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25 Maggio 2026

Come funziona l’Assegno di Inclusione per titolari di permesso di soggiorno per casi speciali

La circolare INPS del 20 maggio 2026 chiarisce come i titolari di permesso per casi speciali possono accedere all'Assegno di Inclusione, con indicazioni su domanda, SIISL, PAD, durata e controlli

Come funziona l'Assegno di Inclusione per titolari di permesso di soggiorno per casi speciali

La circolare INPS n. 58 del 20 maggio 2026 definisce le modalità operative per l’accesso all’Assegno di Inclusione da parte dei titolari di permesso per casi speciali. Questo intervento specifica chi può presentare richiesta, il percorso procedurale da seguire e le particolarità che distinguono questi casi dalla disciplina ordinaria dell’ADI. L’obiettivo è raccordare la misura di sostegno economico con i percorsi di tutela e presa in carico già attivati per persone vulnerabili.

Nel documento l’INPS individua deroghe e vincoli: alcuni requisiti standard dell’ADI non si applicano, mentre restano attivi obblighi procedurali e controlli. La regola generale è che l’accesso si fonda sulla natura protettiva del titolo di soggiorno, e non sulle condizioni ordinarie di cittadinanza, residenza o situazione economica. Questo approccio tiene conto dell’attenzione verso vittime di violenza, sfruttamento e casi di protezione sociale.

Chi può accedere

La circolare si rivolge ai titolari di permesso di soggiorno per casi speciali rilasciati in base al Testo Unico Immigrazione. La norma distingue tre ambiti principali di protezione, riconosciuti come situazioni di particolare vulnerabilità per le quali è prevista una disciplina dedicata dell’ADI. Identificare correttamente il tipo di permesso è fondamentale, perché da esso dipendono gli effetti sulla procedura di accesso e sulla durata del beneficio.

Tipologie di permesso interessate

Sono comprese le persone titolari di permesso per protezione sociale (art. 18), per vittime di violenza domestica (art. 18-bis) e per vittime di sfruttamento lavorativo e intermediazione illecita (art. 18-ter). Ciascuna fattispecie indica una diversa forma di tutela amministrativa: il riconoscimento del permesso segue percorsi di emersione, assistenza e presa in carico che giustificano il trattamento agevolato ai fini dell’accesso all’ADI.

Come presentare la domanda, SIISL e Patto di Attivazione Digitale

La domanda per l’Assegno di Inclusione può essere inoltrata tramite il portale INPS con le credenziali ammesse oppure attraverso CAF e patronati. Dopo l’invio è obbligatoria l’iscrizione al SIISL, il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa, che connette la domanda con i servizi territoriali e il percorso di attivazione. Inoltre ogni nucleo beneficiario deve sottoscrivere il Patto di Attivazione Digitale (PAD nucleo), che formalizza gli impegni verso l’inclusione sociale e lavorativa.

Tempistiche, primo incontro e sospensione dell’erogazione

Entro 120 giorni dalla sottoscrizione del PAD deve svolgersi il primo incontro con i servizi sociali: è un passaggio decisivo per la presa in carico del nucleo. Se i servizi non convocano, il beneficiario può presentarsi autonomamente; in assenza dell’incontro entro il termine previsto l’erogazione dell’ADI viene sospesa fino alla comunicazione dell’avvenuta convocazione. La circolare sottolinea l’importanza della collaborazione tra soggetti per evitare sovrapposizioni con percorsi già in corso e garantire un raccordo efficace.

Requisiti derogati, controlli e impatto della validità del permesso

Nell’ambito previsto dalla circolare non si applicano i requisiti ordinari relativi a cittadinanza, residenza e condizioni economiche che caratterizzano l’accesso generale all’ADI: l’elemento qualificante è il presupposto protettivo rappresentato dal titolo di soggiorno. Tuttavia restano attivi controlli mirati sulla validità del permesso, sulla congruenza delle dichiarazioni e sul rispetto degli obblighi di partecipazione al SIISL e al PAD. La normativa prevede anche sanzioni in caso di irregolarità o false dichiarazioni.

Durata del beneficio e rinnovo del permesso

La durata dell’Assegno di Inclusione per questi titolari è vincolata alla validità del permesso di soggiorno: se il titolo scade o viene modificato la continuità del beneficio può subire effetti diretti. Il rinnovo o la variazione del permesso devono essere valutati in relazione al persistere del presupposto che ha consentito l’accesso alla disciplina dedicata, così da garantire che il sostegno rimanga coerente con la situazione protettiva della persona.

Susanna Riva
Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.