Il Bonus ZES 2026 è pensato per incentivare assunzioni stabili nelle regioni del Centro‑Sud. L’intervento, previsto dal D.L. n. 62/2026, concede alle imprese private uno esonero contributivo totale sui contributi a carico del datore di lavoro (esclusi i premi INAIL) per le nuove assunzioni effettuate nelle sedi operative ricomprese nella ZES Unica. L’obiettivo è ridurre il divario territoriale favorendo occupazione stabile per lavoratori con profili specifici.
Per usufruire dell’agevolazione è necessario rispettare condizioni precise legate sia alla figura del lavoratore che alla dimensione e al comportamento del datore di lavoro. In questa guida illustreremo i requisiti, le esclusioni, l’importo e la procedura telematica gestita dall’INPS, con esempi pratici e i punti critici da monitorare prima dell’assunzione.
Chi può usufruire del beneficio
Possono accedere al Bonus ZES 2026 i datori di lavoro privati che, nel mese dell’assunzione, occupano fino a 10 dipendenti e che eseguono assunzioni a tempo indeterminato presso una sede operativa situata nella ZES Unica. L’incentivo è rivolto esclusivamente a lavoratori che al momento dell’assunzione abbiano almeno 35 anni e siano stati disoccupati da almeno 24 mesi. L’assunzione deve comportare un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei dodici mesi precedenti.
Ambito territoriale e durata
La ZES Unica comprende Abruzzo, Marche, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna e Umbria. L’assunzione agevolabile va effettuata tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026. L’esonero è riconosciuto fino a un massimo di 650 euro mensili per ciascun lavoratore e può essere fruito per un periodo massimo di 24 mesi. Se la sede di lavoro viene trasferita fuori dalle regioni ammesse, il beneficio cessa dal mese successivo al trasferimento.
Requisiti del datore di lavoro e condizioni di accesso
I datori di lavoro devono essere in regola con gli obblighi contributivi e possedere il DURC. Sono esclusi dall’agevolazione i datori che, nei sei mesi precedenti l’assunzione, abbiano effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi, così come è vietato licenziare nei sei mesi successivi all’assunzione incentivata il lavoratore assunto o un altro dipendente con la stessa qualifica nella stessa unità produttiva. Va inoltre garantito un trattamento economico non inferiore ai livelli dei contratti collettivi nazionali applicabili.
Adempimenti e obblighi aggiuntivi
Dal 1° aprile 2026 è prevista l’obbligazione di pubblicare le posizioni sul SIISL per i datori che richiedono incentivi finanziati con risorse pubbliche, ma l’obbligo attende ancora il decreto attuativo e non è operativo fino a nuovo ordine, come chiarito dall’INPS. Inoltre, la fruizione dell’esonero può essere sospesa solo per casi di assenza obbligatoria per maternità, con proroga del periodo di beneficio pari al tempo di sospensione.
Tipologie contrattuali ammesse e esclusioni
La misura si applica alle assunzioni a tempo indeterminato e comprende anche i contratti part‑time a tempo indeterminato e i rapporti di somministrazione a tempo indeterminato, fermo restando che la prestazione vada svolta nelle regioni della ZES Unica. Non sono invece ammessi apprendistato, contratti a termine, trasformazioni di rapporti già esistenti o lavoro intermittente. Nel caso di somministrazione, il criterio di valutazione della dimensione d’impresa si riferisce all’utilizzatore e non all’agenzia di somministrazione.
Importo, cumulabilità e modalità di domanda
L’agevolazione copre l’intero importo dei contributi a carico del datore di lavoro fino a un massimo di 650 euro mensili per lavoratore, esclusi i premi e contributi INAIL. Il beneficio non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote contributive riferite agli stessi contributi: ad esempio non è possibile sommarsi alla cosiddetta Decontribuzione Sud né al bonus per assunzione di lavoratori disabili previsto dalla legge n. 68/1999, mentre resta compatibile con l’esonero collegato alla certificazione di parità di genere.
Procedura telematica INPS
La richiesta va presentata esclusivamente online tramite l’apposita sezione del portale INPS: Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) – Bonus ZES 2026. Nella domanda il datore dichiara, ai sensi del D.P.R. n. 445/2000, di applicare un trattamento economico non inferiore ai contratti collettivi indicati. L’INPS monitora la dotazione finanziaria; in caso di esaurimento o di prospettiva di raggiungimento dei limiti di spesa, le domande non saranno accolte.
Prima di procedere con l’assunzione è consigliabile verificare la compatibilità con altri incentivi, la regolarità contributiva e l’effettiva collocazione geografica della sede di lavoro. Una corretta pianificazione evita il rischio di decadenza e consente di sfruttare pienamente il Bonus ZES 2026 per promuovere occupazione stabile nelle aree interessate.