Molti clienti ignorano quanto spendono effettivamente per il proprio conto corrente. Le banche stanno ormai spostando il peso delle spese verso le operazioni in filiale, mentre i servizi digitali vengono spesso proposti come soluzione più economica ma a determinate condizioni. Per orientarsi serve leggere i documenti contrattuali, analizzare l’estratto conto e comparare le offerte: solo così si può verificare il costo reale legato all’uso quotidiano del conto.
Questa guida riassume i punti essenziali per privati e professionisti: dove aumentano i costi, quali voci incidono di più (come i bonifici allo sportello) e quali servizi accessori valutare (ad esempio la gestione della fatturazione elettronica). L’obiettivo è fornire strumenti pratici per tagliare spese inutili e scegliere la soluzione più adatta al proprio profilo di utilizzo.
La trasformazione dei costi: digitale vs sportello
Negli ultimi anni le banche hanno ridefinito le politiche tariffarie privilegiando l’uso dei canali digitali. Questo si traduce nella riduzione o nell’azzeramento del canone per chi accetta condizioni come l’accredito dello stipendio o l’utilizzo prevalente di home banking e Atm, mentre le operazioni allo sportello diventano progressivamente più costose. Sul fronte pratico significa che un cliente che esegue spesso bonifici in filiale o richiede assistenza fisica potrebbe pagare cifre molto superiori rispetto a chi usa il conto solo online; ecco perché è fondamentale confrontare le condizioni e valutare la propria operatività media mensile.
Voci di spesa che incidono di più
Tra le principali voci che stanno crescendo ci sono i bonifici allo sportello, le commissioni per l’incasso di assegni e i costi per versamenti in contante. Allo stesso tempo si registra una lieve diminuzione del costo medio delle carte di credito e delle commissioni per i prelievi da Atm di altre banche, segno che la concorrenza spinge sui servizi più utilizzati. Perciò, il bilancio finale del conto non dipende solo dal canone ma dal mix di operazioni effettuate: conoscere il numero e il tipo di transazioni ricorrenti è il primo passo per risparmiare.
Strategie pratiche per i privati
Per chi gestisce un conto personale le soluzioni sono diverse e spesso semplici da attuare. Aprire un conto online come secondo conto può essere una scelta efficace: consente di separare pagamenti e acquisti digitali e di prendere confidenza con l’home banking senza rinunciare al conto principale. Chi ha lo stipendio accreditato e utilizza prevalentemente canali digitali può ottenere l’azzeramento del canone o sconti significativi; tuttavia è importante leggere le condizioni per evitare sorprese legate a operazioni non incluse o commissioni occasionali.
Controlli periodici e confronto delle offerte
Un’abitudine utile è controllare ogni anno il costo annuo effettivo del conto, verificare le modifiche contrattuali ricevute e mettere a confronto almeno tre offerte, incluse le banche digitali. Spesso bastano pochi click per trasferire l’accredito dello stipendio o per attivare servizi che riducono le spese. In alcuni casi la semplice rinegoziazione delle condizioni con la propria banca può portare a un risparmio significativo senza cambiare istituto.
Cosa devono sapere professionisti e piccole imprese
I conti dedicati a liberi professionisti e piccole imprese hanno una struttura tariffaria più complessa: oltre al canone possono pesare commissioni su bonifici multipli, incassi tramite Pos, RiBa o Sdd, versamenti di contanti e costi per carte aziendali. Per chi effettua numerose operazioni ogni mese può risultare vantaggioso un conto «a pacchetto» che include un certo numero di movimenti rispetto a un’offerta a consumo. Valutare il costo operativo complessivo è quindi essenziale per evitare spese nascoste.
Servizi accessori e integrazioni contabili
Molte banche propongono bundle che includono strumenti per la gestione della fatturazione elettronica o l’integrazione con software di contabilità, ma spesso questi servizi comportano costi aggiuntivi o condizioni legate agli incassi. Per i professionisti è fondamentale quantificare quanto valgono queste integrazioni rispetto al risparmio ottenuto sulle commissioni bancarie: a volte una banca digitale specializzata nelle partite Iva offre soluzioni più economiche e scalabili rispetto ai pacchetti tradizionali delle banche retail.
Spostare l’operatività sui canali digitali quando possibile, considerare l’apertura di un secondo conto online e valutare pacchetti specifici per professionisti sono azioni che, messe insieme, possono tradursi in un risparmio reale e duraturo. Non sottovalutare inoltre la possibilità di rinegoziare le condizioni con il proprio istituto prima di cambiare totalmente fornitore.