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Cosa cambia nel cedolino di marzo 2026: aumenti, conguagli e risparmi fiscali

A marzo il cedolino INPS conterrà la perequazione dell'1,4%, il nuovo calcolo Irpef e gli arretrati: ecco come vengono calcolati gli importi e chi ottiene i maggiori vantaggi

Per molti pensionati il cedolino di marzo 2026 sarà più consistente del solito. L’INPS applicherà contestualmente la rivalutazione automatica dei trattamenti, il taglio dell’aliquota Irpef sul secondo scaglione e i conguagli arretrati relativi ai primi due mesi dell’anno. Il risultato sarà un accredito unico che comprende l’aumento strutturale e le somme non versate nei mesi precedenti. Le modifiche derivano dalle misure approvate nella legge di bilancio 2026 e mirano a ridurre il carico fiscale e a correggere pagamenti non corrisposti.

Cosa comprende l’aumento nel cedolino di marzo

Segue le modifiche indicate dalla legge di bilancio 2026 la composizione dell’aumento nel cedolino di marzo. La voce principale è la perequazione annuale pari allo 0,01-1,4%, applicata con criteri differenziati in relazione all’importo della pensione. Le pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo INPS ricevono la rivalutazione piena; per le fasce superiori si applicano percentuali ridotte.

Parallelamente interviene un incremento delle maggiorazioni sociali, trasformato in misura strutturale. L’aumento mensile è destinato in particolare agli over 70 e agli invalidi civili totali con basso reddito, secondo i criteri di accesso previsti dall’INPS.

Nel cedolino di marzo saranno inoltre presenti i conguagli riferiti ai mesi di gennaio e febbraio. Questi conguagli spiegano l’importo più elevato rispetto ai pagamenti ordinari dei mesi successivi.

Dettagli sulla perequazione e le maggiorazioni

Per questo motivo, la composizione degli aumenti nel cedolino spiega l’importo eccezionale di marzo rispetto ai pagamenti successivi. La rivalutazione a scaglioni tutela soprattutto i trattamenti più bassi: i pensionati con pensioni contenute ricevono l’intero indice di perequazione, mentre le pensioni superiori beneficiano di aumenti proporzionalmente ridotti. Parallelamente, la maggiorazione sociale incrementa l’importo mensile per chi soddisfa specifici requisiti anagrafici e reddituali, con l’effetto di generare anche conguagli arretrati. Tali arretrati saranno corrisposti a marzo insieme al pagamento regolare del mese.

Il taglio Irpef: chi ne trae vantaggio

Il decreto della legge di bilancio 2026 ha introdotto la riduzione dell’aliquota del secondo scaglione dall’35% al 33%, con effetto retroattivo dal 1° gennaio. Questa misura si applica ai contribuenti con redditi complessivi annui compresi tra 28.000 e 50.000 euro.

In continuità con le informazioni sui conguagli e sugli arretrati, l’abbassamento dell’aliquota determina una riduzione dell’imposta dovuta per l’intero anno. Tale minore imposizione si traduce in un aumento netto delle trattenute mensili percepibili dai pensionati e dai lavoratori dipendenti interessati.

In particolare, i pensionati con assegni lordi mensili superiori a circa 2.000 euro risulteranno fra i beneficiari più evidenti. L’entità del risparmio fiscale dipende comunque dalla composizione del reddito e dalle detrazioni spettanti, nonché dai contributi previdenziali versati.

Gli adeguamenti saranno recepiti nei cedolini e nei modelli di pagamento mediante i conguagli previsti. L’importo effettivo e la variazione mensile saranno visibili nel cedolino di marzo, quando saranno corrisposti anche gli arretrati.

Simulazioni e impatto sui diversi redditi

Le simulazioni degli osservatori economici mostrano che il vantaggio cresce avvicinandosi alla soglia massima di 50.000 euro. I benefici risultano più consistenti per le pensioni verso il limite superiore del range e più contenuti nelle fasce intermedie.

Per le fasce medie i guadagni mensili possono oscillare da poche decine di euro a oltre trenta euro per le pensioni più alte del perimetro considerato. Inoltre, gli arretrati di gennaio e febbraio incrementano l’importo una tantum presente nel cedolino di marzo, dove saranno visibili le variazioni effettive.

Il beneficio netto dipende dalla composizione dei redditi del percettore e dalla presenza di altre imposte locali, come le addizionali comunali e regionali, che possono ridurne l’entità. La quantificazione definitiva per ciascun beneficiario sarà

Come verificare il cedolino e cosa controllare

La quantificazione definitiva per ciascun beneficiario sarà Per consultarlo è necessario accedere al portale dell’ente con le credenziali personali.

Il documento espone voci distinte, tra cui rivalutazione, maggiorazioni sociali e il taglio Irpef eventualmente applicato. Mostra inoltre i conguagli arretrati riferiti ai mesi interessati.

Nel controllo occorre verificare la congruenza delle cifre indicate con le simulazioni preliminari e con i dati fiscali personali. Devono essere confrontati importi lordi e netti, nonché le ritenute e i conguagli segnati nel cedolino.

In caso di discrepanze si raccomanda di rivolgersi all’INPS o a un patronato per chiarimenti e per eventuali rettifiche. Le pratiche di verifica e le istanze di correzione seguono le procedure ufficiali dell’ente.

Le pratiche di verifica e le istanze di correzione seguono le procedure ufficiali dell’ente. In termini pratici, il cedolino più elevato nel mese di marzo deriva dalla combinazione di misure diverse e complementari. La perequazione contribuisce a proteggere il potere d’acquisto. La maggiorazione sociale sostiene le fasce più fragili. Il taglio Irpef riduce il carico fiscale su specifiche soglie di reddito. Dopo marzo, salvo nuove disposizioni, l’effetto più evidente sarà il risparmio fiscale mensile associato alla nuova aliquota, che si rifletterà nelle prossime buste paga e potrà essere verificato consultando il cedolino INPS.

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