(Adnkronos) – 21 marzo 2025. La sentenza della Corte Costituzionale che consente a una persona single di proporsi per l’adozione di un minore in stato di abbandono all’estero – ricordato che un single, in casi straordinari, può già adottare un minore anche in Italia – rischia seriamente di alimentare l’idea di un “diritto al figlio” per tutti, una aberrazione giuridica da scongiurare in ogni modo. Al netto dei controlli di idoneità in capo ai Tribunali, la famiglia formata da un padre e una madre resta, sempre e comunque, il miglior contesto possibile per l’accoglienza di un bimbo che si trova in stato adottivo per aver perso il papà e la mamma e che, dunque, ha il diritto di ritrovare un papà e una mamma. La legge italiana sulle adozioni sia nazionali che internazionali deve quindi continuare a privilegiare, nel superiore interesse del minore, le domande di adozione da parte di coppie sposate. Così, in una nota, Jacopo Coghe, sulla decisione della Corte Costituzionale che con la sentenza n. 33, depositata oggi, ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l’articolo 29-bis, comma 1, della legge numero 184 del 1983, nella parte in cui non include le persone singole fra coloro che possono adottare un minore straniero residente all’estero.
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