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Covid in Italia, 6 anni fa la coppia cinese allo Spallanzani. L’infettivologo Galli: ‘Tutta la politica ha rimosso”

(Adnkronos) – Mentre gli Usa si sfilano dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e avanza nel Paese – un tempo baluardo della ricerca medico-scientifica – sono passati 6 anni dai primi casi di Sars-CoV-2 in Italia: la coppia cinese di Wuhan – Xiangming Liu e Yamin Hu – che il 29 gennaio 2020 fu ricoverata all’Inmi Spallanzani di Roma. L’inizio della pandemia Covid in Italia e in Europa. Oggi di Sars-CoV-2 rimangono tracce solo nel bollettino dell'influenza settimanale dell'Iss, accanto agli altri virus respiratori e continua l'attività della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione del Covid con le audizioni. Echi della pandemia sconfitta dai vaccini. Quelli sviluppati con la piattaforma mRna hanno aperto la strada ad una rivoluzione che si appresta a porta risultati anche nel trattamento del melanoma o del tumore ai polmoni.  Dopo 6 anni "mi pare evidente che ci sia un atteggiamento trasversale dei responsabili della politica di voler dimenticare o di maneggiare con molta cura l'esperienza della pandemia Covid, si vive con un fastidio e si preferisce l'oblio. L'estremizzazione di questo comportamento lo vediamo in Usa, con l'amministrazione Trump che ha scelto un no-vax come ministro della Salute". A tracciare per l'Adnkronos Salute il sentiero della memoria di quegli anni – guardando all'attualità – è Massimo Galli, ex direttore del reparto di Malattie infettive dell'ospedale Sacco, che ha vissuto molto da vicino l'arrivo del Sars-CoV-2. "Negli Usa i tagli alla ricerca imposti da Trump e il conseguente abbandono di una serie di filoni di studio finanzianti dal pubblico, peseranno e stanno pesando – prosegue Galli – L'atteggiamento schizofrenico e ipernazionalista del presidente Trump ha colpito l'Oms che oggi, senza gli Usa, è una anatra zoppa visto che già di suo era claudicante".  
Sei anni fa la coppia fu soccorsa in un albergo del rione Monti al centro di Roma. Il marito appena ricoverato mostrava una polmonite interstiziale bilaterale, la moglie aveva all’inizio sintomi lievi, ma entrambi si sono aggravati in poco tempo. La coppia fu sottoposta a una terapia a base di antivirali combinati e cortisone. Dopo quasi 3 mesi, dopo aver fatto la riabilitazione tra marzo e aprile al San Filippo Neri, vengono dimessi il 21 aprile per tornare in Cina. La coppia ha ringraziato lo Spallanzani e pochi mesi dopo arrivò anche una donazione “per riconoscenza”. 
Se domani dovesse arrivare una ‘malattia X’, uno dei pericoli che molti scienziati individuano è quello dell'influenza aviaria che il virus possa fare definitivamente il salto di specie e diffondersi da uomo a uomo, "è possibile", risponde Galli che aggiunge "ma come ci sono altre decine di possibilità, anche qui lo scorso anno gli allevamenti di mucche in Usa sono stati colpiti dall'H5N1 e oggi vediamo quello che accade in Europa".  Secondo il virologo "stiamo vivendo la 'Sindrome della spagnola', anche dopo il 1918 accadde la stessa cosa che sta avvenendo oggi con il Covid, si voleva dimenticare il disastro di decessi – ricorda – I governi di tutto il mondo hanno gettato la malattia nell'oblio, ci fu un cono d'ombra sulla Spagnola anche se in Italia aveva fatto 600mila morti, esattamente come tutti quelli della prima Guerra Mondiale". Cosa sta accadendo nel mondo per cui la pandemia Covid è stata rimossa? "L'eco di guerre, di confusione e di disordini – risponde il medico – ha evidentemente fatto mollare l'attenzione sui rischi, sulla prevenzione e su tutto quello che si sarebbe dovuto fare. Lo vediamo anche nella caduta verticale delle vaccinazioni anti-Covid, la prevenzione – chiosa – sembra far paura o spaventare. Dobbiamo ricordarci che in Italia c'è un 60% di analfabeti disfunzionali e questo atteggiamento di scetticismo misto a diffidenza non è esclusivo delle fasce a basso livello culturale".  
Oggi Galli si dedica allo studio e all'approfondimento epidemiologico. "Sto leggendo i libri dei morti di Milano che contengono 1 mln di decessi tra il 1450 e il 1800, una miniera di dati incredibile – racconta – testimonianze che raccontano non solo di malattie e morti ma la storia della Medicina e del nostro Paese". Nel cassetto c'è un nuovo libro? "Vediamo, sto lavorando anche sulla peste di Milano, non solo quella raccontata da Manzoni e poi c'è un libro di fantascienza avventurosa ma – conclude – non credo lo pubblicherò mai".   
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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