono fissati criteri per assicurare risorse finanziarie adeguate, personale qualificato e strumenti tecnici. L’obiettivo è garantire capacità istruttorie e operative comparabili agli standard europei.

Garanzie e controllo

Per conseguire l’obiettivo di capacità istruttorie e operative comparabili agli standard europei, le direttive introducono meccanismi espliciti di responsabilità e trasparenza. L’organismo manterrà autonomia gestionale, ma dovrà rendere conto della gestione delle risorse e dei risultati tramite rapporti formali. I documenti saranno oggetto di valutazione nell’ambito del controllo europeo e contribuiranno alla verifica del corretto recepimento delle norme. L’adeguatezza delle risorse costituisce un elemento centrale nelle valutazioni della Commissione europea e determinerà, se necessario, osservazioni o richieste di integrazione.

Poteri operativi e funzioni verso le vittime

In continuità con le valutazioni della Commissione, l’ente dispone di poteri investigativi e di intervento diretti a contrastare le discriminazioni. Potrà svolgere indagini autonome e richiedere documenti a pubbliche amministrazioni e soggetti privati.

Sul piano assistenziale, l’organismo offrirà consulenza indipendente alle persone che ritengano di aver subito discriminazione. Potrà inoltre assistere nei procedimenti giudiziari o amministrativi e, quando previsto dalla normativa, promuovere azioni giudiziarie per la tutela collettiva dei diritti.

Attività di promozione e monitoraggio

In continuità con i poteri istruttori e di tutela, l’organismo svolge anche funzioni di monitoraggio, raccomandazione e sensibilizzazione. Queste attività mirano a prevenire discriminazioni e a orientare le politiche pubbliche verso l’uguaglianza sostanziale.

L’ente produce pareri su proposte legislative e linee guida amministrative. Promuove azioni informative per diffusione della cultura dell’uguaglianza e trasmette segnalazioni su pratiche discriminatorie alle autorità competenti.

Le iniziative includono rapporti periodici e campagne di formazione rivolte a istituzioni e operatori. Sul piano operativo, le attività intendono favorire l’adozione di interventi coerenti e basati su evidenze.

Gli effetti attesi

Sul piano operativo, le attività intendono favorire l’adozione di interventi coerenti e basati su evidenze. L’adozione definitiva del decreto legislativo determinerà una riorganizzazione strutturale del modello nazionale di contrasto alle discriminazioni. Si prevedono ripercussioni anche nei settori civilistico, amministrativo e del diritto del lavoro. L’entrata in funzione del ente a partire dal 1° gennaio rappresenta il termine dopo il quale le nuove regole e garanzie diventeranno operative. Il cambiamento segna un passo verso un armonizzazione con il quadro dell’Unione europea delle norme e delle prassi amministrative.

Scritto da John Carter

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