Tutto quello che serve sapere su Isee 2026, la presentazione della DSU, le modifiche introdotte dalla Manovra e i passaggi per conservare l’importo pieno dell’Assegno unico
Sintesi rapida
Per il 2026 cambiano regole importanti sull’ISEE e sulle prestazioni familiari. Per ottenere l’Assegno unico calcolato sul proprio ISEE aggiornato è necessario presentare (o rinnovare) la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). Se la DSU non viene trasmessa, l’INPS continuerà a pagare l’assegno ma soltanto all’importo minimo previsto dalla legge. È prevista la possibilità di chiedere i conguagli una volta regolarizzata la pratica.
Che cosa cambia
La legge di Bilancio 2026 ha rivisto il calcolo dell’ISEE: viene aumentata la franchigia sull’abitazione principale (fino a 91.500 euro, e fino a 120.000 euro per alcune Città metropolitane), aumenta il valore riconosciuto per ciascun figlio convivente (+2.500 euro a partire dal secondo) e sono aggiornate le scale di equivalenza, con maggiorazioni per i nuclei numerosi. Queste novità riducono la base patrimoniale per molte famiglie e possono rendere più facile l’accesso alle prestazioni.
Scadenze e modalità per presentare la DSU
La DSU va presentata entro i termini previsti per beneficiare delle nuove regole 2026. La casistica operativa e i collegamenti con la Piattaforma digitale nazionale dei dati fanno sì che molte amministrazioni possano leggere l’ISEE solo se la DSU è stata caricata. Si può inviare la DSU online sul sito INPS usando SPID, CIE o CNS, rivolgersi a un patronato oppure contattare i canali di assistenza dell’istituto.
Documenti e informazioni richieste
Nella DSU vanno indicati composizione del nucleo familiare, redditi, patrimonio, numero dei figli, residenza e IBAN, oltre ai dati sull’abitazione principale. Per le DSU precompilate l’INPS esclude automaticamente dal patrimonio mobiliare titoli di Stato e libretti fino a 50.000 euro; in caso di autodichiarazione il dichiarante deve segnalare queste esclusioni. Presentare la documentazione corretta evita ritardi nel rilascio del valore ISEE e il rischio che l’assegno venga erogato al minimo.
Impatto sull’Assegno unico e sulle altre prestazioni
Senza DSU valida l’Assegno unico viene corrisposto al livello minimo (l’importo indicativo è di circa 58,3 euro per figlio). Con un ISEE aggiornato, invece, le famiglie possono ottenere importi maggiori fino ai massimali previsti per le fasce più basse. Anche altre prestazioni — come l’Assegno di inclusione, l’ADI e le misure per l’inclusione familiare — verranno ricalcolate sulla base dell’ISEE dedicato introdotto nel 2026: domande sospese potranno essere riesaminate alla luce del nuovo valore.
Recupero degli arretrati
Se l’assegno è stato erogato al minimo perché mancava la DSU, è possibile richiedere i conguagli una volta presentata la DSU valida. L’INPS effettua i ricalcoli e riconosce gli arretrati a partire dalla data di trasmissione della DSU, secondo le regole previste. Per velocizzare l’istruttoria conviene fornire subito tutta la documentazione richiesta e, se necessario, affidarsi a un patronato.
Cosa fare subito (consigli pratici)
– Verificare subito nello spazio personale sul sito INPS lo stato della domanda per l’Assegno unico e se l’ISEE risulta rilasciato. – Se la DSU non è presente o è scaduta, trasmetterla prima possibile (online con SPID/CIE/CNS o tramite patronato). – Controllare con attenzione la documentazione patrimoniale e le esclusioni previste (titoli di Stato, libretti, ecc.). – In caso di dubbi rivolgersi a un patronato o a un professionista per evitare errori che rallentino i ricalcoli. Dove trovare le informazioni ufficiali
Le istruzioni operative per la verifica dell’ISEE 2026, le modalità di richiesta degli arretrati e i riferimenti per l’assistenza sono pubblicate sui canali istituzionali dell’INPS. Le amministrazioni e i patronati stanno aggiornando le loro piattaforme per adeguarsi alle nuove regole; vale la pena consultare spesso i siti ufficiali per gli aggiornamenti tecnici e le indicazioni pratiche.
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