Il quadro statistico relativo al mercato del lavoro nel quarto trimestre 2026 evidenzia segnali contrastanti ma complessivamente positivi: l’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, risulta stabile rispetto al trimestre precedente e registra un aumento del 1,6% rispetto allo stesso trimestre del 2026. In parallelo il Pil cresce dello 0,3% su base congiunturale e dello 0,8% su base tendenziale, fornendo il contesto macroeconomico in cui si collocano le variazioni occupazionali.
Il numero degli occupati raggiunge quota 24 milioni 121 mila, con un incremento congiunturale di 37 mila unità (+0,2%). Questa crescita è guidata da un aumento dei dipendenti a tempo indeterminato e degli indipendenti, mentre la componente a tempo determinato segnala una flessione. Nel periodo si osserva anche una riduzione dei disoccupati e un lieve aumento degli inattivi nella fascia 15-64 anni. I dati provvisori di gennaio 2026 confermano una tendenza favorevole sul fronte occupazionale.
Cambiamenti principali nel periodo
Nell’analisi congiunturale il recupero dell’occupazione è riconducibile a +76 mila tra i dipendenti a tempo indeterminato (+0,5%) e +21 mila tra gli indipendenti (+0,4%), a fronte di un calo di –60 mila tra i dipendenti a tempo determinato (-2,4%). Nel trimestre i disoccupati diminuiscono di –84 mila (-5,5%), mentre gli inattivi 15-64 anni aumentano di +61 mila (+0,5%). I valori destagionalizzati mostrano il tasso di occupazione stabile al 62,5%, il tasso di disoccupazione in calo al 5,6% (-0,3 punti) e il tasso di inattività in lieve aumento al 33,7% (+0,2 punti).
Dinamica mensile e tendenziale
Nei dati provvisori relativi a gennaio 2026 si registra un aumento del numero di occupati (+0,3%) e del tasso di occupazione (+0,2 punti), accompagnato da un calo del tasso di disoccupazione (-0,4 punti) e da un leggero rialzo del tasso di inattività 15-64 anni (+0,1 punti). Sul fronte tendenziale, rispetto al quarto trimestre 2026, il numero di occupati cresce di +89 mila (+0,4%): la progressione dei dipendenti a tempo indeterminato (+1,0%) e degli indipendenti (+3,0%) compensa ampiamente il decremento dei contratti a termine (-8,6%).
Comportamento delle imprese e indicatori di mercato
Le imprese manifestano un aumento congiunturale delle posizioni lavorative dipendenti del 0,3%, con una dinamica leggermente più marcata per il part‑time (+0,5%) rispetto al tempo pieno (+0,3%). La quota di posizioni a tempo parziale sul totale sale al 28,9% (+0,1 punti). In termini tendenziali la crescita delle posizioni dipendenti è pari al 1,6%, mentre la quota del part‑time registra un lieve calo (-0,1 punti).
Tipologie contrattuali, ore lavorate e domanda di lavoro
Si osserva un incremento congiunturale delle posizioni in somministrazione (+1%) e una domanda di lavoro intermittente in crescita (+1,5% su base trimestrale e +5,7% su base annua). Le ore lavorate per dipendente diminuiscono rispetto al trimestre precedente (-0,5%) ma risultano in aumento (+0,5%) rispetto al quarto trimestre 2026. Il ricorso alla cassa integrazione si riduce di –1,7 ore portandosi a 7,8 ore ogni mille ore lavorate; il tasso di posti vacanti è pari al 1,9%, in aumento congiunturale (+0,1 punti) e in leggera diminuzione sul piano tendenziale (-0,1 punti).
Costo del lavoro e bilancio annuale
Il costo del lavoro per Unità di lavoro equivalente a tempo pieno (Ula) cresce dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, con incrementi omogenei nelle retribuzioni e nei contributi sociali. Su base annua la variazione del costo è del +2,9%, sostenuta maggiormente dall’aumento dei contributi (+4,2%) rispetto alle retribuzioni (+2,5%).
Nella media del 2026 il saldo annuale mostra +185 mila occupati (+0,8% in un anno), una riduzione dei disoccupati di –88 mila (-5,3%) e un calo degli inattivi 15-64 anni di –58 mila (-0,5%). Il tasso di occupazione 15-64 anni sale al 62,5%, mentre i tassi di disoccupazione e inattività 15-64 anni scendono rispettivamente al 6,1% e al 33,3%. Le imprese aumentano le posizioni dipendenti (+1,7%) e il monte ore lavorate (+2,1% al netto degli effetti di calendario); il ricorso alla Cig diminuisce ulteriormente, l’impiego di straordinario cresce leggermente e il tasso di posti vacanti scende a 1,8%. Il costo del lavoro annuale si attesta su un +3,6%, influenzato dai rinnovi contrattuali e dalla riduzione degli incentivi contributivi.
Per un’analisi completa e le note metodologiche si rimanda alla nota ISTAT che accompagna la diffusione dei dati.