Il congedo parentale si amplia fino ai 14 anni di età del figlio, con nuove procedure per la richiesta.
Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026, il congedo parentale per i lavoratori dipendenti ha subito importanti modifiche. Questa normativa offre una maggiore flessibilità ai genitori, estendendo il periodo di congedo retribuito fino al compimento del quattordicesimo anno di vita del bambino. In questo articolo, approfondiremo le nuove regole e le procedure da seguire per accedere a questo beneficio.
Fino ad oggi, i genitori potevano richiedere il congedo parentale fino ai 12 anni di vita del figlio. Con la nuova legge, questo limite è stato spostato a 14 anni. Questo cambiamento rappresenta un passo significativo verso una maggiore conciliazione tra vita professionale e familiare, permettendo ai genitori di dedicare più tempo ai propri figli senza sacrificare il proprio lavoro.
Il congedo parentale retribuito è accessibile ai lavoratori dipendenti e si applica non solo ai casi di nascita, ma anche a quelli di adozione o affidamento. Tuttavia, è importante notare che per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata e per i lavoratori autonomi rimangono in vigore i limiti precedenti, che fissano il termine a 12 anni o al primo anno dall’ingresso in famiglia in caso di adozione.
Per richiedere il congedo parentale, i genitori devono utilizzare il servizio online dell’INPS, accessibile dalla sezione dedicata alle domande di maternità e paternità. A partire dall’8 gennaio 2026, sarà possibile presentare le domande secondo le nuove normative. È fondamentale che i genitori prestino attenzione alle tempistiche, soprattutto per coloro che necessitano di richiedere il congedo per i periodi compresi tra il 1° e l’8 gennaio 2026.
Nel caso in cui un genitore non riesca a presentare la domanda in tempo utile a causa dell’aggiornamento delle procedure, è prevista la possibilità di inviare una richiesta in forma retroattiva. L’INPS ha chiarito, attraverso il Messaggio n. 251/2026, che le strutture dovranno tenere conto delle difficoltà oggettive nella presentazione delle domande.
Il congedo parentale ha una durata massima di 10 mesi, estendibile a 11 mesi se il padre utilizza almeno tre mesi di congedo. La madre può avvalersi di questo beneficio dopo la conclusione del periodo di astensione obbligatoria per maternità, mentre il padre può iniziare a fruirne dalla nascita del bambino. Importante è sapere che tre delle mensilità sono retribuite all’80% se utilizzate entro i primi sei anni di vita del bambino e se non sono trasferibili all’altro genitore.
Queste nuove disposizioni rappresentano un’opportunità significativa per i genitori, consentendo loro di gestire meglio i propri impegni familiari e lavorativi. È essenziale rimanere informati e seguire le procedure corrette per accedere a questi benefici, garantendo un supporto adeguato alla crescita dei propri figli nel periodo cruciale della loro vita.
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