Il modello Neproma Service nel Bresciano
Lavanderia industriale indica un impianto che integra logistica, processi manuali e sistemi tecnologici per trattare grandi volumi di biancheria. Nel Bresciano, NEPROMA SERVICE è un esempio operativo di questo modello. L’azienda impiega circa 200 addetti distribuiti in più reparti. Il lavoro presenta picchi stagionali e richiede attenzione costante all’ergonomia e all’inserimento del personale.
Il testo analizza i punti critici nella gestione del personale e l’organizzazione dei servizi. Esamina inoltre le soluzioni adottate per garantire qualità e continuità del servizio verso ospedali, RSA, ristorazione e hotel. L’approccio è orientato a suggerire pratiche applicabili e sostenibili per il settore.
Struttura operativa e aree di attività
La ditta ha organizzato la produzione in reparti distinti per rispondere alle esigenze specifiche della clientela locale. Un reparto è dedicato alla biancheria delle RSA, gestito in collaborazione con una cooperativa sociale di tipo B responsabile del materiale destinato agli ospiti. Un secondo reparto si occupa delle divise sanitarie e della biancheria piana per strutture mediche, con procedure specifiche per la gestione dei cicli di lavaggio e sanificazione.
Esiste inoltre un reparto rivolto al settore ristorazione e alberghiero, organizzato con personale stabile e integrazioni stagionali per far fronte alle variazioni di domanda. Una sezione separata gestisce il corredo — coperte, piumoni, cuscini, tende e tovagliato — con percorsi dedicati per il trattamento e l’imballaggio. Infine, è in fase di pianificazione una quinta unità operativa progettata per assorbire i picchi stagionali e ottimizzare i tempi di consegna.
Specializzazioni e flusso operativo
A seguito della pianificazione della quinta unità, i reparti mantengono una netta differenziazione operativa per ridurre le interferenze produttive. I capi sanitari, ad esempio, seguono percorsi di lavaggio distinti rispetto al corredo del catering. Tale separazione tutela la qualità igienica e ottimizza i cicli produttivi. La presenza di personale dedicato diminuisce il rischio di errori nella gestione dei materiali.
Reclutamento e gestione del personale
Il fattore critico rimane il reperimento e la fidelizzazione dei lavoratori. Nella realtà locale, buona parte della forza lavoro proviene dall’India e dal Pakistan e porta competenze tecniche e digitali utili ai sistemi produttivi. L’azienda si avvale di agenzie di somministrazione che selezionano i candidati e ne prevedono un periodo di prova prima dell’assunzione a tempo indeterminato. Tale modello facilita l’inserimento operativo e consente valutazioni pratiche sulle competenze richieste.
Formazione e inserimento stagionale
Nei picchi di attività l’azienda introduce decine di persone in tempi ristretti. Il percorso formativo iniziale è breve e concentrato. Comprende poche ore di esercitazione pratica e rotazioni sulle postazioni. L’obiettivo è rendere operativo il lavoratore rapidamente e in sicurezza.
La conferma dell’impiego avviene dopo una fase di valutazione strutturata. Si privilegia la valutazione pratica rispetto al solo possesso di titoli. Solo a seguito di esiti positivi si dichiara l’idoneità al ruolo e si procede alla stabilizzazione o al proseguimento contrattuale. Il modello favorisce l’integrazione rapida e offre criteri misurabili per il mantenimento delle competenze.
Attrattività del settore e strategie di retention
Il modello aziendale favorisce l’integrazione rapida e offre criteri misurabili per il mantenimento delle competenze. Tuttavia, la concorrenza di altri settori rende necessario un approccio specifico alla fidelizzazione del personale.
La concorrenza locale, in particolare da comparti come la meccanica, propone salari più alti e maggiore flessibilità nelle ferie. Ciò riduce l’attrattività del lavoro in lavanderia per una parte dei potenziali candidati.
Per contrastare questa dinamica, NEPROMA SERVICE ha introdotto strumenti retributivi aggiuntivi. Tra questi figurano premi di produzione e superminimi finalizzati a migliorare il compenso effettivo e incentivare la permanenza.
Nonostante le misure economiche, molti lavoratori stranieri rivalutano il ruolo una volta raggiunta stabilità finanziaria. In risposta, l’azienda affianca alle leve salariali percorsi di crescita professionale e modalità di lavoro meno stagionali.
Il monitoraggio periodico dei tassi di turnover e l’analisi delle motivazioni di uscita restano strumenti chiave per adeguare le politiche di retention. Il prossimo sviluppo atteso è l’implementazione di piani di carriera formalizzati per ridurre l’abbandono dopo la stabilizzazione economica.
Comfort, ergonomia e sostenibilità del lavoro
In seguito all’avvio di misure di retention, l’attenzione aziendale si è concentrata su interventi strutturali per migliorare le condizioni operative. Le aziende investono in soluzioni mirate per ridurre l’affaticamento e contenere l’assenteismo.
Una parte consistente degli investimenti è destinata all’ergonomia, intesa come progettazione degli spazi e degli strumenti per adattare il lavoro alle capacità umane. Si interviene sull’alleggerimento dei carichi, sulla parcellizzazione dei sacchi di biancheria e sull’ottimizzazione del layout produttivo. Queste azioni integrano processi di automazione finalizzati a snellire attività ripetitive e a limitare i trasferimenti manuali.
Gli interventi migliorano la efficienza produttiva e la qualità del servizio. Restano tuttavia vincoli ambientali: in alcuni reparti non è possibile climatizzare gli ambienti per non compromettere il funzionamento dei macchinari. Tale vincolo mantiene impegnative le condizioni lavorative nonostante le migliorie introdotte.
Come sviluppo successivo, è prevista l’implementazione di piani di carriera formalizzati, che dovrebbero contribuire a ridurre l’abbandono una volta raggiunta la stabilità economica.
Qualità del servizio e criticità operative
Dopo l’implementazione di piani di carriera formalizzati, l’attenzione si concentra ora sulle pratiche di gestione del materiale. La cura della biancheria rimane spesso sottovalutata: il trattamento non corretto durante ritiro e consegna può compromettere l’efficacia del lavaggio e aumentare i costi operativi. Il personale esterno e gli autisti non sempre rispettano le procedure nel maneggiare carrelli e capi, con conseguenti danni e inefficienze.
La risposta passa attraverso programmi strutturati di formazione, campagne di sensibilizzazione e investimenti in attrezzature dedicate. Interventi mirati includono standard operativi per il trasporto, dispositivi per la protezione dei capi e check list di controllo qualità al momento della consegna. Queste misure sono finalizzate a ridurre i danni e a migliorare la resa dei cicli di lavaggio, con effetti misurabili sui tempi di lavorazione e sui costi.
Inclusione e gestione delle disabilità
L’inserimento di persone con disabilità costituisce una sfida operativa e organizzativa. Alcune limitazioni fisiche risultano effettivamente incompatibili con mansioni che richiedono elevata manualità o sforzi ripetuti. Attualmente la presenza di personale con disabilità è limitata a ruoli compatibili con le esigenze produttive.
L’azienda valuta soluzioni di adeguamento del posto di lavoro mediante strumenti di ergonomia e procedure alternative. Tra le opzioni considerate figurano la rimodulazione delle mansioni, ausili tecnici e percorsi di accompagnamento professionale. Questi interventi mirano a contemperare esigenze di produttività e inclusione, con verifica periodica degli esiti sull’occupabilità e sulla qualità del servizio.
Collegandosi alle verifiche periodiche sull’occupabilità e sulla qualità del servizio, la chiusura del percorso evidenzia come la lavanderia industriale sia un sistema che richiede coordinamento tecnico e gestionale. La lavanderia industriale comprende processi logistici, controllo qualità e manutenzione delle attrezzature, tutti elementi che condizionano i risultati per committenti sanitari e del settore alberghiero.
NEPROMA SERVICE illustra come l’integrazione di criteri di ergonomia e percorsi di formazione mirati favorisca la specializzazione dei reparti. Tale approccio contribuisce a garantire continuità operativa e conformità alle esigenze normative dei settori della sanità, del turismo e della ristorazione, con ricadute misurabili sulla qualità del servizio e sulla sicurezza dei lavoratori.