Da Pulixi a Verdelli, le novità in libreria

(Adnkronos) – Ecco una selezione delle novità in libreria, tra romanzi, saggi, libri d'inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall'AdnKronos. E' in libreria con Rizzoli da qualche giorno 'Latte', il romanzo d'esordio di Marina Zucchelli. Bologna, 1959. Nella stessa casa vivono due donne che sono madri, in modi diversi, dello stesso bambino. Olimpia, borghese istruita e moderna, è docile a un’idea di civiltà che la vuole sposa con figli; eppure, dopo il parto, il suo corpo sembra tradirla, aprendo piccole crepe nella sua identità. Ada, invece, arriva dalla Ciociaria: è una ragazza del popolo che ha lasciato una vita domestica carica di miseria ma anche di piccole felicità per fare da balia al neonato di Olimpia. È stata scelta perché è forte e sana, come si sceglie un animale a una fiera. E lei, nella casa nuova, impara presto a farsi presenza invisibile, mentre il richiamo dei suoi affetti le pulsa dentro con forza.  Diverse in tutto, Olimpia e Ada si incontrano sul terreno inatteso di una sorellanza di gesti e corpi: quello esposto e vitale di Ada e quello fragile di Olimpia, che cerca di riconoscersi nella ferita della maternità. A osservare i loro giorni è Carolina, la domestica che ha cresciuto Olimpia e che registra, defilata, l’energia che scorre tra le due donne. In controcanto, l’enigma di Pietro, un bambino abbandonato al brefotrofio di Roma nel Ventennio, riporta in superficie la memoria di uno strappo antico, forse impossibile da ricucire. Con una prosa essenziale e di scavo, capace di dare materia ai silenzi, Marina Zucchelli illumina la storia delle balie nel Novecento, fenomeno fondativo e quasi dimenticato della nostra storia. Il risultato è un romanzo d’esordio potente, che ci interroga su cosa significhi, ieri e oggi, essere famiglia. E' sugli scaffali con Adelphi 'La porta dell’alba' di William Sloane. Sono passati quattro anni da quando Richard Sayles, psicologo e professore, ha perso le tracce di Julian Blair. Prima suo insegnante, poi fraterno amico, Blair è stato un geniale elettrofisico, almeno finché la morte improvvisa della moglie non ne ha offuscato la mente. Ed eccolo ora rifarsi vivo, con un messaggio sibillino in cui invita Richard a raggiungerlo a Barsham Harbor, nel Maine, dove si è ritirato per poter continuare le sue ricerche lontano dagli occhi indiscreti della comunità scientifica. Sayles si rende subito conto che la salute mentale di Julian non è affatto migliorata, il che non gli ha impedito di dedicarsi a esperimenti sempre più temerari, fino alla soglia di quello che definisce "il progresso più grandioso mai immaginato". E proprio quando la curiosità di Sayles si fa incontrollabile, un secondo mistero giunge a complicare ulteriormente l’intrico: la signora Marcy, la domestica di Blair, viene trovata morta, e l’ipotesi di un incidente non sembra convincere la già maldisposta e vendicativa popolazione di Barsham Harbor. Come in 'Attraverso la notte', anche nella 'Porta dell’alba' Sloane gioca con i generi letterari e ne ricombina gli elementi – una grande casa isolata, un complicato macchinario da romanzo di fantascienza, una fugace ma terrificante sbirciata nell’orrore cosmico, un rompicapo degno di un mystery, perfino un pizzico di romance – per ricavarne qualcosa di inclassificabile e perturbante che resta a lungo nella mente del lettore, come il sonar proveniente da un qualche pianeta sconosciuto. Una qualità che ha fatto pronunciare al maestro dell’horror Stephen King queste parole: "Se Sloane avesse continuato a scrivere sarebbe diventato un maestro del genere o ne avrebbe creato uno completamente nuovo". Chi erano i nazisti? Da chi era composto l’entourage di Hitler? Erano dei criminali e degli psicopatici coloro che negli anni Trenta salirono ai vertici del – le istituzioni della società tedesca? Fu la loro innata malvagità o piuttosto l’ambizione, l’opportunismo, la brama di potere a fare di loro gli artefici di un regime sanguinario? Sono queste le domande al centro del nuovo libro di Richard J. Evans, 'I complici di Hitler' (Mondadori), tra i maggiori storici della Germania nazista. Domande alle quali Evans risponde attingendo alle più recenti evidenze storiografiche, in un’accurata analisi che ricostruisce i profili di leader, funzionari, propagandisti e collaboratori comuni che aiutarono il Führer in molteplici modi. Tra quanti resero possibile la dittatura, la guerra, la persecuzione delle minoranze e il genocidio degli ebrei, molti infatti provenivano da ambienti borghesi, condividevano la cultura e i valori di un mondo segnato dal nazionalismo e dal conservatorismo, e quasi tutti avevano in comune l’esperienza scioccante di una brusca perdita di status e di riconoscimento sociale. Hitler offrì loro una via d’uscita dalla frustrazione e dall’insignificanza, attraverso l’appartenenza alla Volksgemeinschaft, la comunità nazionale basata sulla razza e sull’etnia.  Tanto bastò per tacitare il loro senso morale e per trasformarli in pianificatori ed esecutori di crimini spaventosi. Una parabola, del resto, non troppo diversa da quella della maggior parte della popolazione tedesca, che tra propaganda e coercizione, tra consenso e violenza, per quasi un decennio non fece mancare la propria adesione al regime, il più delle volte distogliendo lo sguardo dalle atrocità che venivano commesse sotto i suoi occhi. Da Hermann Göring a Joseph Goebbels, da Heinrich Himmler ad Albert Speer, da Adolf Eichmann a Leni Riefenstahl, Evans ricostruisce poi le vicende e le personalità degli uomini più vicini al Führer, gettando una luce nuova sulle motivazioni che li spinsero a servire il regime. 'I complici di Hitler' è un’opera inquietante e magistrale, che rivela le reali dinamiche del consenso al Terzo Reich, e acquista una nuova urgenza e importanza se messa in dialogo con l’ascesa di uomini forti e aspiranti dittatori che dall’inizio del XXI secolo minacciano le istituzioni democratiche in molti Paesi del mondo, spesso con un notevole sostegno popolare. Una dodicenne partecipa a una sfida lanciata sui social, va a scuola con una borraccia piena di vodka e finisce in coma etilico. Un bambino, scrollando TikTok, si imbatte in un gioco che consiste nel prendere più pastiglie di paracetamolo possibile e finisce in ospedale. La maestra di una scuola elementare muore in un incidente stradale causato dall’autista del pullman su cui viaggiava: l’uomo, invece di guardare la strada, digitava sul cellulare. Attraverso storie come queste a tratti scioccanti, Carlo Verdelli racconta in 'Il diavolo in tasca' – reportage narrativo in forma di pamphlet in libreria dal 5 febbraio con Einaudi – una rivoluzione, quella dei telefonini e delle loro applicazioni, che sta modificando nel profondo tanto gli adolescenti quanto gli adulti.  E della cui pericolosa enormità – anche per le ingerenze della tecnologia nella politica – nessuno sembra volersi occupare. "La realtà – afferma Verdelli – è che il cellulare inteso come smartphone è un carcere senza sbarre e noi ci siamo dentro. Prendere consapevolezza che il problema esiste è già un buon punto di partenza". E' sugli scaffali con Piemme 'Il bullo. Come Donald Trump ha distrutto l'Occidente' di Caprarica. Che lo si disprezzi o lo si ammiri, lo si odi o lo si ami, è indubbio che Donald J. Trump non possa lasciare indifferenti, o neutrali. Da rampollo di una famiglia immigrata dalla Germania a 'palazzinaro' e protagonista del jet-set newyorkese fino a diventare per due volte presidente degli Stati Uniti, la sua è stata senz'altro una scalata straordinaria verso l'agognato potere.  Ma a quale prezzo? The Donald forse non passerà alla storia come colui che "ha reso di nuovo grande l'America", ma certo un primato l'ha conquistato: nessun leader ha mai lastricato di tante bugie la propria via verso la vetta. Eppure, anche grazie alla sua diabolica abilità mediatica, nulla sembra scalfire la corazza che lo rende immune a qualsiasi attacco o passo falso. E lo stesso vale sul piano internazionale: capo dello Stato più potente del mondo, patria della libertà e della democrazia, calpesta gli ideali occidentali esaltando la violenza bruta e la legge del più forte, tratta amabilmente con dittatori e criminali di guerra, umilia le istituzioni, fa la voce grossa contro gli oppressi e, nonostante ciò, esige il Nobel per la pace e si vanta dei propri successi diplomatici. Ed è qui che sta la sua forza: nella capacità di manipolare la realtà a suo piacimento.  Da questa considerazione parte Antonio Caprarica per tracciare un ritratto del tycoon e porre la domanda fondamentale: Donald Trump è un abile politico, l'unico che possa tenere testa ai leader delle altre potenze che governano il pianeta, Putin e Xi Jinping, o non è altro che un prepotente ciarlatano che ha costruito il proprio successo sulle macerie di ciò che ha distrutto, senza rimorsi né pietà? Al lettore l'ardua sentenza. Laterza manda in libreria 'Alleati digitali' di Guido Saracco. L’intelligenza artificiale è ormai parte della nostra vita quotidiana ma su questo fronte gli sviluppi sono rapidissimi e molto deve ancora accadere. Siamo davanti a un cambiamento senza precedenti, necessario e urgente. Se riusciremo a progettarlo bene, a partire da un alleato digitale personale che sia di aiuto per ciascuno di noi, il futuro potrà essere migliore. Questo libro accompagna il lettore in un viaggio nel futuro e prova a immaginare come studieremo, lavoreremo, vivremo tra dieci anni, con a fianco un nostro alleato digitale personale basato sull’IA. Condivise le caratteristiche più rilevanti dei meccanismi della nostra mente e le più recenti scoperte delle neuroscienze e delle neurotecnologie sulle interfacce umano-macchina, Guido Saracco analizza gli sviluppi dell’intelligenza artificiale già raggiunti e quelli attesi. Quindi prefigura come l’alleanza tra umano e intelligenza artificiale si consoliderà, attraverso nuovi apparecchi e funzioni condivise, così come nella definizione di un nuovo quadro normativo che dovrà dettare i confini di applicabilità della tecnologia, e probabilmente anche ridefinire gli stessi diritti dell’umanità. Abbiamo davanti una rivoluzione che riguarderà in primo luogo i mondi dell’istruzione e del lavoro. Saremo formati e assunti per operare nella società insieme alla nostra Ia personale, un alleato prezioso e vitale, da progettarsi, aggiornare e proteggere in modo radicalmente diverso da quanto è successo per i Pc e gli smartphone. Sarà meglio mettere da parte ogni allarmismo verso l’intelligenza artificiale e chiederci come la nostra vita potrà migliorare grazie a una consapevole e felice alleanza.  Guido Saracco è professore ordinario di Fondamenti chimici delle tecnologie al Politecnico di Torino, dove è stato rettore tra il 2018 e il 2024 e per il quale è curatore del festival Biennale Tecnologia e della piattaforma di produzione di eventi culturali Prometeo-Tech Cultures. Con Solferino sarà in libreria dal 10 febbraio 'Via delle streghe' di Marilù Oliva. Quattro donne: Zulmira, la 'maga' del quartiere, Serena, appassionata di kung fu e fidanzata con un poliziotto, Magalie, docente universitaria con un passato tormentato, e Iside, brillante informatica confinata su una sedia a rotelle. Quattro normali vicine di casa di un vicolo nel centro di Bologna, che si ritrovano la sera in salotto per torta, tisane e chiacchiere. Solo che quei convegni sono più simili a moderni sabba, in cui progettano quella che chiamano «magia nera». Ovvero omicidi: la vendetta per efferati femminicidi i cui autori l’hanno fatta franca, sgusciando tra le maglie della legge, come è successo all’ex fidanzato assassino della sorella di Serena. Pur con qualche dubbio, le quattro 'streghe' si sentono dalla parte della giustizia. Ma la violenza prende sempre la mano e il caso è un ingrediente pericoloso, capace di infilarsi anche in una pozione preparata con cura. Tra un amore tossico che ritorna dal passato e un giovane corteggiatore troppo curioso, un presunto tesoro nascosto e un’incursione azzardata nel deep web, la situazione diventa presto molto pericolosa. Tanto da mettere a rischio un piano, un’amicizia e più di una vita. Per che cosa siamo disposte a uccidere? È la domanda che corre attraverso questa storia nera, avvincente e contemporanea, mentre le quattro formidabili protagoniste, determinate quanto fallibili, si muovono sul ghiaccio sottile che separa il senso della giustizia dalla vertigine dell’arbitrio. Mettendo a nudo l’anima stessa del nostro tempo. E' in libreria con Feltrinelli Il nido del corvo' di Piergiorgio Pulixi. Sardegna, Penisola del Sinis, una giovane donna scompare nel nulla. Sei mesi di silenzio e indagini a vuoto. Poi, un unico agghiacciante segnale: il cellulare di Angela Floris si riaccende. Sul luogo del rilevamento gli ispettori Daniel Corvo e Viola Zardi trovano un macabro reperto che vale da firma. Si tratta di una mano femminile, troncata e in stato di perfetta conservazione. È l’inizio di un duello perverso con un assassino che agisce da artista della morte. Non si limita a uccidere ma osserva, studia, contempla, collezionando gli arti delle vittime come fossero opere. Per Corvo e Zardi, partner nel lavoro ma opposti per indole e modo di vedere le cose, comincia una caccia allucinata. Lui, mentalità da monaco guerriero, ancorato alla famiglia e alla fede per tenere a bada antichi traumi; lei, spirito in tempesta con il fascino dell’azzardo nel gioco e nella vita, capace di domare il caos soltanto quando lo incanala nei casi da risolvere. Mentre i demoni personali riaffiorano e un’altra ragazza scompare, i due poliziotti capiscono che il killer non li sta solo sfidando, li ha scelti. Attirandoli tra stagni di sale e campagne desolate, trasforma ogni scoperta nella tappa di un incubo meticolosamente orchestrato. Più Corvo e Zardi si avvicinano alla verità, più diventa chiaro che le vittime erano solo un prologo. Il vero capolavoro, l’opera suprema che l’Artista vuole realizzare, forse sono proprio loro. Sullo sfondo di una Sardegna sospesa tra west selvaggio e lande crepuscolari, Pulixi firma una storia ipnotica e avvolgente, che scandisce una deriva nei chiaroscuri dell’anima umana. 'Il nido del corvo' è il big bang di un universo narrativo in espansione, nelle cui pieghe si muovono anche i personaggi del precedente romanzo, La donna nel pozzo. Ogni libro diventa il tassello di un mosaico più grande, racconto di un mondo che svela connessioni segrete, inaspettate, imprevedibili, ma che rapisce e cattura ugualmente chi vi entra per la prima volta, inaugurando un viaggio nella crime fiction di cui sentiremo parlare nei prossimi anni. Sperling&Kupfer propone 'La Signora in Giallo. Omicidio sotto la neve' di Jessica Fletcher, Barbara Early. Jessica Fletcher ha avuto una brutta caduta sul ghiaccio e ora è costretta su una sedia a rotelle per alcune settimane. Vorrebbe approfittarne per concentrarsi sul suo nuovo manoscritto, ma qualcosa – o meglio, qualcuno – cattura presto la sua attenzione. Dall'altra parte della strada si è appena trasferito un nuovo vicino, il signor Rymer: un tipo eccentrico, solitario e con una passione un po' insolita per le sculture di neve. Ma non pupazzi qualsiasi: l'uomo modella figure nude, audaci, che fanno subito discutere l'intera comunità di Cabot Cove. Arte o oscenità? Le opinioni si dividono. Quando, di notte, le sculture iniziano a essere distrutte da ignoti, Rymer non si scompone: ne crea semplicemente di nuove.  Secondo lui, non c'è bisogno di disturbare la polizia, tanto più che una bufera di neve è in arrivo. Ma la mattina dopo, con la città ancora avvolta in un candido silenzio, Jessica guarda fuori dalla finestra e scorge una nuova 'scultura' nel giardino di fronte: è il corpo del signor Rymer, mezzo sepolto nella neve. Riuscirà Jessica a risolvere l'omicidio dalla sua sedia vicino alla finestra? 
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Scritto da staff

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