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Compenso scrutatori e permessi per il referendum 22 e 23 marzo 2026

Tutto quello che occorre sapere su gettoni, tempistiche di pagamento e tutele per chi viene chiamato a operare nei seggi elettorali

Con il referendum costituzionale sulla giustizia fissato per il 22 e 23 marzo 2026, molte persone saranno chiamate a svolgere funzioni nei seggi. Questo testo spiega in modo pratico i principali aspetti economici e normativi: importi, modalità di pagamento, responsabilità e come presentare la domanda per essere iscritti all’albo degli scrutatori. L’obiettivo è fornire informazioni chiare per chi valuta l’opportunità di partecipare alle operazioni di voto, sia per interesse civico sia per l’indennità prevista.

Le norme che regolano le attività dei componenti dei seggi prevedono diritti specifici anche per i lavoratori dipendenti, come il Permesso elettorale retribuito e, in caso di turno su giorni festivi, la possibilità di beneficiare di riposi compensativi. Nel corso dell’articolo analizziamo gli esempi pratici riferiti al referendum delle date indicate, senza perdere di vista le procedure operative, i documenti richiesti e le tempistiche ordinarie dei pagamenti.

Compensi e normativa fiscale

Per questa consultazione il contributo riconosciuto ai componenti dei seggi è stato aggiornato: lo scrutatore che opera in un seggio ordinario percepisce un rimborso forfettario di circa 119,60 euro, mentre per l’assegnazione a un seggio speciale (ospedali, carceri e analoghe strutture) la cifra è ridotta a 60,95 euro. L’aumento degli importi è stato disposto tramite un decreto elettorale dedicato alle consultazioni del 2026 e corrisponde a un incremento di circa il 15% rispetto agli anni precedenti. Importante: il compenso è configurato come rimborso forfettario per attività elettorale e, di conseguenza, non è soggetto a Irpef e non va inserito nel Modello 730 o nella dichiarazione dei redditi.

Importi per i ruoli principali

Oltre agli scrutatori, il rimborso varia in base al ruolo: il presidente di seggio riceve circa 149,50 euro in un seggio ordinario, mentre il segretario viene equiparato allo scrutatore con circa 119,60 euro. Nei seggi speciali, gli importi sono proporzionalmente ridotti: il presidente percepisce circa 90,85 euro e il segretario 60,95 euro. Queste cifre riflettono la diversa intensità di lavoro e le responsabilità connesse ai differenti tipi di seggio.

Modalità e tempistiche di pagamento

Il pagamento non avviene immediatamente al termine delle operazioni di voto: lo Stato anticipa le somme ai Comuni che poi procedono alla liquidazione. In genere l’accredito arriva alcune settimane dopo la chiusura del seggio. La corresponsione può avvenire tramite bonifico bancario sul conto indicato dall’interessato oppure con mandato di pagamento ritirabile presso una banca convenzionata. Chi partecipa dovrebbe verificare presso l’ufficio elettorale del proprio Comune i tempi previsti e la modalità scelta per il versamento.

Ruolo operativo e responsabilità

La figura dello scrutatore è essenzialmente operativa: tra i compiti principali rientrano l’identificazione degli elettori mediante controllo dei documenti, la verifica della tessera elettorale, la registrazione delle operazioni nei registri di seggio, l’assistenza al presidente durante le fasi di voto e la partecipazione allo scrutinio delle schede al termine della votazione. Durante lo svolgimento delle attività, i componenti del seggio assumono la qualifica di pubblico ufficiale, con le responsabilità civili e penali previste per il corretto svolgimento delle operazioni elettorali.

Composizione del seggio

Un seggio ordinario è tipicamente composto da cinque membri: un presidente, un segretario e tre scrutatori, uno dei quali funge da vicepresidente per garantire la continuità operativa in caso di assenza del titolare. Tale designazione non comporta un incremento retributivo per il vicepresidente, ma assicura la piena funzionalità dell’ufficio di voto durante l’intera durata della consultazione.

Come candidarsi e permessi per i dipendenti

Per essere nominati scrutatori è necessario iscriversi gratuitamente all’albo degli scrutatori del Comune di residenza compilando l’apposita modulistica presso l’ufficio elettorale; molti Comuni consentono l’invio della domanda via PEC o tramite servizi online. A Milano, ad esempio, le iscrizioni e le candidature per i ruoli nei seggi del referendum potevano essere presentate entro il termine stabilito dal Comune, con obblighi di residenza e maggiore età per gli aspiranti e il requisito del diploma di scuola superiore per chi ambisce alla carica di presidente.

Permessi e riposi per i lavoratori

I dipendenti pubblici e privati chiamati a operare nel seggio usufruiscono del permesso elettorale retribuito per il tempo necessario allo svolgimento dell’incarico; inoltre, se l’attività ricade su giornate festive, è previsto il riconoscimento di riposi compensativi secondo quanto stabilito dai contratti collettivi e dalle norme vigenti. Per l’ottenimento del permesso è in genere necessario presentare la designazione o la documentazione rilasciata dall’ufficio elettorale, quindi è consigliabile informarsi preventivamente presso il datore di lavoro e l’ufficio comunale competente.

Marco Santini

Oltre un decennio nelle sale operative di importanti istituti bancari internazionali, tra Londra e Milano. Ha attraversato la tempesta del 2008 con le mani sulla tastiera del trading floor. Quando il fintech ha iniziato a ribaltare le regole del gioco, ha mollato la cravatta per seguire le startup che oggi valgono miliardi. Non spiega la finanza: la traduce in decisioni concrete per chi vuole far fruttare i propri risparmi senza un master in economia.

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