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Come gestire in busta paga i permessi elettorali per il referendum

Breve guida sui diritti e sugli adempimenti per i lavoratori nominati ai seggi durante il referendum del 22 e 23 marzo 2026

Chi è chiamato al seggio, cosa succede al salario e quali garanzie spettano: ecco tutto quello da sapere per il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026.

Chi e quando
I permessi spettano ai cittadini nominati o designati per svolgere funzioni nei seggi: presidente, segretario, scrutatore, rappresentante di lista e membri dei comitati promotori. L’impegno riguarda l’intero arco delle operazioni elettorali: dalla costituzione del seggio, al voto, fino allo scrutinio, anche se quest’ultimo si prolunga oltre la mezzanotte.

Orari pratici
Per queste votazioni gli orari ufficiali sono: domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. Se il servizio coincide con una normale giornata lavorativa, quel periodo viene considerato come giornata lavorativa retribuita, anche quando l’attività svolta è parziale.

Retribuzione e gestione in busta paga
Il periodo di assenza per servizio elettorale è retribuito e contribuisce alla normale posizione contributiva del lavoratore. La somma corrisposta è soggetta a ritenute fiscali e contributi previdenziali e va registrata in busta paga come normale stipendio. L’onere economico resta a carico del datore di lavoro: non è prevista un’indennità INPS a copertura della retribuzione.

Festivi e giorni non lavorativi
Se il servizio ricade in una giornata festiva o in un giorno in cui il dipendente normalmente non lavora, il lavoratore può scegliere tra riposo compensativo o una retribuzione aggiuntiva, a condizione che presenti la documentazione richiesta. La prassi amministrativa e la giurisprudenza (cfr. Corte Costituzionale, sentenza n. 452/1991) suggeriscono che il recupero delle giornate festive avvenga nel periodo immediatamente successivo alle operazioni elettorali, per garantire continuità operativa negli uffici.

Obblighi del lavoratore e del datore
Prima del voto
Il lavoratore deve informare l’azienda della nomina o della designazione, allegando il certificato di chiamata al seggio rilasciato dall’ente competente. Questa comunicazione anticipata facilita la pianificazione interna e riduce il rischio di contestazioni.

Dopo il servizio
Al termine delle operazioni è necessario consegnare l’attestato di presenza che specifichi le giornate effettive di servizio e gli orari; il documento va firmato dal presidente del seggio o controfirmato dal vicepresidente quando il lavoratore è il presidente. Solo con questa documentazione il datore può giustificare l’assenza in busta paga e applicare eventuali riposi compensativi.

Procedure amministrative consigliate
Per evitare ritardi o errori nella retribuzione, è opportuno che le aziende prevedano procedure chiare per l’elaborazione della documentazione elettorale e i tempi di registrazione in busta paga. La digitalizzazione dei flussi documentali accelera la rendicontazione ed è un’ottima pratica per ridurre gli intoppi amministrativi.

Aspetti pratici e suggerimenti
– Avvisa l’ufficio del personale non appena ricevi la nomina e conserva copia di tutti i documenti rilasciati dal comune. – Concorda per tempo con il datore la soluzione preferita in caso di servizio su giornata festiva (riposo compensativo o pagamento aggiuntivo). – Se le tue settimane lavorative sono particolari o i turni complessi, definire in anticipo il metodo di recupero evita fraintendimenti.

Tutela del rapporto di lavoro
Accettare l’incarico è un servizio pubblico: la normativa italiana (D.P.R. 30 marzo 1957 n. 361) protegge il lavoratore garantendo l’assenza retribuita e la salvaguardia del rapporto di lavoro. Il datore non può rifiutare i permessi legittimi né penalizzare il dipendente per aver svolto funzioni elettorali. Così il lavoratore svolge il suo ruolo civico senza preoccupazioni e il datore ottiene una gestione amministrativa trasparente e puntuale.

Francesca Neri

Formazione accademica d'eccellenza in innovazione e management, oggi analista dei trend che plasmeranno i prossimi anni. Ha previsto l'ascesa di tecnologie quando altri le ignoravano ancora. Non fa previsioni per stupire: le fa per chi deve prendere decisioni oggi pensando al domani. Il futuro non si indovina, si studia.

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