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28 Settembre 2026

Crescita dell’occupazione: +327mila over 50 in un anno

L'occupazione cresce, ma i nuovi posti vanno soprattutto agli over 50

Crescita dell'occupazione: +327mila over 50 in un anno

Il mercato del lavoro italiano continua a registrare segnali positivi: nel secondo trimestre del 2026 il numero complessivo di occupati supera i 24,4 milioni, segnando un incremento di circa 246 mila unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo rialzo, pari a poco più dell’1 %, spinge il tasso di occupazione al 63,4 % e contribuisce a una lieve flessione della disoccupazione che scende al 5,9 %.

Le cifre provengono dal nuovo Bollettino sul mercato del lavoro realizzato dal CNEL in collaborazione con l’ISTAT. Il documento mette in luce una tendenza strutturale: la crescita occupazionale non è uniforme tra le diverse fasce d’età, con una netta concentrazione dei nuovi posti lavorativi nella popolazione più matura. In termini pratici, la maggior parte dei giovani tra i 15 e i 24 anni vede una stagnazione o una lieve diminuzione delle opportunità, mentre la generazione dei 50-64 anni registra un balzo record.

Lavoratori 50-64 anni: un balzo storico di +327 mila occupati

Nel periodo considerato, la categoria dei lavoratori tra i 50 e i 64 anni ha guadagnato 327 000 unità occupate, portando il loro totale a 9,6 milioni, ovvero il 39 % della forza lavoro nazionale. Il tasso di occupazione di questo segmento è salito al 68,3 %, quasi due punti percentuali in più rispetto al 2025, e ha registrato un incremento di oltre 26 punti percentuali dal 2004. Particolarmente rilevante è il progresso delle donne in questa fascia: il loro tasso di occupazione è aumentato di 2,2 punti percentuali, raggiungendo il 58,5 %.

Contratti stabili e lavoro autonomo

Parallelamente al rialzo occupazionale dei senior, si osserva un rafforzamento della occupazione stabile i posti a tempo indeterminato sono cresciuti di 155 000 unità, mentre quelli a termine sono diminuiti di 33 000. Il lavoro autonomo ha anch’esso mostrato vigore, con un incremento di 123 000 professionisti indipendenti. Questi dati suggeriscono che le aziende stanno preferendo forme contrattuali più durature, probabilmente per valorizzare l’esperienza accumulata dei dipendenti più maturi.

Divari regionali: il Mezzogiorno registra i migliori risultati

Su scala geografica, il Mezzogiorno si distingue per il più alto tasso di occupazione regionale, che ha guadagnato 0,9 punti percentuali, raggiungendo il 51,1 %. Contemporaneamente, la disoccupazione è scesa dal 12,1 % al 10,4 %. Nonostante questi progressi, persiste un notevole divario con il Nord, dove il tasso di occupazione si attesta al 70,6 %. Tale disomogeneità conferma che la crescita occupazionale è concentrata in specifiche aree e categorie, evidenziando la necessità di politiche mirate per riequilibrare il mercato del lavoro.

La sfida per le istituzioni rimane quella di favorire il ricambio generazionale creando opportunità per i giovani senza penalizzare l’esperienza degli over-50.

Luca Ferrari
Autore

Luca Ferrari

Luca Ferrari, giornalista di economia del lavoro e risorse umane, analizza organizzazione aziendale, welfare e diritto del lavoro con uno sguardo alle dinamiche tra imprese e dipendenti.