come funziona il lavoro occasionale agricolo dopo la legge di bilancio 2026

La legge di bilancio 2026 (legge n. 199/2026) rende strutturale il regime del lavoro occasionale agricolo: in questa guida spieghiamo scopi, limiti, attività ammesse ed effetti per datori di lavoro e lavoratori.

Legge di bilancio 2026 (legge n. 199/2026) ha reso stabile il modello introdotto nel 2026 per il lavoro occasionale in agricoltura. La norma mira a garantire la continuità produttiva delle aziende agricole nelle fasi critiche dei cicli biologici e a estendere ai prestatori alcune tutele tipiche del rapporto subordinato. Il provvedimento stabilizza modalità contrattuali e procedure amministrative già sperimentate, con l’obiettivo di ridurre l’incertezza stagionale e contenere il lavoro sommerso nel settore.

Finalità e quadro normativo

Il provvedimento conferma e stabilizza lo strumento introdotto come sperimentazione, con l’obiettivo di ridurre l’incertezza stagionale e contenere il lavoro sommerso nel settore agricolo. La norma mira a contrastare il lavoro irregolare e a facilitare il reperimento di manodopera per i picchi produttivi.

In particolare, la disciplina consente l’attivazione di rapporti di lavoro a tempo determinato per le mansioni direttamente connesse ai periodi di produzione vegetale o animale. La previsione è inserita nella legge n. 199/2026 e si pone come misura complementare alle forme contrattuali già vigenti nel settore.

La norma prevede procedure amministrative e vincoli operativi che riflettono le esperienze maturate durante la fase sperimentale. Restano ferme le tutele previdenziali e contributive previste per i lavoratori agricoli e le verifiche da parte degli enti competenti.

Perché è stata introdotta

Restando ferme le tutele previdenziali e contributive già previste, il provvedimento mira a ridurre l’incertezza delle campagne agricole. La norma stabilizza lo schema di lavoro stagionale stabilizzato per consentire alle aziende di operare senza interruzioni nelle fasi critiche come semina, raccolta e vendemmia.

Si intende inoltre regolamentare rapporti che in passato risultavano caratterizzati da precarietà e insufficiente tutela. L’obiettivo è garantire una migliore organizzazione delle campagne e una maggiore protezione per i lavoratori stagionali attraverso diritti contributivi. Sono previste verifiche periodiche sul territorio da parte degli enti competenti.

Attività ammesse ed esclusioni

A seguito delle verifiche periodiche sul territorio, la norma specifica le attività per le quali è possibile ricorrere al contratto occasionale agricolo. Sono ricomprese le mansioni direttamente connesse ai cicli produttivi stagionali. Tra queste figurano la semina, la raccolta, la potatura, la pastorizia e la vinificazione.

La disciplina richiede una flessibilità temporale coerente con le esigenze produttive. È invece escluso l’impiego per funzioni d’ufficio o per mansioni di natura amministrativa. Tali esclusioni mirano a preservare la distinzione tra lavoro agricolo stagionale e rapporti di lavoro continuativi.

Confini operativi e buon uso dello strumento

Per evitare abusi, la normativa impone limiti e condizioni all’impiego del contratto occasionale agricolo. L’utilizzo deve essere effettivamente correlato al ciclo produttivo stagionale e non può sostituire rapporti di lavoro stabili o ricorrenti.

Le aziende sono tenute a documentare la connessione tra l’attività svolta e il periodo biologico di riferimento. I lavoratori devono beneficiare delle tutele previdenziali e assicurative previste dal rapporto subordinato, con evidenza delle coperture contributive e delle garanzie di legge.

Impatto pratico per imprese e lavoratori

Il nuovo quadro operativo del LOAgri rende più snelle le procedure di assunzione per le imprese agricole durante i picchi stagionali. Le modifiche normativo-amministrative hanno reso più definito il perimetro d’uso dello strumento e ridotto incertezze applicative.

Per i lavoratori, il sistema garantisce accesso a contributi e alla copertura INAIL quando prevista, oltre a un trattamento più trasparente rispetto ai rapporti totalmente occasionali non regolamentati. Le circolari amministrative e le istruzioni operative dell’INPS hanno precisato obblighi contributivi e modalità di comunicazione, facilitando l’adeguamento pratico da parte di datori di lavoro e consulenti del lavoro.

Resta centrale la vigilanza sull’uso corretto dello strumento per evitare abusi e distorsioni del mercato del lavoro agricolo; sono attesi ulteriori chiarimenti amministrativi sugli adempimenti operativi.

Istruzioni amministrative e adempimenti

Le amministrazioni competenti hanno fornito indicazioni operative per la gestione dei flussi contributivi e la registrazione dei contratti. In particolare, INPS ha diffuso note e messaggi tecnici volti a semplificare la trasmissione telematica degli adempimenti e l’integrazione con le banche dati del settore agricolo.

Le misure mirano a ridurre gli oneri burocratici per le imprese, garantendo al contempo controlli efficaci sul corretto utilizzo dello strumento. La semplificazione interessa procedure di invio, tracciamento e riconciliazione dei versamenti contributivi con le banche dati settoriali.

Sono previsti ulteriori chiarimenti amministrativi per precisare scadenze e modalità operative. Gli aggiornamenti attesi riguarderanno specifiche tecniche per l’interscambio dei dati e strumenti di controllo automatizzati.

Consigli pratici e rischi da evitare

In raccordo con gli aggiornamenti tecnici attesi, è opportuno che le imprese agricole adeguino le prassi organizzative e documentali per l’impiego del lavoro occasionale.

Si raccomanda di pianificare l’utilizzo del LOAgri in relazione ai cicli produttivi, prevedendo periodi chiaramente delimitati per semina, raccolta o altre attività stagionali. I contratti devono contenere clausole che specifichino la natura stagionale della prestazione e i criteri di retribuzione. È inoltre necessario conservare documentazione probante sull’effettivo svolgimento delle attività, come registri di lavoro e report di produzione.

Per lavoro occasionale agricolo si intendono prestazioni di natura temporanea e non continuativa svolte in ambito agricolo. L’impiego del regime oltre tali limiti comporta il rischio di sanzioni amministrative e fiscali e la possibile riqualificazione dei rapporti di lavoro in assunzioni subordinate.

Occorre evitare l’uso del LOAgri per sostituire rapporti continuativi o per mansioni non agricole, poiché le modalità di controllo in fase di verifica stanno per essere rafforzate con strumenti automatizzati. Le imprese devono

Collegandosi alla necessità di coerenza documentale e ai controlli previsti, la disciplina introdotta dalla legge di bilancio 2026 sulla lavoro occasionale agricolo rappresenta un punto di equilibrio tra la richiesta delle imprese di flessibilità stagionale e l’esigenza di garantire ai lavoratori tutele minime. Applicata correttamente, la normativa può contribuire a una gestione più ordinata delle campagne e a una maggiore regolarità occupazionale nel comparto agricolo. È indispensabile che le imprese aggiornino prassi e registrazioni aziendali per allinearsi alla nuova disciplina, mentre resta fondamentale il monitoraggio dell’applicazione da parte delle amministrazioni competenti in vista dei controlli.

Scritto da Alessandro Bianchi

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